giovedì, 17 dicembre 2009, ore 15:25

L’onorevole Cicchitto, tessera P2 2232, l’altro giorno in Parlamento, in un delirio, ops, discorso sullo scellerato lancio del Duomo di Milano a Sua Maestà Silvio I, ha accusato un po’ a caso svariate persone di essere i mandanti morali di Tartaglia.

Meno male che non conosce la parrucchiera di mia madre, accanita antiberlusconiana (la parrucchiera, intendo, anche mia madre, va beh) altrimenti avrebbe accusato pure lei (e anche mia madre, ovviamente).

Il capogruppo del partito che ha il suo fondatore in colui che definì coglioni quelli che non votavano per lui, che in Russia fece il gesto di sparare a una giornalista, che disse che Biagi faceva un uso criminoso della televisione, esponente del governo che, tra i suoi ministri, ne annovera  uno in miniatura che disse che una certa sinistra, elite di merda, doveva andare a morire ammazzata e un altro che ogni due per tre minaccia di prendere fucili, dicevo, mi sono persa, ah sì, lui, insomma, ha detto che la sinistra fomenta l’odio e incita alla violenza.

Suddetto partito, o meglio schieramento, in cui ognuno fa quel cazzo che gli pare, perché è il popolo della libertà (cit) è sostenuto, tra gli altri, da un autorevole quotidiano che ha accusato, a sproposito, il direttore di un settimanale di essere gay e ha definito i manifestanti del no-B day “amici di Spatuzza” e da svariate televisioni, tra cui una, privata, che seguì nel suo privato un giudice additandolo come “stravagante” perché portava calzini turchesi.

Ebbene, il piduista (dato di fatto, non insulto, come dire che chi scrive poesie è poeta) ha detto che Marco Travaglio è un terrorista mediatico.

Ora: se essere terroristi mediatici vuol dire non abbassare la testa di fronte a questo modo di fare politica e giornalismo, se essere terroristi mediatici vuol dire rivendicare la libertà di dire quello che si pensa, esprimendo il dissenso per questa gente che non ci rappresenta, se vuol dire cercare la realtà dei fatti, se vuol dire indignarsi quando un gruppo Facebook che deplora la violenza sugli animali diventa pro-Silvio (e, per favore, nessuno faccia battute)… se, insomma, essere terroristi mediatici vuol dire tutto ciò… allora IO SONO UNA TERRORISTA MEDIATICA.

Questo blog esprime totale e incondizionata solidarietà al gruppo Espresso-Repubblica, ad AnnoZero, alla redazione del Fatto quotidiano e, ovviamente, a Marco Travaglio.

 

Baci,

Claudia

sognatricenata
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mercoledì, 02 dicembre 2009, ore 01:39

Il cuore rallenta, la testa cammina

In quel pozzo di piscio e cemento

In quel campo strappato dal vento

A forza di essere vento

 

C’era un campo Rom, a Milano, e i bambini di questo campo Rom andavano a scuola, assieme ai bambini italiani.

 

Porto il nome di tutti i battesimi

Ogni nome è il sigillo di un lasciapassare

Per un guado una terra una nuvola un canto

Un diamante nascosto nel pane

Per la stessa ragione del viaggio viaggiare

 

E forse sognavano un futuro migliore.

E i bambini italiani li amavano.

E le famiglie rom e quelle italiane erano amiche.

 

Il cuore rallenta, la testa cammina

In un buio di giostre in disuso

Qualche rom si è fermato italiano

Come un rame a imbrunire su un muro

 

E qualche bambino Rom avrà sognato un futuro da italiano, mentre qualche mamma voleva solo andare a fare le pulizie nella bella casa di qualche ricco signore italiano.

 

Saper leggere il libro del mondo

Con parole cangianti e nessuna scrittura

Nei sentieri costretti in un palmo di mano

I segreti che fanno paura

Finché un uomo ti incontra e non si riconosce

E ogni terra si arrende e si accede la pace

 

Però un giorno, in questo campo, è arrivata la polizia con le ruspe, alle sette del mattino e ha sgomberato il campo, dando alla gente mezz’ora di tempo per raccogliere i cocci di una vita intera.

 

I figli cadevano dal calendario

Yugoslavia Polonia Ungheria

I soldati prendevano tutti

E tutti buttavano via

 

Tutti caricati sulle macchine, o sulle camionette, verso un nuovo destino di disperazione… o lasciati, soli, in mezzo a una strada.

 

E poi Mirka a San Giorgio di maggio

Tra le fiamme dei fiori a ridere e a bere

E un sollievo di lacrime a invadere gli occhi

E dagli occhi cadere

 

Lacrime di dolore per le case perse, per le amicizie lasciate tra le rovine del campo, per l’allontanamento dai vicini: tutti sparsi un po’ qui un po’ là.

