mercoledì, 28 ottobre 2009, ore 19:16

Montalto di Castro, Viterbo.

Due anni fa 8 ragazzi stuprano una sedicenne.

Sì, avete letto bene: OTTO CONTRO UNA. Va beh… la ragazzina denuncia (quale sfrontatezza, eh) e le bestie finiscono sotto processo… ovviamente si difendono, dicendo:

-         che lei era ubriaca

-         che aveva la minigonna nera (quale inimmaginabile provocazione!!!)

-         che è una zoccola (beh questa era scontata)

 

Insomma, in parole povere, la ragazza se l’è cercata… mica è colpa loro.

Fin qui tutto normale (cioè, si fa per dire, ma tant’è…).

Gli esseri non sono ricchi, quindi non hanno soldi per pagare un buon avvocato e probabilmente quello d’ufficio non sarebbe bastato, allora cosa succede? Il sindaco PAGA LE SPESE LEGALI AGLI STUPRATORI.

Sì, praticamente tale Carai tira fuori 5000 euro a testa per le bestie, soldi dei cittadini, peraltro…

Ora la ragazza ha la vita rovinata, una ferita che non guarirà mai, mentre le bestie sono in libertà.

Il paese è dalla parte degli stupratori, perché questa ragazzina era proprio una zoccola, mica era vergine…

Sono incazzata a livelli sovrumani.

Se anche io vado con un uomo diverso ogni giorno, se anche mi metto la minigonna nera, anche se ti provoco… tu uomo non mi devi stuprare, non ti deve nemmeno passare per l’anticamera del cervello, animale schifoso e chiedo scusa agli animali che queste cose non le fanno.

Sono schifata, indignata e quant’altro.

Il “signor”sindaco è eletto nelle liste del PD: il popolo di Facebook sta richiedendo al nuovo segretario, quando gli sarà passata la sbornia del post-vittoria, quando avrà risolto i problemi d’identità sessuale di Marrazzo e digerito la fuga di Rutelli e, si spera, della SantaMariaBinetti, di cacciare questo tizio dal partito.

Quest’uomo deve dimettersi e deve essere espulso dal PD.

 

Volevo continuare con le note più leggere dell’ultimo post, ma questa storia mi ha fatto veramente ribollire il sangue…

Nei commenti, però, vi prego di mantenere toni abbastanza moderati e vi ricordo che se volete fare post inneggianti a pena di morte o torture potete farlo nel vostro blog.

Ogni commento del genere sarà rimosso.

Grazie.

Claudia

sognatricenata
Permalink ¦ commenti (6)¦ commenti (6)(popup)
categoria : sfoghi, senza parole

lunedì, 19 ottobre 2009, ore 12:18

Questo è stato lo slogan più gridato a Roma il 26 settembre nel corso della marcia delle Agende Rosse.

E' di questi giorni la notizia che finalmente il "papello" di Riina è stato consegnato ai magistrati: si tratta in pratica di dodici richieste dodici che Cosa Nostra fece allo Stato per far cessare la stagione delle stragi.

Eh sì, Riina e compagnia bella (bella si fa per dire, ovviamente) volevano alcune cosucce qui e là per far cessare le stragi: il sospetto che questa trattativa ci fosse stata, alla luce di alcuni avvenimenti accaduti negli anni successivi, l'avevamo anche avuta, almeno di sicuro alcuni di noi l'avevamo avuta... ma siamo abituati a pensare di essere dei malpensanti. (scusate il bisticcio di parole)

Oggi, invece, il procuratore antimafia Grasso ha detto che la trattativa ci fu: e non solo, ma salvò la vita a parecchi ministri.

EH? COME? PUOI RIPETERE, PLEASE???

Perché Cosa Nostra voleva uccidere degli uomini politici? (tra cui, nome a caso, Andreotti) Cosa c'era di marcio non in Danimarca ma a Roma? Quale fu la trattativa? E perché Borsellino venne ucciso??? Ci state pigliando per i fondelli???

