mercoledì, 23 settembre 2009, ore 20:15

Il  dibattito libro/film è vecchio come il mondo e non si placherà mai: da una parte i puristi che vorrebbero anche le virgole, dall'altra chi riesce a tenere separate le due cose. Solitamente chi ama molto un libro rimane deluso dalla trasposizione su schermo: il romanzo ha sempre qualcosa in più.
Ma su Shining io non ho dubbi: anche se Il Re King non apprezzò il film di Kubrick trovandolo (a ragione) troppo diverso dal libro, per me il film è infinitamente superiore al libro.
Basta lo sguardo allucinato di Jack Nicholson a rendere il film un capolavoro, uno di quei film come se ne vedono pochi.
Shining è un viaggio all'inferno, negli abissi della mente umana, della follia che attanaglia Jack ogni minuto di più. Io l'ho rivisto qualche giorno fa, per la terza volta, ma l'ansia era quella della prima volta, l'angoscia che mi provocavano quell'infinito corridoio e le due gemelline, mi hanno fatta restare attaccata al divano, ipnotizzata dalla pazzia di Jack.
Grande libro, certamente, ma superbo film.

Claudia
sognatricenata
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categoria : libri, foto

domenica, 27 luglio 2008, ore 21:05

image_bookOrlando è un romanzo di Viginia Woolf, sicuramente qualcuno di voi l'ha letto.

Orlando è un bellissimo giovane inglese, amante delle belle donne, dell'alta società e della poesia: egli stesso si diletta a scrivere poesie. Orlando vive attraverso più secoli di storia inglese, senza invecchiare mai e, soprattutto, trasformandosi in donna e vivendo, quindi, una vita maschile e una femminile.

Chi è Orlando? E cos'è questo libro? Orlando è la Woolf, Orlando è lo scrittore (la scrittrice) che è uomo, donna, vecchio, bambino, vive attraverso i secoli e vede la vita sotto molteplici punti di vista. E il libro altro non è che un saggio di scrittura e sulla scrittura.

E' un romanzo bello, a tratti un po' troppo pomposo, ma denso di poesia.

Ora sarei curiosa di vedere il film.

Baci,

Claudia

sognatricenata
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categoria : libri, foto

venerdì, 19 ottobre 2007, ore 18:38

Rispondo alla chiamata di Marco e vi scrivo gli incipit di cinque libri che mi sono piaciuti tantissimo e che ricordo con piacere. Pronti? Via.

(in rigoroso ordine sparso, eh?)

 

1)      otairauqitnA

ilodnairoC odarroC olraC eralotiT

 Questa scritta stava sulla porta a vetri di una botteguccia, ma naturalmente così la si vedeva solo guardando attraverso il vetro all’interno del locale in penombra.

Fuori era una fredda, grigia giornata novembrina e pioveva a catinelle. Le gocce di pioggia correvano lungo il vetro, sopra gli svolazzi delle lettere. Tutto ciò che si riusciva a vedere attraverso il cristallo era un muro macchiato di pioggia dall’altro lato della strada.

(Michael Ende, La storia infinita)

 

 

2)      Domenica, 14 giugno 1942

Venerdì 12 ero già sveglia alle sei: si capisce, era il mio compleanno! Ma alle sei non mi era consentito alzarmi, e così dovetti frenare la mia curiosità fino alle sei e tre quarti. Allora non potei più tenermi e andai in camera da pranzo, dove Moortje, il gatto, mi diede il benvenuto strusciandomi addosso la sua testolina.

 (Anna Frank, Diario)

 

 

3)      I- Premessa.

Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de’ miei amici o conoscenti dimostrava d’aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo:

-         Io mi chiamo Mattia Pascal.

-         Grazie, caro. Questo lo so.

-         E ti par poco?

       (Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal)

 

 

4)      Pensavano quasi tutti che l’uomo e il ragazzo fossero padre e figlio.

Attraversavano il paese verso sudovest su una vecchia Citroen, tenendosi perlopiù su strade secondarie, viaggiando a tappe. Prima di raggiungere la loro destinazione finale si fermarono in tre posti: la prima volta in Rhode Island, dove l’uomo alto coi capelli neri lavorò in uno stabilimento tessile; poi a Youngstown, nell’Ohio, dove per tre mesi fu operaio alla catena di montaggio di una fabbrica di trattori: e infine in una piccola cittadina californiana vicino alla frontiera messicana, dove fece il benzinaio e il meccanico, riparando piccole automobili straniere con un successo che fu per lui sorprendente e gratificante.

 (Stephen King, Le notti di Salem)

 

 

5)      Diario di Jonathan Harker

      (Stenografo)

3 maggio, Bistritz. Lasciato Monaco alle 8,35 p.m. del 1° maggio, arrivato a Vienna l’indomani; avrei dovuto arrivare alle 6,46, ma il treno era in ritardo di un’ora. Budapest sembra una città deliziosa, a giudicare da quello che potei vedere dal treno e da una breve passeggiata attraverso la città. Temevo di allontanarmi troppo dalla stazione, poiché eravamo arrivati in ritardo e volevo partire in orario.

 (Bram Stoker, Dracula)

Come al solito... chi vuole può partecipare... senza impegno.

Baci,

Claudia

 

sognatricenata
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categoria : libri, giochini

giovedì, 14 giugno 2007, ore 18:10

Se qualcuno ancora non lo avesse capito,  io ADORO MONTALBANO!!!

