Claudia
Buona domenica, vi lascio un gioiellino...
La fiera della Maddalena, Max Manfredi
Mi sono trovato sveglio con il lichene nei miei capelli.
Mi sono trovato sveglio con il levante nei miei capelli.
Non vedevi più un filo d’acqua, solo le briciole dei ruscelli.
Non sentivi più un filo d’acqua, solo stormire occhi d’uccelli.
Ho chiesto dov’è la strada per la fiera della Maddalena.
Ho chiesto qual’è la strada per la fiera della Maddalena.
Lontano i musicanti si sentivano a malapena
nei giorni che ogni momento era la diga di un fiume in piena.
Lailala…
Ho saltato il roveto con un passo da equilibrista.
Ho saltato il roveto col mio passo da equilibrista.
Piangevo bacche di sangue, era il rosario dell’ametista,
ridevo di meraviglia, sgranando gli occhi dell’ametista.
Ho comprato una chitarra alla fiera della Maddalena,
ho comprato una chitarra alla fiera della Maddalena,
per ogni bugia che ho detto, ho acceso in chiesa una candela,
per ogni bugia che dico, accendo al sole il telo di una vela.
Sentivo una canzone, non era mia, nè di nessuna.
La trama così sottile che non vedevi la cucitura…
Son brividi di ragnatela sul volto pallido della luna,
son brividi lungo la schiena sotto le reti della calura.
Lailala…
Volevo una canzone come una vergine che va sposa,
volevo una canzone come una vergine che va sposa.
Tutti a farle il filo intorno perché è bella, perché è ritrosa,
tutti a filo di coltello perché è promessa, perché è gelosa.
Volevo una canzone come una donna di malaffare,
di tutti e di nessuno, come una lingua, come un altare.
Tutti in fila al lavatoio, quando all’alba si va a lavare,
tutti in fila sul portone, lei solo sceglie chi deve entrare.
Lailala…
Bacini,
Claudia
ps: leggete bene il testo, è qualcosa di spettacolare!
Il 20 gennaio sono stata al concerto del grande Pippo Pollina a Genova. E' stata una serata meravigliosa: sul palco lui con chitarra e tastiere (e tamburello, come si evince dalla foto) e un chitarrista bravissimo... beh bravissimi tutti e due, Pippo con la sua splendida voce che emoziona e scalda il cuore. L'adrenalina correva a mille e dopo il concerto il tempo di un autografo, qualche chiacchiera e poi di corsa in albergo, nella mia mini stanzetta a non dormire, perché l'emozione di averlo incontrato, di avergli parlato era troppo forte. Da Banneri a Versi per la libertà (a cappella e senza microfono) il concerto è stato davvero un susseguirsi di perle... e ora non mi resta che ri-invitarvi all'ascolto di Pippo. Ennesimo appello che temo rimarrà inascoltato ma tentar non nuoce.

Baci,
Claudia
Allora, siccome io sono testa dura e non mi arrendo di fronte a nulla (o quasi), sfido ancora una volta l'indifferenza quasi totale e ritorno a parlarvi di Pippo Pollina, di cui vi ri-segnalo il sito ufficiale.
Dovete sapere che a me piace ascoltare i cantanti che non ascolta quasi nessuno e poi fargli pubblicità, così tanto per farmi dire: ma chi cavolo è questa gente che ascolti?
Sarebbe stato troppo semplice ascoltare che so, Ramazzotti o Antonacci... che gusto c'è, li ascoltano tutti! Volete mettere dire: "Io ascolto Pippo Pollina!" Wow, e chi è?
Va beh, basta delirare.
Oggi ho ordinato l'ultimo cd di Pippo sul questo sito e non vedo l'ora di ascoltarlo, perché le canzoni che ho sentito qui mi sono piaciute immensamente... vi prego ascoltate Grida no e Caffè Caflish... a me hanno già creato dipendenza!!! 
Devo sviolinare un po' Pippo??? Non mi stancherò mai di chiedermi perché in Italia è snobbato e sconosciuto... io ci provo a fargli un po' di pubblicità ma non so fino a che punto possa servire
.
Fidatevi, è davvero un grande!!!
Tanto non smetterò di parlarvi di lui, perché prima o poi arriverà il cd e quindi ci sarà la recensione e poi forse il 20 gennaio andrò al suo concerto!!!
Che faccio, ve lo lascio anche un suo video??? Mmm... io direi di sì!
Versi per la libertà
Ammanitati lu ventu
si criditi
ca vi scummina li capiddi
lu ventu ca trasi dintra li casi
pi cunnurtari lu chiantu confortare
lu ventu ca trasi dintra li casi.
Ammanittati lu chiantu
si criditi
pi cuitari lu munnu
lu chianti ca matura dintra li petti
e sdirrubba li mura e astuta li cannili
e sdirrubba li mura e astuta li cannili.
Ammanittati la fami
si criditi
d'addifinnirivi li garruna
ma la fami nunn'avi vrazza
lu chiantu nunn'avi affruntu
ma la fami nunn'avi vrazza
lu chiantu nunn'avi affruntu
lu ventu nun sapi sbarri.