I nomi, vogliamo, le motivazioni, spiegazioni. Perché è stato salvato Andreotti e non Borsellino???

Resistenza

Vogliamo verità, giustizia, sapere perché è morto Borsellino (e ovviamente tutti gli altri... nomino lui perché all'epoca del papello e della trattativa Falcone era già saltato in aria), sapere dov'è finita la sua agenda, sapere perché i politici valgono più dei giudici.

Siamo stufi di vivere in un Paese in cui la mafia sta in Parlamento e al  governo: Dell'Utri deve andare a casa!!!

Mangano non era un eroe, era un mafioso assassino, stalliere senza cavallo, ricordiamolo, al personale servizio di Sua Maestà Silvio primo.

ITALIANI, SVEGLIAAAAAAA!!!

Sheet_Falcone_Borsellino

Claudia

 

sognatricenata
Permalink ¦ commenti (17)¦ commenti (17)(popup)
categoria : foto, sfoghi, senza parole

lunedì, 12 ottobre 2009, ore 18:36

“Lei è più bella che intelligente.” Questa la gentilissima frase che il nostro gentilissimo premier ha rivolto all’onorevole Rosy Bindi, colpevole ai suoi occhi di non essere bella (come se lui fosse Brad Pitt) e, probabilmente, di non essere d’accordo con lui.

Ora, non so se tutti voi vi rendiate conto della gravità di quest’affermazione.

Gentile premier, lei prima di tutto ha davanti una PERSONA e le persone non si giudicano in base alla bellezza. In secondo luogo, le donne non sono tutte come quelle che popolano le sua televisioni, le sue ville e anche i suoi ministeri: belle gnocche tutte curve e silicone, pronte a dire sempre sì alle sue cazzate, a ridere alle sua battute maschiliste, perché tanto non capiscono o se capiscono fanno finta di nulla per avere il famoso posto al sole.

Siamo, noi donne, esseri pensanti (beh, non tutte, ma questo si può dire anche di voi maschietti), con un’anima, un cuore che batte, un cervello.

Dovremmo sentirci, noi tutte, profondamente offese e anche disgustate dal suo atteggiamento maschilista, dalla sua aria strafottente, dal suo sorriso falso.

Lei è un maleducato, cafone, maschilista. E’ ora di finirla con questa storia delle donne belle o brutte… siamo persone, persone come lei, anzi, mi verrebbe da dire meglio di lei.

 

 

Mi verrebbe anche da dirle di vergognarsi ma lei la vergogna non sa cosa sia… lei che pensa di essere così simpatico e spiritoso perché i suoi lacchè ridono alle sue barzellette come cagnolini ammaestrati.

Ormai l’educazione non la impara più, così come non acquisterà buon senso, buon gusto e continuerà con quest’andazzo, mentre noi donne pensanti e spero anche qualche uomo continueremo a indignarci per le sue sparate.

Claudia -più bella che intelligente-
sognatricenata
Permalink ¦ commenti (10)¦ commenti (10)(popup)
categoria : politica, sfoghi

venerdì, 11 settembre 2009, ore 11:33

Sì, fondamentalmente non sono una cattiva persona, cerco di rispettare tutti, di rispondere con gentilezza, di essere educata ecc ecc ecc...

Anche quando mi arrabbio, anche quando mi incazzo, non potrei mai augurare la morte a qualcuno, eppure c'è una categoria di "persone" alle quali va beh no la morte forse no... però...

Sono quegli STRONZI dei piromani!!! Qui brucia tutto, ci si sveglia la mattina con l'odore di fumo che entra dalla finestra, ci si rilassa al pomeriggio con il ronzio dei canadair.

Ettari e ettari di macchia mediterranea distrutti dal gesto sconsiderato di questi, ribadisco, STRONZI o, per dirla alla montalbano, GRANDISSIMI CORNUTI!

Ecco, tu, maledetto piromane, se ti abbrustolisci un po' nelle tue stesse fiamme, quelle che ami tanto... non mi fai pena, ma nemmeno un po'.