  

E ora alzatevi spose bambine

Che è venuto il tempo di andare

Con le vene celesti dei polsi

Anche oggi si va a caritare

 

E i bambini più grandi di sette anni separati dalle madri. Come in un tremendo deja-vù, questo ci riporta al secolo scorso e non succedeva a Milano ma ad Auscwitz, Mathausen, Berger Belsen e così via.

 

E se questo vuol dire rubare

Questo filo di pane tra miseria e fortuna

Allo specchio di questa kampina

Ai miei occhi limpidi come un addio

Lo può dire soltanto chi sa di raccogliere

Il punto di vista di Dio.

 

Se esiste un Dio, lassù, giudicherà bene chi ha ordinato e eseguito questo attacco nazista?

 

Ma la domanda più inquietante è: fa più paura un bimbo Rom che va a scuola o un bimbo Rom che non va a scuola?            

 

Cvava sero po tute

i kerava

jek sano ot mori

i taha jek jak kon kasta

vasu ti baro nebo

avi ker

 

kon ovla so mutavia

kon ovla

ovla kon ascovi

me gava palan ladi

me gava

palan bura ot croiuti

 

Poserò la testa sulla tua spalla

e farò

un sogno di mare

e domani un fuoco di legna

perché l'aria azzurra

diventi casa

 

chi sarà a raccontare

chi sarà

sarà chi rimane

io seguirò questo migrare

seguirò

questa corrente di ali

 

 

(Il corsivo è Khorakanè, di Fabrizio de André, splendida lirica dedicata allo sterminio del popolo rom)              

baci,

Claudia

sognatricenata
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domenica, 01 novembre 2009, ore 14:52

Stefano Cucchi ha 31 anni e pochi grammi di droga con sè, quando viene arrestato e condotto in carcere.

Stefano ha 31 anni e un corpo martoriato quando, una settimana dopo l'arresto, muore all'ospedale.

Stefano ha il coccige fratturato, due vertebre rotte, gli occhi gonfi: l'autopsia parla di sangue nello stomaco, nella vescica, di un polmone compresso.

Le fonti ufficiali parlano di una caduta accidentale: come fa una caduta a ridurre così una persona?

Dove, come e quando è caduto?

E' possibile, nel terzo millennio, morire in questo modo?

Stefano aveva 31 anni e una vita ancora da vivere: è morto solo come un cane, perché ai familiari non davano l'autorizzazione per andarlo a trovare in ospedale, gli dicevano che ci voleva l'autorizzazione del PM ma nessuno gli ha spiegato che dovevano essere loro a richiederla.

Stefano è morto per pochi grammi di droga.

Perché chi ha pochi grammi di roba in tasca viene portato in galera e chi ha rapporti con la mafia sta in Parlamento?

La famiglia ha diffuso le foto, che sono state riprese da mille siti internet... io qui non le metto, se le volete sapete dove sono...

Io un'occhiata vi consiglio di darla.

Claudia

 



sognatricenata
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mercoledì, 28 ottobre 2009, ore 19:16

Montalto di Castro, Viterbo.

Due anni fa 8 ragazzi stuprano una sedicenne.

Sì, avete letto bene: OTTO CONTRO UNA. Va beh… la ragazzina denuncia (quale sfrontatezza, eh) e le bestie finiscono sotto processo… ovviamente si difendono, dicendo:

-         che lei era ubriaca

-         che aveva la minigonna nera (quale inimmaginabile provocazione!!!)

-         che è una zoccola (beh questa era scontata)

 

Insomma, in parole povere, la ragazza se l’è cercata… mica è colpa loro.

Fin qui tutto normale (cioè, si fa per dire, ma tant’è…).

Gli esseri non sono ricchi, quindi non hanno soldi per pagare un buon avvocato e probabilmente quello d’ufficio non sarebbe bastato, allora cosa succede? Il sindaco PAGA LE SPESE LEGALI AGLI STUPRATORI.

Sì, praticamente tale Carai tira fuori 5000 euro a testa per le bestie, soldi dei cittadini, peraltro…

Ora la ragazza ha la vita rovinata, una ferita che non guarirà mai, mentre le bestie sono in libertà.

Il paese è dalla parte degli stupratori, perché questa ragazzina era proprio una zoccola, mica era vergine…

Sono incazzata a livelli sovrumani.

Se anche io vado con un uomo diverso ogni giorno, se anche mi metto la minigonna nera, anche se ti provoco… tu uomo non mi devi stuprare, non ti deve nemmeno passare per l’anticamera del cervello, animale schifoso e chiedo scusa agli animali che queste cose non le fanno.