Ammanittati l'ummiri
che di notti vannu pi li jardina
a mettiri banneri supra li petri
e chiamanu a vuci forti li matri
ca nunn'annu cchiù sonnu
e vigghianu d'arreri li porti
ammanittati li morti.
Ammanittati li morti
si criditi.
Ammanettate il vento
se credete
che vi scombina i capelli
il vento che entra nelle case
per consolare il pianto
il vento che entra nelle case.
Ammanettate il pianto
se credete
per tranquillizzare il mondo
il pianto che matura nei petti
e distrugge le mura e spegne le candele
e distrugge le mura e spegne le candele.
Ammanettate la fame
se credete
di difendervi i galloni
ma la fame non ha braccia
il pianto non ha vergogna
ma la fame non ha braccia
il pianto non ha vergogna
il vento non conosce sbarre / barriere .
Ammanittate le ombre
che di notte vanno nei giardini
a mettere bandiere sopra le pietre
e chiamano a voce forte le madri
che non hanno più sonno
e vegliano dietro le porte (chiuse)
ammanettate i morti.
Ammanettate i morti
se credete.
baci,
Claudia
ps: la traduzione l'ho trovata in rete.
ps2: il ragazzo che canta con Pippo è il chitarrista Enzo Sutera
Il 27 giugno del 1980 al largo di Ustica il dc9 dell’Itavia precipitò in mare per cause mai realmente accertate: il bilancio fu di 81 vittime. Per molti anni la carcassa dell’aereo rimase in fondo al mare, poi venne recuperata e chiusa in un hangar a Pratica di Mare: nel 2007, a 27 anni esatti dalla strage, l’aereo è stato portato a Bologna, in un Museo della Memoria costruito apposta. Il 27 giugno del 2007, nell’anniversario della strage, il museo è stato inaugurato con una cerimonia: al Teatro Manzoni di Bologna è stato registrato Ultimo volo, orazione civile per Ustica, che è oggi un cd. Abbiamo un’alternanza di brani recitati (letti da Manlio Sgalambro) e canzoni, magistralmente interpretate da Pippo Pollina e i suoi musicisti. La particolarità dei brani recitati (scritti dallo stesso Pollina) è che l’aereo a parlare, a raccontare la sua storia, da quando volava nei cieli, libero e felice, a quando è precipitato in acqua, ai lunghi anni trascorsi nell’hangar dal quale sentiva il profumo del mare, fino al lungo viaggio verso Bologna, godendosi il paesaggio delle colline umbre e della Toscana, fino all’arrivo nel suo museo, un luogo in cui tutti lo potranno vedere, avere sotto gli occhi lui e le 81 vittime che lui ormai ha adottato. Impossibile non emozionarsi, non commuoversi, impossibile restare impassibili. Le voci di Sgalambro e Pollina ci portano, piano, piano attraverso gli anni, il dolore, lo sgomento che prese, per quanto io possa immaginare, 28 anni fa e che ci prende ancora oggi, ogni volta che qualcuno ne parla, ogni singola volta che qualcuno dice che non ci sono colpevoli, perché non ci sono colpevoli per Ustica.
Ed è veramente emozione quella che ci prende al cuore, alla gola, quella che ci fa a pezzi l’anima. Pippo e Sgalambro ci regalano un’ora di sofferenza: le parole non possono scivolarci addosso, mentre le note ci accarezzano, lievi… perché non possiamo far finta che non sia successo nulla, non possiamo nasconderci dietro ai “io non c’ero, non so, non sono informato…”.
Ustica siamo noi, siamo noi quel gigante d’acciaio spezzato, quelle vittime innocenti, quel mare che ha accolto e cullato la morte, il dolore, il sangue, la paura.
Ancora una volta, mi ritrovo a chiedere PERCHE’ questo sia un cd pressoché introvabile, perché Pollina sia ignorato, sconosciuto, perché non si parli di questo progetto.
Le canzoni sono belle, sofferte, quasi sussurrate all’inizio, per poi lasciar esplodere rabbia ed emozione nell’ultimo brano.
Chi ha rubato il sonno alle madri e ha sperso gemme nel vento?
Chi ha sottratto il cielo ai bambini e di colpo l’ha spento?
Chi ha spezzato i polmoni d’acciaio del colosso volante?
Chi è stato???
Attendiamo risposta.
Pippo Pollina sito ufficiale (clicca!)
Dal momento che vi ho già parlato di Pippo Pollina, non mi dite che non lo conoscete... altrimenti vuol dire che non mi leggete! 
Baci,
Claudia
Oggi vorrei parlarvi di questo capolavoro della musica italiana: l'ultimo album del professore Vecchioni, Di rabbia e di stelle... già trovavo bellissimo il titolo, anche prima di ascoltare le canzoni.
Vecchioni stesso ama molto questo lavoro e devo dire che non posso proprio dargli torto, perché davvero è un disco splendido: 14 canzoni, una più bella dell'altra, malinconiche e sofferte, ma bellissime... ho idea che il concerto sarebbe da pelle d'oca e da lacrimuccia bastardella che lotta per spuntare da un momento all'altro.