Se non lo avessi ancora capito, stronzo!!!

Chiedo scusa per il linguaggio, so di aver detto brutte parole, ad esempio piromane... non succederà più!

Buona giornata,

Claudia

sognatricenata
Permalink ¦ commenti (7)¦ commenti (7)(popup)
categoria : sfoghi

lunedì, 06 luglio 2009, ore 12:54

 

Noo, non vi preoccupate, non sono impazzita!!! E nemmeno diventata analfabeta, non ancora almeno. E’ che navigando in Internet e frequentando forum, blog e soprattutto Facebook, mi sto rendendo conto di quanto la nostra bella lingua sia martoriata quotidianamente. Prima sono venute le abbreviazioni tipo ke, nn, xkè, cmq e così via… quelle da sms, per intenderci… E va beh, passino… anche a me capita di abbreviare quando scrivo messaggini, ovviamente senza esagerare. Insomma, non mi capita di mandare messaggi tipo: c vd dmn rsp btycvnajo va beh l’ultima parola me la sono inventata ma il senso è chiaro, no???

Queste persone risparmiano nello scrivere il loro messaggino, è vero, ma chi lo riceve perde il doppio del tempo a decifrarlo e perde minuti a pensare: “Cos’avrà voluto direeee??? Va beh, piccolezze.

Poi è giunta la moda della k a casaccio, per cui non si scrive più casa ma kasa e mi chiedo, qui, dove sia il risparmio temporale.

Ora la k sta soppiantando anche la q, per cui anziché quando si scrive kuando e non è dato sapere il motivo (ho chiesto, ma non mi è stata data risposta).

Ma questo è ancora il meno, tutto sommato… cioè, a me fa male al cuore (anzi, al kuore) vedere l’italiano così tormentato ma tanto tanto…

Però poi ci sono gli svarioni grammaticali, sintattici, ortografici: per cui tocca leggere frasi tipo: “cercavo tizio, lo chiamato hal cellulare ma non l’ho trovo”… maròòòòòòòòò!!!

Ora ditemi che sono fissata, che sono noiosa, che rompo le palle ma una frase così NON SI PUO’ LEGGERE!!!

Stendiamo un velo pietoso sui congiuntivi, è molto meglio.

Ma sugli accenti/apostrofi qualcosa (anzi, cualcosa) lo vorrei dire.

Sto, sta (sta studiando), fa (un anno fa, lui fa), me, te, qui, qua, va (la mamma va al mare), no, so e sa e al momento non mi viene in mente altro NON SI ACCENTANO/APOSTROFANO!!!

Qual è non vuole apostrofo, così come amico, albero, abito e tutti i nomi maschili.

Si scrive ce n’è e non c’è n’è, ce l’ho e non c’è l’ho, ce lo o altro…

Magari qualcuno sbufferà, qualcuno farà dell’ironia sulle mie manie da maestrina ma almeno mi son sfogata, oh!!!

 

 

Baci,

Claudia

 

Ps: se ho omesso qualche strafalcione e volete aggiungerne, fate pure!

sognatricenata
Permalink ¦ commenti (16)¦ commenti (16)(popup)
categoria : sfoghi, maestrina rompiballe

domenica, 30 novembre 2008, ore 23:36

speciale_96pHo da poco letto il libro della Norwood, Donne che amano troppo, che è un modo elegante e psicanalitico di definire la sindrome da crocerossina che affligge molte donne.

Ma cos'è questa sindrome? E' il volersi occupare degli altri, che spesso non vogliono neppure che ci si occupi di loro, è il voler esserci sempre per tutti, il bisogno di dare amore senza però riceverne in cambio.

Di solito la sindrome da crocerossina viene riversata sul fidanzato di turno, ma non solo: amici, amiche, parenti possono essere fagocitati dalla donna che ama troppo...

Perché le donne si comportano così? Perché arrivano a umiliarsi, a farsi trattare male (aveva ragione Ferradini... prendi una donna, trattala male) e continuano a dare amore, amore, amore... perché?