Sono schifata, indignata e quant’altro.

Il “signor”sindaco è eletto nelle liste del PD: il popolo di Facebook sta richiedendo al nuovo segretario, quando gli sarà passata la sbornia del post-vittoria, quando avrà risolto i problemi d’identità sessuale di Marrazzo e digerito la fuga di Rutelli e, si spera, della SantaMariaBinetti, di cacciare questo tizio dal partito.

Quest’uomo deve dimettersi e deve essere espulso dal PD.

 

Volevo continuare con le note più leggere dell’ultimo post, ma questa storia mi ha fatto veramente ribollire il sangue…

Nei commenti, però, vi prego di mantenere toni abbastanza moderati e vi ricordo che se volete fare post inneggianti a pena di morte o torture potete farlo nel vostro blog.

Ogni commento del genere sarà rimosso.

Grazie.

Claudia

sognatricenata
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lunedì, 19 ottobre 2009, ore 12:18

Questo è stato lo slogan più gridato a Roma il 26 settembre nel corso della marcia delle Agende Rosse.

E' di questi giorni la notizia che finalmente il "papello" di Riina è stato consegnato ai magistrati: si tratta in pratica di dodici richieste dodici che Cosa Nostra fece allo Stato per far cessare la stagione delle stragi.

Eh sì, Riina e compagnia bella (bella si fa per dire, ovviamente) volevano alcune cosucce qui e là per far cessare le stragi: il sospetto che questa trattativa ci fosse stata, alla luce di alcuni avvenimenti accaduti negli anni successivi, l'avevamo anche avuta, almeno di sicuro alcuni di noi l'avevamo avuta... ma siamo abituati a pensare di essere dei malpensanti. (scusate il bisticcio di parole)

Oggi, invece, il procuratore antimafia Grasso ha detto che la trattativa ci fu: e non solo, ma salvò la vita a parecchi ministri.

EH? COME? PUOI RIPETERE, PLEASE???

Perché Cosa Nostra voleva uccidere degli uomini politici? (tra cui, nome a caso, Andreotti) Cosa c'era di marcio non in Danimarca ma a Roma? Quale fu la trattativa? E perché Borsellino venne ucciso??? Ci state pigliando per i fondelli???

I nomi, vogliamo, le motivazioni, spiegazioni. Perché è stato salvato Andreotti e non Borsellino???

Resistenza

Vogliamo verità, giustizia, sapere perché è morto Borsellino (e ovviamente tutti gli altri... nomino lui perché all'epoca del papello e della trattativa Falcone era già saltato in aria), sapere dov'è finita la sua agenda, sapere perché i politici valgono più dei giudici.

Siamo stufi di vivere in un Paese in cui la mafia sta in Parlamento e al  governo: Dell'Utri deve andare a casa!!!

Mangano non era un eroe, era un mafioso assassino, stalliere senza cavallo, ricordiamolo, al personale servizio di Sua Maestà Silvio primo.

ITALIANI, SVEGLIAAAAAAA!!!

Sheet_Falcone_Borsellino

Claudia

 

sognatricenata
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venerdì, 16 ottobre 2009, ore 19:14

Mesiano, chi era costui? Altri non è che il giudice che qualche giorno fa ha emesso la sentenza sul Lodo Mondadori, sentenza che obbliga il silvio nazionale, all’epoca non ancora “sceso in campo”, a pagare 750 milioni di euro. Sicuramente giudice comunista, anti-italiano e magari anche un po’ farabutto. Così canale 5 decide di pedinarlo. Sì, avete letto bene: una tv molto vicina al presidente del consiglio decide di pedinare un giudice e oltretutto durante il suo tempo libero, quindi quando è a tutti gli effetti un privato cittadino: non il Mesiano che ha emesso la sentenza ma il Mesiano marito, padre di famiglia se famiglia ha, il Mesiano che va in giro per i fatti suoi.

Evidentemente Brachino sperava di cogliere il giudice in fallo: pensate che scoop se lo avessero beccato a cantare Bandiera rossa. E non è che lo seguono così, tanto per… no, lo seguono con le telecamere. Ora, io confesso di non aver visto il filmato, andato in onda giovedì alle 10 del mattino nel corso di Mattino cinque; comunque ho letto articoli in rete.

Il servizio dice che il giudice è “stravagante”. Posto che essere stravaganti non è (ancora) un reato, ma quali sono le stravaganze di questo giudice? Forse cammina per strada cantando e ballando come i deficienti della pubblicità della banca? O magari è vestito da Superman? Saltella? Cammina sulle mani con i piedi in su? Fa le capriole per strada?

