Claudia
Vi piace viaggiare? Pensate di visitare, in una sola sera, la Sicilia barocca, il Marocco scintillante di sabbia e di sole, Ginevra e Montevideo, per poi brindare col Tocai in qualche caffè di Budapest e passeggiare a Berlino.
Beh, io sabato sera l’ho fatto, comodamente seduta in una poltroncina del Teatro Archivolto di Genova. Con me c’erano altre persone, un’orchestra sinfonica (precisamente, quella del Conservatorio di Zurigo) e Pippo Pollina di cui ormai, se mi seguite un po’, dovreste sapere tutto, ma proprio tutto.
Questa nuova esperienza sta portando Pippo e questi straordinari musicisti in viaggio per l’Italia, da Nord a Sud isole comprese.
E’ strano, sentire le sue canzoni suonate da settanta, dicasi settanta musicisti, un trionfo di viole, violini, violoncelli… è strano perché Pippo è in grado, normalmente, di suscitare emozioni immense solo con un pianoforte o una chitarra ed è sempre così perfetto che sembra non ci sia bisogno di altro.
Il teatro lo accoglie con un grandissimo applauso, lui sorride ma è teso e si vede.
All’inizio si sente un po’, anche: sembra non essere al massimo della forma, inciampa sulle parole (ma ne ride per primo).
Ma, appunto, sembra: con l’avanzare dei minuti e delle canzoni eccolo, il Pippo che conosco e amo: sicuro, disinvolto, scherza col direttore d’orchestra, sorride al pubblico, e canta e suona come sa fare, cioè divinamente.
Sì, ok, io sono di parte, lo ammetto, ma non riesco a staccargli gli occhi di dosso e i miei vicini di fila sono entusiasti quanto me.
Si ferma, pausa, ricomincia e mi strappa il cuore con una delle mie canzoni preferite, ho il groppo in gola, è fantastico.
Conclude alla grande, ipnotizza teatro e orchestra (tutti lo guardano, tutti!) con voce e tamburello.
Purtroppo non c’era tanta gente e questo mi è dispiaciuto, ma io c’ero e questo mi basta!
Per chi fosse interessato, riporto il link con le date del tour e vi dico che ci sono ben due appuntamenti televisivi che lo riguardano.
Copio-incollo dal suo stato di Facebook
Bacini,
Claudia

.
Il 20 gennaio sono stata al concerto del grande Pippo Pollina a Genova. E' stata una serata meravigliosa: sul palco lui con chitarra e tastiere (e tamburello, come si evince dalla foto) e un chitarrista bravissimo... beh bravissimi tutti e due, Pippo con la sua splendida voce che emoziona e scalda il cuore. L'adrenalina correva a mille e dopo il concerto il tempo di un autografo, qualche chiacchiera e poi di corsa in albergo, nella mia mini stanzetta a non dormire, perché l'emozione di averlo incontrato, di avergli parlato era troppo forte. Da Banneri a Versi per la libertà (a cappella e senza microfono) il concerto è stato davvero un susseguirsi di perle... e ora non mi resta che ri-invitarvi all'ascolto di Pippo. Ennesimo appello che temo rimarrà inascoltato ma tentar non nuoce.

Baci,
Claudia
Allora, siccome io sono testa dura e non mi arrendo di fronte a nulla (o quasi), sfido ancora una volta l'indifferenza quasi totale e ritorno a parlarvi di Pippo Pollina, di cui vi ri-segnalo il sito ufficiale.
Dovete sapere che a me piace ascoltare i cantanti che non ascolta quasi nessuno e poi fargli pubblicità, così tanto per farmi dire: ma chi cavolo è questa gente che ascolti?
Sarebbe stato troppo semplice ascoltare che so, Ramazzotti o Antonacci... che gusto c'è, li ascoltano tutti! Volete mettere dire: "Io ascolto Pippo Pollina!" Wow, e chi è?
Va beh, basta delirare.
Oggi ho ordinato l'ultimo cd di Pippo sul questo sito e non vedo l'ora di ascoltarlo, perché le canzoni che ho sentito qui mi sono piaciute immensamente... vi prego ascoltate Grida no e Caffè Caflish... a me hanno già creato dipendenza!!! 
Devo sviolinare un po' Pippo??? Non mi stancherò mai di chiedermi perché in Italia è snobbato e sconosciuto... io ci provo a fargli un po' di pubblicità ma non so fino a che punto possa servire
.
Fidatevi, è davvero un grande!!!
Tanto non smetterò di parlarvi di lui, perché prima o poi arriverà il cd e quindi ci sarà la recensione e poi forse il 20 gennaio andrò al suo concerto!!!
Che faccio, ve lo lascio anche un suo video??? Mmm... io direi di sì!
Versi per la libertà
Ammanitati lu ventu
si criditi
ca vi scummina li capiddi
lu ventu ca trasi dintra li casi
pi cunnurtari lu chiantu confortare
lu ventu ca trasi dintra li casi.
Ammanittati lu chiantu
si criditi
pi cuitari lu munnu
lu chianti ca matura dintra li petti
e sdirrubba li mura e astuta li cannili
e sdirrubba li mura e astuta li cannili.
Ammanittati la fami
si criditi
d'addifinnirivi li garruna
ma la fami nunn'avi vrazza
lu chiantu nunn'avi affruntu
ma la fami nunn'avi vrazza
lu chiantu nunn'avi affruntu
lu ventu nun sapi sbarri.
Ammanittati l'ummiri
che di notti vannu pi li jardina
a mettiri banneri supra li petri
e chiamanu a vuci forti li matri
ca nunn'annu cchiù sonnu
e vigghianu d'arreri li porti
ammanittati li morti.