Sicuramente c'è di mezzo un'atavica sottomissione della donna, alla quale viene insegnato che deve aiutare gli altri, essere sempre gentile, carina, sorridente e pronta a sacrificarsi; e gli uomini lo sanno e spesso se ne approfittano, salvo poi dire che si sentono soffocati e mandare la donna a quel paese.

Io ne ho sofferto e forse a volte ne soffro ancora, anche se meno che in passato: anzi, a volte mi capita di pensare di essere dall'altra parte della barricata.

Comunque sia... donne, smettetela (smettiamola) di farvi (farci) trattare così: è una frase fatta, un luogo comune che non piacerebbe a Montalbano... però c'è da dire una cosa:

                 CHI NON CI AMA NON CI MERITA!!!

Un bacione a tutte/i e buona settimana,

Claudia

sognatricenata
Permalink ¦ commenti (18)¦ commenti (18)(popup)
categoria : riflessioni, foto, sfoghi

martedì, 30 settembre 2008, ore 22:01

Qualche mese fa qualcuno ha detto questa frase, ricordando lo stupro di Franca Rame, avvenuto il 9 marzo 1973 a opera di un branco di non saprei come definirli di estrema destra; è importante il dettaglio perché fu uno stupro politico.

Franca Rame è una femminista e questo si meritava, secondo la logica di alcuni ari-non saprei come definirli.

Franca ha denunciato lo stupro, ma non è servito a nulla, perché la sentenza è arrivata quando il reato era già andato in prescrizione: 25 anni dopo i fatti, per la cronaca.

E' stata forte e coraggiosa a denunciare, a parlarne: ha anche scritto un monologo teatrale, di vui vi riporto il testo (è un verbale di un interrogatorio per una denuncia di stupro).

VI AVVERTO: è una pugnalata secca, un pugno nello stomaco. Se non vi sentite di leggerlo, vi capisco: c'è anche un video, ma io non ho (ancora) avuto il coraggio di guardarlo.

LO STUPRO" di FRANCA RAME

 