Beh, no… pensate che si siede su una panchina e ha i calzini turchesi.

Ora, si potrà dire che i calzini turchesi non siano di buon gusto, ma siamo (ancora) liberi di vestirci come vogliamo e poi quest’uomo era in giro per i cazzi suoi, quindi si vestirà un po’ come cazzo gli pare.

Qui l’unica stravaganza mi pare l’iscrizione di Brachino all’ordine dei giornalisti.

E voi, quanto siete stravaganti? Io oggi ho i calzini rosa: sono stravagante?

BRACHINO, VERGOGNATI

 

Claudia -sempre più allibita nonostante ormai non si dovrebbe più stupire di nulla-

sognatricenata
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venerdì, 06 marzo 2009, ore 18:49

Prendo da BlogAzione

20/2/2009

 

 

La bozza di Disegno di Legge del senatore Franco Orsi:

una lista di vergogne senza fine.

 

Dal Senato della Repubblica parte in questi giorni uno dei più gravi attacchi alla Natura, agli animali selvatici, ai parchi, alla nostra stessa sicurezza: una bozza di disegno di legge di totale liberalizzazione della caccia. E' firmato dal senatore Franco Orsi, relatore incaricato di predisporre un testo base unificato, in seno alla Commissione Territorio/Ambiente del Senato  di una dozzina di altri ddl "spara-tutto", già depositati l'anno scorso , prevalentemente da parlamentari del PDL e della Lega.

Animali usati come zimbelli, caccia nei parchi, riduzione delle aree protette, possibili abbattimenti di orsi, lupi, cani e gatti vaganti e tante altre nefandezze.

La legge 157/1992, l’unica legge che in parte tutela direttamente la fauna selvatica nel nostro Paese, sta per essere fatta a pezzi.

Ecco la lista degli orrori.

 

 Sparisce l’interesse della comunità nazionale e internazionale per la tutela della fauna.

L’Italia ha un patrimonio indisponibile, che è quello degli animali selvatici, della cui tutela non sarebbe più compartecipe

 

Scompare la definizione di specie particolarmente protette.

Animali come il Lupo, l’Orso, le aquile, i fenicotteri, i cigni, le cicogne e tanti altri, in Italia non godranno più delle particolari protezioni previste dalla normativa comunitaria e internazionale.

 

Si apre la caccia a molte specie  lungo le rotte di migrazione.

Un fatto che arrecherà grande disturbo e incentiverà il bracconaggio, in aree molto importanti per il delicatissimo viaggio e la sosta degli uccelli migratori, come i valichi montani

 

Totale liberalizzazione dei richiami vivi!

Sapete cosa sono i richiami vivi? Gli uccelli tenuti “prigionieri” in piccolissime gabbie per attirarne altri. Già oggi questa pessima pratica è consentita, seppure con limitazioni. Ma il senatore Orsi vuole liberalizzarla totalmente

Sarà possibile detenerne e utilizzarne un numero illimitato.

Spariranno gli anelli di riconoscimento per i richiami vivi. Sarà sufficiente un certificato (con possibilità illimitate di falssi e riciclaggi) . Uno per tutti!!!

Tutte le specie di uccelli, cacciabili o non cacciabili, potranno essere usate come richiami vivi. Anche le peppole, i fringuelli,…

 

700 mila potenziali  imbalsamatori

I cacciatori diventeranno automaticamente tassidermisti, senza dover rispettare alcuna procedura. Animali uccisi e imbalsamati senza regole. Quanti bracconieri entreranno in azione per catturare illegalmente animali selvatici e imbalsamarli?

 

Mortificata la ricerca scientifica

L’Autorità scientifica di riferimento per lo Sato (l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, oggi ISPRA) rischia di essere completamente sostituta da istituti regionali.

Gli istituti regionali rilasceranno pareri su materie di rilevanza nazionale e comunitaria.

Potenziale impossibilità di effettuare studi, ricerche e individuazione di standard uniformi sul territorio nazionale.

 

Si apre la caccia nei parchi a specie non cacciabili.

Un’incredibile formulazione del testo Orsi rende possibile la caccia in deroga (cioè la caccia alle specie non cacciabili) addirittura nei Parchi e nelle altre aree protette !

 

Saranno punite le regioni che proteggono oltre il 30% del territorio regionale!

Norma offensiva! Chi protegge "troppa" natura sarà punito. Come se creare parchi dove la gente e gli animali possano vivere e muoversi sereni, fosse un dramma

 

Licenza di caccia possibile a 16 anni.