Ammanittati li morti
si criditi.
Ammanettate il vento
se credete
che vi scombina i capelli
il vento che entra nelle case
per consolare il pianto
il vento che entra nelle case.
Ammanettate il pianto
se credete
per tranquillizzare il mondo
il pianto che matura nei petti
e distrugge le mura e spegne le candele
e distrugge le mura e spegne le candele.
Ammanettate la fame
se credete
di difendervi i galloni
ma la fame non ha braccia
il pianto non ha vergogna
ma la fame non ha braccia
il pianto non ha vergogna
il vento non conosce sbarre / barriere .
Ammanittate le ombre
che di notte vanno nei giardini
a mettere bandiere sopra le pietre
e chiamano a voce forte le madri
che non hanno più sonno
e vegliano dietro le porte (chiuse)
ammanettate i morti.
Ammanettate i morti
se credete.
baci,
Claudia
ps: la traduzione l'ho trovata in rete.
ps2: il ragazzo che canta con Pippo è il chitarrista Enzo Sutera
Il 27 giugno del 1980 al largo di Ustica il dc9 dell’Itavia precipitò in mare per cause mai realmente accertate: il bilancio fu di 81 vittime. Per molti anni la carcassa dell’aereo rimase in fondo al mare, poi venne recuperata e chiusa in un hangar a Pratica di Mare: nel 2007, a 27 anni esatti dalla strage, l’aereo è stato portato a Bologna, in un Museo della Memoria costruito apposta. Il 27 giugno del 2007, nell’anniversario della strage, il museo è stato inaugurato con una cerimonia: al Teatro Manzoni di Bologna è stato registrato Ultimo volo, orazione civile per Ustica, che è oggi un cd. Abbiamo un’alternanza di brani recitati (letti da Manlio Sgalambro) e canzoni, magistralmente interpretate da Pippo Pollina e i suoi musicisti. La particolarità dei brani recitati (scritti dallo stesso Pollina) è che l’aereo a parlare, a raccontare la sua storia, da quando volava nei cieli, libero e felice, a quando è precipitato in acqua, ai lunghi anni trascorsi nell’hangar dal quale sentiva il profumo del mare, fino al lungo viaggio verso Bologna, godendosi il paesaggio delle colline umbre e della Toscana, fino all’arrivo nel suo museo, un luogo in cui tutti lo potranno vedere, avere sotto gli occhi lui e le 81 vittime che lui ormai ha adottato. Impossibile non emozionarsi, non commuoversi, impossibile restare impassibili. Le voci di Sgalambro e Pollina ci portano, piano, piano attraverso gli anni, il dolore, lo sgomento che prese, per quanto io possa immaginare, 28 anni fa e che ci prende ancora oggi, ogni volta che qualcuno ne parla, ogni singola volta che qualcuno dice che non ci sono colpevoli, perché non ci sono colpevoli per Ustica.
Ed è veramente emozione quella che ci prende al cuore, alla gola, quella che ci fa a pezzi l’anima. Pippo e Sgalambro ci regalano un’ora di sofferenza: le parole non possono scivolarci addosso, mentre le note ci accarezzano, lievi… perché non possiamo far finta che non sia successo nulla, non possiamo nasconderci dietro ai “io non c’ero, non so, non sono informato…”.
Ustica siamo noi, siamo noi quel gigante d’acciaio spezzato, quelle vittime innocenti, quel mare che ha accolto e cullato la morte, il dolore, il sangue, la paura.
Ancora una volta, mi ritrovo a chiedere PERCHE’ questo sia un cd pressoché introvabile, perché Pollina sia ignorato, sconosciuto, perché non si parli di questo progetto.
Le canzoni sono belle, sofferte, quasi sussurrate all’inizio, per poi lasciar esplodere rabbia ed emozione nell’ultimo brano.
Chi ha rubato il sonno alle madri e ha sperso gemme nel vento?
Chi ha sottratto il cielo ai bambini e di colpo l’ha spento?
Chi ha spezzato i polmoni d’acciaio del colosso volante?
Chi è stato???
Attendiamo risposta.
Pippo Pollina sito ufficiale (clicca!)
Dal momento che vi ho già parlato di Pippo Pollina, non mi dite che non lo conoscete... altrimenti vuol dire che non mi leggete! 
Baci,
Claudia
Vi voglio parlare del mio 8 marzo. Trascorso al Museo di Arte moderna e contemporanea della mia città. Al concerto/spettacolo di Pippo Pollina e un’attrice e cantante di nome Serena Bandoli. Bravissima. Il concerto si è svolto in una sala del museo. Un concerto per pochi intimi. Non so se fossero tutti appassionati, forse c’era qualche curioso attirato dal fatto che tutto fosse gratuito. Però so che è stato un pubblico che ha seguito tutto con attenzione, in silenzio quasi assoluto. Come a non voler perdere una parola, una nota, un sospiro. Gli applausi sono timidi all’inizio, misurati. Ma con il passare delle canzoni aumentano d’intensità, a volte sembrano non voler finire. Lo spettacolo è emozionante. L’unica parola con la quale mi viene in mente di giudicarlo. Un alternarsi di brano recitati e di canzoni. Pollina è pressoché sconosciuto in Italia, purtroppo. Speriamo che col tempo qualcosa cambi. E’ un artista raffinato, che credo darebbe molto alla musica italiana. Consiglio a tutti di ascoltarlo, di cercare i suoi cd. Io ieri sera ho preso il cd/dvd Racconti e canzoni. Il dvd è la trasposizione del concerto che ho visto ieri. Ora lo sto rivivendo. Certo l’emozione del live è impareggiabile. Ma è bello riascoltarlo.
Baci,
Claudia