Lo stupro
Al centro dello spazio scenico vuoto, una sedia.
PROLOGO
FRANCA RAME: Ancora oggi, proprio per l’imbecille mentalità corrente, una donna convince veramente di aver subito violenza carnale contro la sua volontà, se ha la “fortuna” di presentarsi alle autorità competenti pestata e sanguinante, se si presenta morta è meglio! Un cadavere con segni di stupro e sevizie dà più garanzie. Nell’ultima settimana sono arrivate al tribunale di Roma sette denunce di violenza carnale.
Studentesse aggredite mentre andavano a scuola, un’ammalata aggredita in ospedale, mogli separate sopraffatte dai mariti, certi dei loro buoni diritti. Ma il fatto più osceno è il rito terroristico a cui poliziotti, medici, giudici, avvocati di parte avversa sottopongono una donna, vittima di stupro, quando questa si presenta nei luoghi competenti per chiedere giustizia, con l’illusione di poterla ottenere. Questa che vi leggo è la trascrizione del verbale di un interrogatorio durante un processo per stupro, è tutto un lurido e sghignazzante rito di dileggio.
MEDICO Dica, signorina, o signora, durante l’aggressione lei ha provato solo disgusto o anche un certo piacere... una inconscia soddisfazione?
POLIZIOTTO Non s’è sentita lusingata che tanti uomini, quattro mi pare, tutti insieme, la desiderassero tanto, con così dura passione?
GIUDICE È rimasta sempre passiva o ad un certo punto ha partecipato?
MEDICO Si è sentita eccitata? Coinvolta?
AVVOCATO DIFENSORE DEGLI STUPRATORI Si è sentita umida?
GIUDICE Non ha pensato che i suoi gemiti, dovuti certo alla sofferenza, potessero essere fraintesi come espressioni di godimento?
POLIZIOTTO Lei ha goduto?
MEDICO Ha raggiunto l’orgasmo?
AVVOCATO Se sì, quante volte?
Il brano che ora reciterò è stato ricavato da una testimonianza apparsa sul “Quotidiano Donna”, testimonianza che vi riporto testualmente.
Si siede sull’unica sedia posta nel centro del palcoscenico.
FRANCA C’è una radio che suona... ma solo dopo un po’ la sento. Solo dopo un po’ mi rendo conto che c’è qualcuno che canta. Sì, è una radio. Musica leggera: cielo stelle cuore amore... amore...
Ho un ginocchio, uno solo, piantato nella schiena... come se chi mi sta dietro tenesse l’altro appoggiato per terra... con le mani tiene le mie, forte, girandomele all’incontrario. La sinistra in particolare.
Non so perché, mi ritrovo a pensare che forse è mancino. Non sto capendo niente di quello che mi sta capitando.
Ho lo sgomento addosso di chi sta per perdere il cervello, la voce... la parola. Prendo coscienza delle cose, con incredibile lentezza... Dio che confusione! Come sono salìta su questo camioncino? Ho alzato le gambe io, una dopo l’altra dietro la loro spinta o mi hanno caricata loro, sollevandomi di peso?
Non lo so.
È il cuore, che mi sbatte così forte contro le costole, ad impedirmi di ragionare... è il male alla mano sinistra, che sta diventando davvero insopportabile. Perché me la storcono tanto? Io non tento nessun movimento. Sono come congelata.
Ora, quello che mi sta dietro non tiene più il suo ginocchio contro la mia schiena... s’è seduto comodo... e mi tiene tra le sue gambe... fortemente... dal di dietro... come si faceva anni fa, quando si toglievano le tonsille ai bambini.
L’immagine che mi viene in mente è quella. Perché mi stringono tanto? Io non mi muovo, non urlo, sono senza voce. Non capisco cosa mi stia capitando. La radio canta, neanche tanto forte. Perché la musica? Perché l’abbassano? Forse è perché non grido.
Oltre a quello che mi tiene, ce ne sono altri tre. Li guardo: non c’è molta luce... né gran spazio... forse è per questo che mi tengono semidistesa. Li sento calmi. Sicurissimi. Che fanno? Si stanno accendendo una sigaretta.
Fumano? Adesso? Perché mi tengono così e fumano?
Sta per succedere qualche cosa, lo sento... Respiro a fondo... due, tre volte. Non, non mi snebbio... Ho solo paura...
Ora uno mi si avvicina, un altro si accuccia alla mia destra, l’altro a sinistra. Vedo il rosso delle sigarette. Stanno aspirando profondamente.
Sono vicinissimi.
Sì, sta per succedere qualche cosa... lo sento.