Invece che educare i ragazzi al rispetto, ecco a voi i fucili !

 

Liberalizzato lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e gatti vaganti eccetera!

Un articolo incredibile, che dà a i sindaci poteri di autorizzare interventi di abbattimenti e eradicazione degli animali, in barba alle più elementari norme europee. Basterà che un singolo animale “dia fastidio”.

Un vero e proprio Far West naturalistico.

 

Leggi regionali per cacciare specie non cacciabili.

Non sono bastate quattro procedure di infrazione dell’Unione europea, non sono bastate due sentenze della Corte Costituzionale. Il senatore Orsi regalerà alle regioni  Veneto e Lombardia, ovvero agli ultrà della caccia, la possibilità di continuare a cacciare specie non cacciabili, e di farlo con leggi regionali. E le multe per le ripetute infrazioni europee le pagheremmo noi!

 

Caccia con neve e ghiaccio.

Si potrà cacciare anche in presenza di neve, o acque con superfici ghiacciate , cioè in momenti di grandi difficoltà per gli animali a reperire cibo, rifugio, riparo.

 

Ritorno all’utilizzo degli uccelli come zimbelli!

Puro medioevo! Le civette legate per zampe e ali e utilizzate come esca!

 

Ridotta la vigilanza venatoria.

Le guardie ecologiche e zoofile non potranno più svolgere vigilanza! Nel Paese con il tasso di bracconaggio tra i più alti d’Europa, cosa fa il Senatore Orsi? Riduce la vigilanza !

 

Cancellato l’Ente Nazionale Protezione Animali dal Comitato tecnico nazionale.

Le associazioni ambientaliste presenti nel Comitato sulla 157 saranno ridotte da quattro a tre. L’ENPA, storica associazione animalista italiana, viene del tutto estromessa.

 

E altro, tanto altro ancora.

 

Diffondete questo documento, iscrivetevi alle liste in difesa degli animali selvatici che stanno nascendo sui blog, su Facebook, scrivete ai senatori della Commissione Territorio e Ambiente ,

http://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=scom&leg=16&tipo=0&cod=13

partecipate alle iniziative che saranno organizzate!

Evitiamo che l’Italia precipiti in questa forma di barbarie. La natura è la nostra vita.

FERMIAMO QUESTA SCHIFEZZA!!!

Tra l'altro, se non fosse estremamente drammatica come cosa mi verrebbe da dire che uno che si chiama Orsi dovrebbe quantomeno essere contro la caccia... e se sparassero a lui, sto str....???

Claudia

sognatricenata
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martedì, 30 settembre 2008, ore 22:01

Qualche mese fa qualcuno ha detto questa frase, ricordando lo stupro di Franca Rame, avvenuto il 9 marzo 1973 a opera di un branco di non saprei come definirli di estrema destra; è importante il dettaglio perché fu uno stupro politico.

Franca Rame è una femminista e questo si meritava, secondo la logica di alcuni ari-non saprei come definirli.

Franca ha denunciato lo stupro, ma non è servito a nulla, perché la sentenza è arrivata quando il reato era già andato in prescrizione: 25 anni dopo i fatti, per la cronaca.

E' stata forte e coraggiosa a denunciare, a parlarne: ha anche scritto un monologo teatrale, di vui vi riporto il testo (è un verbale di un interrogatorio per una denuncia di stupro).

VI AVVERTO: è una pugnalata secca, un pugno nello stomaco. Se non vi sentite di leggerlo, vi capisco: c'è anche un video, ma io non ho (ancora) avuto il coraggio di guardarlo.

LO STUPRO" di FRANCA RAME

 