Chissà se ci saranno occasioni per sentire Roberto dal vivo... a breve non credo, avendo dato un'occhiata alle prime date del tour, ma non bisogna disperare! 
Tornando al disco, c'è La ragazza dal filo d'argento che continua a convincermi poco, ma le altre canzoni sono bellissime, in particolare a me piacciono Non lasciamri andare via, Il violinista sul tetto e Il cielo di Austerlitz.
Il consiglio è di ascoltare il disco più di una volta, perché non per tutte le canzoni scatta il colpo di fulmine, e leggete i testi, che sono incredibili.
Inchino a Roberto. 
Bacini,
Claudia
Il violinista sul tetto
Io da grande partirò soldato
con la giacca nuova e col fucile,
con la giacca che tu m’hai cucito
servirò la patria, a costo di morire.
Mamma, oppure no, farò il pompiere
che si getta impavido nel fuoco,
salverò la vita del mio amore,
brucerà il mio cuore di ben altro fuoco.
Mamma dammi centomila lire
che domani parto, vado a fà il pompiere
mamma dammi centomila lire
che domani voglio fare il bersagliere.
Ecco qua le centomila lire
per l’eroico piccolo pompiere,
ecco qua le centomila lire
per le piume al vento
del mio bersagliere,
ecco qua le centomila lire
te le darò quando ti vedrò partire.
Mamma, sento che sarò poeta,
già mi vedo scrivere “Alla luna”,
“L’infinito”, “A Silvia”, la vicina
che è la nipotina della sora Bruna,
o mi faccio frate confessore,
pè sentì i peccati della gente,
soprattutto quelle delle suore
che se fanno fare, ma non se sà niente.
Mamma dammi centomila lire
che mi fo poeta pè ccantà l’amore,
mamma dammi centomila lire
che sarò domani frate confessore.
Figlio figlio che tu sia poeta,
o soldato o frate confessore,
o il pompiere che non teme niente,
se ne accorgeranno tutta quella gente:
dormi adesso ninno, nella sera
tu sarai l’orgoglio d’ogni tuo parente.
Mi dicevo quando sarò grande
sceglierò tra vivere e capire,
se dovrò cambiare le mutande
se dovrò restare, se dovrò partire:
mamma sono diventato uomo,
e mi hai dato centomila lire,
ma non sò né frate, né pompiere
nianca sò poeta, nianca bersagliere.
Sai dov’è finito il tuo bambino?
solo sopra il tetto a sonà il violino,
a sonà il violino sopra il tetto
con un muro bianco proprio dirimpetto.
Figlio, figlio, se nessuno ascolta,
la tua mamma ti farà una torta,
sona sona figlio tutta notte,
non ti disperare, tanto che ce fotte?
Mamma, mamma, forse il mio destino
era lì sul tetto a sonà il violino,
che mme frega se nessuno sente,
tanto non lo suono mica per la gente.
Sona, sona, figlio, figlio bello
mamma tua ti porta il limoncello,
e ti porta pane e pecorino
se ti viene fame prima del mattino.
Mamma, mamma, questo è il mio destino
stare sopra il tetto a sonà il violino,
dillo a babbo, dillo alle sorelle
se nessuno sente, sòno per le stelle;
dillo a babbo, dillo alle sorelle
sòno per me solo, sòno per le stelle
Oggi mi va di parlarvi di questo sconosciuto artista, di cui potete andare a vedere il sito, così non sto a farvi la biografia. 
E poi vi segnalo anche il suo forum, così Valerio non si offende.
Avevo già parlato di lui nel post dell'8 marzo, quando ero andata a sentire un suo concerto.
Ma mi fa piacere riparlare di lui perché magari riesco a convincere almeno uno/una di voi a sentire una sua canzone, a vedere un video (su You tube ci sono alcuni contributi interessanti) oppure trovo qualche altro/a appassionato/a che magari riesce a spiegarmi perché in Italia nessuno si fila questo immenso artista.
Mi ricordo il suo concerto come se l'avessi visto ieri, fu un'emozione incredibile, difficile da descrivere, ancora oggi dire con razionalità com'è stato mi risulta impossibile: ricordo gli applausi del pubblico timidi all'inizio, poi quasi interminabili, ricordo il filo di voce con cui Pippo ha presentato i suoi collaboratori, ricordo le lacrime che si sono prepotentemente affacciate ai miei occhi durante questa lettura da parte dell'attrice Serena Bandoli.
Sono tutte emozioni che ho ancora vivissime dentro al cuore e che spero si ripeteranno, anche se sarà difficile che Pippo torni da queste parti. 
Bene, non sto a fare altri discorsi perché vi annoierei, però vi lascio un contributo: la sua canzone Centopassi, dedicata a Peppino Impastato, con scene dal film (un giorno poi farò anche un post su Luigi Lo Cascio
)
Occhio che l'emozione prende al cuore e alla gola!!!
Bacissimi,
Claudia 