Quello che mi tiene da dietro, tende tutti i muscoli... li sento intorno al mio corpo. Non ha aumentato la stretta, ha solo teso i muscoli, come ad essere pronto a tenermi più ferma. Il primo che si era mosso, mi si mette tra le gambe... in ginocchio... divaricandomele. È un movimento preciso, che pare concordato con quello che mi tiene da dietro, perché subito i suoi piedi si mettono sopra ai miei a bloccarmi.
Io ho su i pantaloni. Perché mi aprono le gambe con su i pantaloni? Mi sento peggio che se fossi nuda!
Da questa sensazione mi distrae un qualche cosa che subito non individuo... un calore, prima tenue e poi più forte, fino a diventare insopportabile, sul seno sinistro.
Una punta di bruciore. Le sigarette... sopra al golf fino ad arrivare alla pelle.
Mi scopro a pensare cosa dovrebbe fare una persona in queste condizioni. Io non riesco a fare niente, né a parlare né a piangere... Mi sento come proiettata fuori, affacciata a una finestra, costretta a guardare qualche cosa di orribile.
Quello accucciato alla mia destra accende le sigarette, fa due tiri e poi le passa a quello che mi sta tra le gambe. Si consumano presto.
Il puzzo della lana bruciata deve disturbare i quattro: con una lametta mi tagliano il golf, davanti, per il lungo... mi tagliano anche il reggiseno... mi tagliano anche la pelle in superficie. Nella perizia medica misureranno ventun centimetri. Quello che mi sta tra le gambe, in ginocchio, mi prende i seni a piene mani, le sento gelide sopra le bruciature...
Ora... mi aprono la cerniera dei pantaloni e tutti si dànno da fare per spogliarmi: una scarpa sola, una gamba sola.
Quello che mi tiene da dietro si sta eccitando, sento che si struscia contro la mia schiena.
Ora quello che mi sta tra le gambe mi entra dentro. Mi viene da vomitare.
Devo stare calma, calma.
“Muoviti, puttana. Fammi godere”. Io mi concentro sulle parole delle canzoni; il cuore mi si sta spaccando, non voglio uscire dalla confusione che ho. Non voglio capire. Non capisco nessuna parola... non conosco nessuna lingua. Altra sigaretta.
“Muoviti puttana fammi godere”.
Sono di pietra.
Ora è il turno del secondo... i suoi colpi sono ancora più decisi. Sento un gran male.
“Muoviti puttana fammi godere”.
La lametta che è servita per tagliarmi il golf mi passa più volte sulla faccia. Non sento se mi taglia o no.
“Muoviti, puttana. Fammi godere”.
Il sangue mi cola dalle guance alle orecchie.
È il turno del terzo. È orribile sentirti godere dentro, delle bestie schifose.
“Sto morendo, – riesco a dire, – sono ammalata di cuore”.
Ci credono, non ci credono, si litigano.
“Facciamola scendere. No... sì...” Vola un ceffone tra di loro. Mi schiacciano una sigaretta sul collo, qui, tanto da spegnerla. Ecco, lì, credo di essere finalmente svenuta.
Poi sento che mi muovono. Quello che mi teneva da dietro mi riveste con movimenti precisi. Mi riveste lui, io servo a poco. Si lamenta come un bambino perché è l’unico che non abbia fatto l’amore... pardon... l’unico, che non si sia aperto i pantaloni, ma sento la sua fretta, la sua paura. Non sa come metterla col golf tagliato, mi infila i due lembi nei pantaloni. Il camioncino si ferma per il tempo di farmi scendere... e se ne va.
Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti. È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male... nel senso che mi sento svenire... non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo... per l’umiliazione... per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello... per lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero... mi fanno male anche i capelli... me li tiravano per tenermi ferma la testa. Mi passo la mano sulla faccia... è sporca di sangue. Alzo il collo della giacca.
Cammino... cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura.
Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. I polizioti... gente che entra, che esce... Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora... Sento le loro domande. Vedo le loro facce... i loro mezzi sorrisi... Penso e ci ripenso... Poi mi decido...
Torno a casa... torno a casa... Li denuncerò domani.
Buio.