Lo stupro
Al centro dello spazio scenico vuoto, una sedia.
PROLOGO
FRANCA RAME: Ancora oggi, proprio per l’imbecille mentalità corrente, una donna convince veramente di aver subito violenza carnale contro la sua volontà, se ha la “fortuna” di presentarsi alle autorità competenti pestata e sanguinante, se si presenta morta è meglio! Un cadavere con segni di stupro e sevizie dà più garanzie. Nell’ultima settimana sono arrivate al tribunale di Roma sette denunce di violenza carnale.
Studentesse aggredite mentre andavano a scuola, un’ammalata aggredita in ospedale, mogli separate sopraffatte dai mariti, certi dei loro buoni diritti. Ma il fatto più osceno è il rito terroristico a cui poliziotti, medici, giudici, avvocati di parte avversa sottopongono una donna, vittima di stupro, quando questa si presenta nei luoghi competenti per chiedere giustizia, con l’illusione di poterla ottenere. Questa che vi leggo è la trascrizione del verbale di un interrogatorio durante un processo per stupro, è tutto un lurido e sghignazzante rito di dileggio.
MEDICO Dica, signorina, o signora, durante l’aggressione lei ha provato solo disgusto o anche un certo piacere... una inconscia soddisfazione?
POLIZIOTTO Non s’è sentita lusingata che tanti uomini, quattro mi pare, tutti insieme, la desiderassero tanto, con così dura passione?
GIUDICE È rimasta sempre passiva o ad un certo punto ha partecipato?
MEDICO Si è sentita eccitata? Coinvolta?
AVVOCATO DIFENSORE DEGLI STUPRATORI Si è sentita umida?
GIUDICE Non ha pensato che i suoi gemiti, dovuti certo alla sofferenza, potessero essere fraintesi come espressioni di godimento?
POLIZIOTTO Lei ha goduto?
MEDICO Ha raggiunto l’orgasmo?
AVVOCATO Se sì, quante volte?
Il brano che ora reciterò è stato ricavato da una testimonianza apparsa sul “Quotidiano Donna”, testimonianza che vi riporto testualmente.
Si siede sull’unica sedia posta nel centro del palcoscenico.
FRANCA C’è una radio che suona... ma solo dopo un po’ la sento. Solo dopo un po’ mi rendo conto che c’è qualcuno che canta. Sì, è una radio. Musica leggera: cielo stelle cuore amore... amore...
Ho un ginocchio, uno solo, piantato nella schiena... come se chi mi sta dietro tenesse l’altro appoggiato per terra... con le mani tiene le mie, forte, girandomele all’incontrario. La sinistra in particolare.
Non so perché, mi ritrovo a pensare che forse è mancino. Non sto capendo niente di quello che mi sta capitando.
Ho lo sgomento addosso di chi sta per perdere il cervello, la voce... la parola. Prendo coscienza delle cose, con incredibile lentezza... Dio che confusione! Come sono salìta su questo camioncino? Ho alzato le gambe io, una dopo l’altra dietro la loro spinta o mi hanno caricata loro, sollevandomi di peso?
Non lo so.
È il cuore, che mi sbatte così forte contro le costole, ad impedirmi di ragionare... è il male alla mano sinistra, che sta diventando davvero insopportabile. Perché me la storcono tanto? Io non tento nessun movimento. Sono come congelata.
Ora, quello che mi sta dietro non tiene più il suo ginocchio contro la mia schiena... s’è seduto comodo... e mi tiene tra le sue gambe... fortemente... dal di dietro... come si faceva anni fa, quando si toglievano le tonsille ai bambini.
L’immagine che mi viene in mente è quella. Perché mi stringono tanto? Io non mi muovo, non urlo, sono senza voce. Non capisco cosa mi stia capitando. La radio canta, neanche tanto forte. Perché la musica? Perché l’abbassano? Forse è perché non grido.
Oltre a quello che mi tiene, ce ne sono altri tre. Li guardo: non c’è molta luce... né gran spazio... forse è per questo che mi tengono semidistesa. Li sento calmi. Sicurissimi. Che fanno? Si stanno accendendo una sigaretta.
Fumano? Adesso? Perché mi tengono così e fumano?
Sta per succedere qualche cosa, lo sento... Respiro a fondo... due, tre volte. Non, non mi snebbio... Ho solo paura...
Ora uno mi si avvicina, un altro si accuccia alla mia destra, l’altro a sinistra. Vedo il rosso delle sigarette. Stanno aspirando profondamente.
Sono vicinissimi.
Sì, sta per succedere qualche cosa... lo sento.
Quello che mi tiene da dietro, tende tutti i muscoli... li sento intorno al mio corpo. Non ha aumentato la stretta, ha solo teso i muscoli, come ad essere pronto a tenermi più ferma. Il primo che si era mosso, mi si mette tra le gambe... in ginocchio... divaricandomele. È un movimento preciso, che pare concordato con quello che mi tiene da dietro, perché subito i suoi piedi si mettono sopra ai miei a bloccarmi.
Io ho su i pantaloni. Perché mi aprono le gambe con su i pantaloni? Mi sento peggio che se fossi nuda!
Da questa sensazione mi distrae un qualche cosa che subito non individuo... un calore, prima tenue e poi più forte, fino a diventare insopportabile, sul seno sinistro.
Una punta di bruciore. Le sigarette... sopra al golf fino ad arrivare alla pelle.
Mi scopro a pensare cosa dovrebbe fare una persona in queste condizioni. Io non riesco a fare niente, né a parlare né a piangere... Mi sento come proiettata fuori, affacciata a una finestra, costretta a guardare qualche cosa di orribile.
Quello accucciato alla mia destra accende le sigarette, fa due tiri e poi le passa a quello che mi sta tra le gambe. Si consumano presto.
Il puzzo della lana bruciata deve disturbare i quattro: con una lametta mi tagliano il golf, davanti, per il lungo... mi tagliano anche il reggiseno... mi tagliano anche la pelle in superficie. Nella perizia medica misureranno ventun centimetri. Quello che mi sta tra le gambe, in ginocchio, mi prende i seni a piene mani, le sento gelide sopra le bruciature...
Ora... mi aprono la cerniera dei pantaloni e tutti si dànno da fare per spogliarmi: una scarpa sola, una gamba sola.
Quello che mi tiene da dietro si sta eccitando, sento che si struscia contro la mia schiena.
Ora quello che mi sta tra le gambe mi entra dentro. Mi viene da vomitare.
Devo stare calma, calma.
“Muoviti, puttana. Fammi godere”. Io mi concentro sulle parole delle canzoni; il cuore mi si sta spaccando, non voglio uscire dalla confusione che ho. Non voglio capire. Non capisco nessuna parola... non conosco nessuna lingua. Altra sigaretta.
“Muoviti puttana fammi godere”.
Sono di pietra.
Ora è il turno del secondo... i suoi colpi sono ancora più decisi. Sento un gran male.
“Muoviti puttana fammi godere”.
La lametta che è servita per tagliarmi il golf mi passa più volte sulla faccia. Non sento se mi taglia o no.
“Muoviti, puttana. Fammi godere”.
Il sangue mi cola dalle guance alle orecchie.
È il turno del terzo. È orribile sentirti godere dentro, delle bestie schifose.
“Sto morendo, – riesco a dire, – sono ammalata di cuore”.
Ci credono, non ci credono, si litigano.
“Facciamola scendere. No... sì...” Vola un ceffone tra di loro. Mi schiacciano una sigaretta sul collo, qui, tanto da spegnerla. Ecco, lì, credo di essere finalmente svenuta.
Poi sento che mi muovono. Quello che mi teneva da dietro mi riveste con movimenti precisi. Mi riveste lui, io servo a poco. Si lamenta come un bambino perché è l’unico che non abbia fatto l’amore... pardon... l’unico, che non si sia aperto i pantaloni, ma sento la sua fretta, la sua paura. Non sa come metterla col golf tagliato, mi infila i due lembi nei pantaloni. Il camioncino si ferma per il tempo di farmi scendere... e se ne va.
Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti. È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male... nel senso che mi sento svenire... non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo... per l’umiliazione... per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello... per lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero... mi fanno male anche i capelli... me li tiravano per tenermi ferma la testa. Mi passo la mano sulla faccia... è sporca di sangue. Alzo il collo della giacca.
Cammino... cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura.
Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. I polizioti... gente che entra, che esce... Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora... Sento le loro domande. Vedo le loro facce... i loro mezzi sorrisi... Penso e ci ripenso... Poi mi decido...
Torno a casa... torno a casa... Li denuncerò domani.
Buio.


