Finalmente anch'io ho visto questo bellissimo spettacolo a teatro e per vederlo sono andata fino a Napoli, grazie alla mia dolcissima amica Marina.
Sapete che per Flavio ho un debole, ma sul palco supera davvero se stesso... eh sì, il teatro è la sua dimensione, la sua casa: per due ore salta, recita, si diverte e diverte, scalda il cuore di chi sta seduto, lascia a tutti un sorriso, è come se lo facesse uno per uno.
E' la magia del teatro, l'alchimia che si crea tra l'Attore e il suo pubblico, tra la sua anima e la nostra, perché lui è lì per raccontarci una storia, per farci sorridere e in quelle due ore non siamo più calati nella nostra vita ma siamo nella caserma del maresciallo Bellini, tra i suoni stonati della banda e il frastuono dei carri armati.
E dopo lo spettacolo c'è il tempo di una foto, di qualche parola scambiata cercando di vincere il tremito della voce.
Grazie Flavio e menzione speciale ai bravi componenti della banda che suona con lui.
Un bacino,
Claudia
La Spezia, 12 luglio.
Fiorello è ancora dietro le quinte e già inizia lo show. La telecamera inquadra la gente in prima fila e ne trasmette il volto sui due maxischermi ai lati del palco e lui saluta, commenta, fa battute. Imbarazzo delle vittime che però sorridono e salutano e risate pazze da parte degli altri. Poi finalmente esce ed esordisce dicendo che conosce bene La Spezia perché sua sorella c’è stata per tanto tempo. E dice: “Uno di voi s’è fatto mia sorella”.
Risate.
“Ma posso cominciare uno spettacolo dicendo che uno di voi s’è fatto mia sorella?”
Poi racconta di quando andò dal padre, rigido finanziere (aveva i gradi sul pigiama) a dirgli che voleva fare il ballerino, con gli scaldamuscoli rosa e la maglietta con scritto “Picciotto di Maria de Filippi”. Rispose il padre: “Ma non puoi andare a fare gli scippi come tutti gli altri?”
Fiorello è incontenibile: balla, canta, scherza col maestro Cremonesi definendolo un peluche e poi arriva l’omaggio a Viva Radio Due, con le mitiche imitazioni (anche se ogni tanto fanno capolino i “Cribbio” del Cavaliere e l’Ignaaazioooo di La Russa): Camilleri bradipo fumante con cinque sigarette e le rivelazioni sulla morte di Montalbano (fumo passivo, logico), Carla Bruni snob che definisce “tres volgàr” qualunque cosa detta in Italiano e Joacquin Cortes che balla tutto il giorno nella sua casa di Barcellona.
Poi interpreta tenore, basso e soprano in un improbabile Otello, mima Roberto Bolle che va a fare la spesa e parla della paternità e del fatto che sta tutto il giorno a novanta gradi perché la figlia inizia a camminare.
E s’immagina già tra dodici tredici anni quando la figlia girerà con un libro di Moccia (Tre metri sotto terra) sotto braccio e gli porterà a casa un sedicenne butterato.
Si ride per più di due ore ed alla fine si canta tutti assieme (bellissima, tra l’altro, l’immagine con tutti i telefonini accesi che ondeggiano).
D’altra parte, Fiore è pur sempre “cintura nera di Karaoke”.
Buona domenica,
Claudia.