testimonianza da "il quotidiano donna" 1973

Fonti: Universo femminile e il blog di Franca.

Bastardi, bastardi e ancora bastardi.

Claudia

ps: come al solito quando pubblico cose "scottanti" mi raccomando con voi: so che è difficile mantenere il sangue freddo ma i commenti violenti saranno cancellati.

Grazie.

sognatricenata
Permalink ¦ commenti (20)¦ commenti (20)(popup)
categoria : sfoghi, senza parole

lunedì, 14 luglio 2008, ore 18:25

Mi hanno insegnato che se voglio citare qualcuno, devo dire chi ho citato.

Mi hanno insegnato che spacciare le cose altrui per proprie si chiama plagio.

Mi hanno insegnato che sarebbe buona educazione chiedere posso copiare quello che hai scritto tu sul blog/sito/forum, naturalmente dicendo che è roba tua?

O forse l'ultima cosa non me l'ha insegnata nessuno, ma l'ho solo dedotta.

E pensavo che queste piccole banali regolette fossero conosciute da tutti: ma mi sbagliavo.

Beata ingenuità, appunto.

Sono stata copiata e non citata... ok, va bene, vi piace quello che scrivo.

Sono cazzate, non era chissà che eh...ma son rimasta spiazzata, delusa e mi sono anche un po' incazzata: cioè io ragiono, lavoro, fatico e tu arrivi frisco/a come un quarto di pollo (cit. Camilleri) e copi?

Per questo motivo d'ora in poi, fedeli lettori, vi dovrete accontentare di post scemotti su come sto, come non sto, cosa mi succede...

L'alternativa sarebbe rendere il blog privato, ma non è giusto e non mi va: questo spazio deve rimanere aperto a tutti, anche ai plagiatori...

Ma racconti, poesie, recensioni e cosucce varie... magari le leggeranno i più fidati in privato.

Mi spiace davvero, perché era bello scrivere le mie cose e condividerle con tutti voi, ma erano appunto MIE cose, non alla mercé di chiunque: se qualcuno vuole qualcosa, basta chiedere.

Baci,

Claudia

sognatricenata
Permalink ¦ commenti (16)¦ commenti (16)(popup)
categoria : riflessioni, sfoghi, saluti, stati danimo

giovedì, 10 luglio 2008, ore 12:15

Avete presente quella sensazione di vuoto assoluto? Quella che prende a tradimento, mentre stai leggendo, studiando, passeggiando, guardando la tv? Senza apparente ragione, prende violentemente... ed è come se qualcuno ti afferrasse, ti sbattesse contro un muro e poi ti lasciasse lì, dolorante, col respiro un po' rotto, col cuore impazzito.

E' un vuoto che sembra non finire mai, che fa male... e allora va riempito.

Ma in che modo? Il vuoto prende allo stomaco, quindi bisogna riempire lo stomaco... quindi cibo, cibo e ancora cibo, buttato giù senza quasi sentire il sapore, finché il vuoto non si riempie, lasciandoti un gran senso di colpa e una vaga nausea per la velocità e la quantità che hai ingurgitato.

Cioccolata, patatine fritte, caramelle, bibite gassate... roba che fa male, ma che riempie, che ha gusto, che soddisfa.

Ma ora basta, basta davvero... mi sto facendo del male e finalmente me ne sono resa conto, ora quando la fame prende sopporto, penso ad altro e la sensazione piano piano passa...

Ieri stavo in crisi, sono passata davanti a un supermercato ma non sono entrata, sarebbe stato così facile annegare nelle calorie la mia voglia di piangere, di arrabbiarmi col mondo...

Ma non l'ho fatto.

Sono solo all'inizio, ma ce la posso fare... è la prima volta che parlo di questo problema... spero non mi giudicherete né pazza né altro... ho solo bisogno di serenità, di tempo..... (di amore)...

Passerà tutto, come sempre.

Un bacione,

Claudia

sognatricenata
Permalink ¦ commenti (24)¦ commenti (24)(popup)
categoria : riflessioni, sfoghi, stati danimo, maledetta ciccia

martedì, 01 aprile 2008, ore 12:34

... veloce, inarrestabile, inesorabile, fugge come sabbia tra le dita, scivola via come l'acqua di un fiume sui ciottoli della riva... passa e non ce ne rendiamo conto.

 Ci sono attimi che non torneranno più, ci sono sguardi e sorrisi che avremmo voluto tenere eterni, abbracci che avremmo voluto prolungare, labbra che avremmo voluto sfiorare.

Ma non l'abbiamo fatto, per paura, timidezza, perché abbiamo pensato "tanto c'è tempo."

Fanno male a volte certe parole non dette, certi discorsi chiusi per mancanza di tempo, di desiderio, d'interesse... fanno male i vecchi dispetti, i rimpianti, i rimorsi, i "se avessi fatto, se avessi detto..."

E poi ci si ritrova a sospirare, a pensare, a chiedersi...

E intanto il tempo insensibile ci travolge...

baci

Claudia

untitled

(Salvador Dalì, La persistenza della memoria)

 

 

sognatricenata
Permalink ¦ commenti (13)¦ commenti (13)(popup)
categoria : riflessioni, foto, sfoghi, stati danimo