testimonianza da "il quotidiano donna" 1973

Fonti: Universo femminile e il blog di Franca.

Bastardi, bastardi e ancora bastardi.

Claudia

ps: come al solito quando pubblico cose "scottanti" mi raccomando con voi: so che è difficile mantenere il sangue freddo ma i commenti violenti saranno cancellati.

Grazie.

sognatricenata
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lunedì, 28 aprile 2008, ore 12:05

In Italia, in dodici mesi UN MILIONE di donne ha subito violenza, fisica o sessuale.

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Come? Avete paura di aver letto male? No, no, è UN MILIONE...  Circa il 70% (qualcosina di meno) di queste violenze avviene in famiglia, ad opera di fidanzati, conviventi, mariti, padri, zii, cugini, vicini di casa, amici...

Ah, ps: e ad opera di ITALIANI.

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Per cui... se la matematica non è un'opinione, il 30% avviene ad opera di sconosciuti... .

Chi vuole capire, capisca...

La violenza uccide più del cancro.

Circa sei milioni e mezzo di donne hanno subito almeno una volta nella vita un qualche tipo di violenza, fisica o sessuale.

SEI MILIONI E MEZZO!!!

I dati li ho trovati qui.

Non sempre le violenze vengono denunciate, anzi: perché?

Perché ancora oggi, la donna "la violenza se la cerca"... eh certo!

Perché la Cassazione stabilisce che non è stupro se la ragazza indossava i jeans, è meno grave se la donna non è vergine, non è mica del tutto violenza se lei all'inizio era consenziente e poi ha cambiato idea (eh, ormai la bestia era scatenata...).

E ci reputiamo davvero un paese civile?

Mah... e ripeto: mah!

Per finire, vi segnalo questo blog molto interessante: Universo femminile.

Poi, se posso, un appello alle donne vittime di qualsiasi tipo di violenza: DENUNCIATE, DENUNCIATE, DENUNCIATE!

1522: numero gratuito anti violenza sulla donna.

Crediamoci noi per prime, qualcosa possiamo fare.

Non molliamo mai, donne! MAI.

Claudia

ps: leggete anche qui, tanto per farvi un'ideuzza...

sognatricenata
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lunedì, 14 aprile 2008, ore 11:26

 Roma in quattro non cedono il posto al quasi 99enne premio Nobel
Scatto d'orgoglio della senatrice: "Preferisco aspettare". Poi la rivincita:"Continui così"

Dispetto alla Montalcini al seggio
"Faccia la fila come gli altri"

di FRANCESCO BEI


<B>Dispetto alla Montalcini al seggio<br>"Faccia la fila come gli altri"</B>

Rita Levi Montalcini

ROMA - Qui non c'entrano le cinque lauree, il premio Nobel per la medicina, le mille pubblicazioni e nemmeno il laticlavio a vita. Forse è semplicemente un fatto di educazione, quando da bambino ti insegnano a cedere il posto a chi è più anziano. Se poi l'anziano ha quasi 99 anni (tra 9 giorni) e non ci vede nemmeno bene, il fatto che si chiami Rita Levi Montalcini diventa evidentemente secondario. Eppure tutto ciò non è bastato a evitare alla senatrice a vita di dover attendere in piedi mezz'ora prima di votare, per colpa della maleducazione di quattro elettori che si sono rifiutati di farla passare avanti.

La scena si è svolta ieri poco prima di mezzogiorno a via Reggio Calabria, al seggio istituito presso la scuola "Falcone e Borsellino", vicino a piazza Bologna, quartiere medio-borghese della Capitale. La Montalcini si è presentata a braccetto di un accompagnatore il quale, vista la lunga fila, ha chiesto alle persone in coda la cortesia di far votare prima la signora. Senza presentare credenziali, solo un gesto di educazione verso un'anziana ipovedente. La risposta poteva essere scontata e invece no.

"Faccia la fila come gli altri", ha risposto un cinquantenne. E così un'altra signora: "Non esiste, anch'io ho fretta di votare". E poi un altro e un'altra ancora: "Non vedo proprio il motivo". Allertato dagli scrutatori, a quel punto è intervenuto il presidente di seggio: "Senatrice, se vuole la facciamo passare avanti". Una gentilezza quasi scontata, che si concede normalmente alle donne in gravidanza, ai disabili, agli anziani. A quel punto però è stato il carattere della Montalcini a prendere il sopravvento: "Grazie presidente, preferisco restare in fila come gli altri. Pazienza". Una scrutatrice le ha quindi offerto una seggiola: "Almeno si sieda, prego". Ma la senatrice ha rifiutato anche quella: "No, grazie davvero. Preferisco restare in piedi".

La rivincita contro quei pochi maleducati Montalcini se l'è presa poco dopo, al momento di uscire dal seggio. Tutti i ragazzi della sezione elettorale le si sono fatti intorno, davanti agli elettori ancora in fila, per chiederle l'autografo. "Vada avanti così". "Coraggio".
L'episodio, in sé banale, potrebbe testimoniare al massimo dell'inciviltà dei tempi in cui viviamo, che ognuno può sperimentare salendo su un autobus o facendo una fila a uno sportello. Se non fosse che Rita Levi Montalcini è stato il bersaglio in questi due anni di una violenta campagna di discredito portata avanti con insistenza da alcuni esponenti politici del centrodestra e da alcuni quotidiani d'area.

I ragazzi della Destra si distinsero in ferocia: "Diamole un incarico al Ghetto", "di profilo è pure più odiosa", erano le cose che si potevano leggere sul loro blog. Fino alla proposta di consegnarle un paio di stampelle, "tanto l'indirizzo lo conosciamo, vogliamo dargliele personalmente". Diceva il loro capo, Fabio Sabbatani Schiuma: "Loro, i senatori a vita, sono le stampelle di questo governo sì o no? E poi se son vecchi se ne stessero a casa".

La Lega del resto non fu da meno, fino ad arrivare alla proposta di eliminare gli stanziamenti per la fondazione scientifica della senatrice. Non ci si stupisca se poi qualcuno non dà la precedenza a una signora centenaria, è già tanto che non le abbiano fatto lo sgambetto.
Senza parole...
Claudia

sognatricenata
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