Sia in versione cartacea che in versione Zingarettiana.

Perché mi piace? Perché il commissario è un personaggio come dire, umano.

E' sì un bravissimo poliziotto, ma ha le paure, le incertezze ed i dubbi di tutti noi... Montalbano non è un eroe, è semplicemente un uomo.

Poi c'è la Sicilia... e lo sapete quanto mi piaccia la Sicilia.

Però devo dire che gli ultimi romanzi di Camilleri mi son piaciuti di meno... forse è davvero ora che il commissario vada in pensione.

Eh sì, perché Montalbano non è come i personaggi di Beautiful che non invecchiano mai... ormai ha la sua bella età!

E poi... ma volete mettere il fascino di Zingaretti???Senza nome

Il sorriso, gli occhi azzurri.... ah,che uomo!!!

Baci montalbaneschi a tutti,

Claudia

ps: nuova recensione. Jane Eyre.

sognatricenata
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categoria : recensioni, libri, foto, televisione

mercoledì, 18 aprile 2007, ore 17:32

Come sanno tutti gli appassionati lettori, un film tratto da un romanzo o un racconto tanto amato, è abbastanza spesso una delusione. Siamo incontentabili, noi appassionati. Vero? Manca questo, manca quello, ma l’altra cosa non c’era, ma perché s’è inventato questo? E i personaggi, poi…

Quando leggiamo, i personaggi prendono vita davanti ai nostri occhi, sorgono dalle acque come Venere. Ce li immaginiamo: vediamo come sono vestiti, costruiamo il loro aspetto fisico e così via. E ciò non corrisponde a quello che vediamo sullo schermo. Noi fedeli lettori di King, poi, abbiamo questo “problema” esasperato. King è saccheggiato in malo modo dai vari registi che si sono cimentati con le sue opere. Ma per fortuna ci sono le eccezioni. E Le ali della libertà è una di queste. Grandissimo racconto, ottimo film. Con un Morgan Freeman da paura (nel senso buono, chiaramente). Emozionante, angosciante, commovente. C’è tutto ciò che c’era nel racconto di partenza. Addirittura le stesse parole, a volte. La violenza del carcere, la speranza di una vita fuori da lì. Una grande amicizia. Vi consiglio sia il racconto (contenuto in Stagioni diverse), sia il film.

E, parlando ancora di libri, vi segnalo un'altra delle mie recensioni.

Il manuale della cattiva madre.

Baci baci,

Claudia.

sognatricenata
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categoria : recensioni, libri

lunedì, 09 aprile 2007, ore 17:30

         «Pronto?»

         «Pronti?»

         «Catarè!»

         «Dottori!»

         «Che fu?»

         «Spararono.»

         «A chi?»

         «A uno.»

         «Morì?»

        «Morse.»

Tratto da "Ferito a morte", racconto contenuto nella raccolta "La paura di Montalbano", di Andrea Camilleri. Mi sono riletta questo bellissimo racconto oggi e questo dialogo mi ha fatto ridere. Non sapevo che scrivere, oggi, quindi vi ho lasciato questo. Spero vi piaccia.

Baci,

Claudia

ps: mi sono accorta ora che hanno pubblicato una mia nuova recensione.

Amore a prima vista.

sognatricenata
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categoria : recensioni, libri

venerdì, 06 aprile 2007, ore 20:54

Un ragazzo cieco che ascolta le voci delle città con uno scanner.

Una giovane poliziotta alle prese con colleghi maschi e un po’ maschilisti e l’amore per uno psichiatra che la chiama “bambina.”

Un assassino che uccide gli studenti universitari, cambiando pelle come un’iguana.

La vita nascosta della città di Bologna.

E le note di Almost blue e di Summertime.

Questo è Almost blue, di Carlo Lucarelli.

Avvincente, con un ritmo incalzante, è un thriller che mantiene una buona tensione dall’inizio alla fine.

E’ il primo libro di Lucarelli che leggo… e confesso di averlo scelto prima di tutto perché breve e poi perché mi ha colpito la trama.

Lo consiglio.

 

Buona serata.

Baci,

Claudia.
sognatricenata
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categoria : libri

sabato, 24 febbraio 2007, ore 16:28

Cosa sono i libri cazzata? Questa è una bella definizione della mia amica Manu. Lei ogni tanto passa e legge, quindi sarà felice di vedersi citata. E sarà felice perché i libri di cui parlo sono i suoi. Lei li compra (anzi, a volte glielo compro io ahahhaha) e poi li legge e me li presta. Sono quei libri adatti alle serate fancazziste, quei libri che non nascondono messaggi subliminali, che non necessitano del buon funzionamento delle sinapsi per essere compresi. Puoi leggere un libro cazzata guardando la tv, ad esempio…e capisci entrambe le cose. Il libro cazzata è così: scrittura semplice, lineare, divertente. Protagonista femminile svanita, a volte sfigata. Protagonista maschile: bello, ricco, muscoloso, simpatico, spiritoso e chi più ne ha più ne metta. Chiaramente è amore, ma amore di quello vero, che resiste alle intemperie, che sconfigge tutto. E che dura per sempre (almeno, si crede). La protagonista ne passa di cotte e di crude, fa delle immani cazzate che però poi magicamente si risolvono…. E vissero tutti felici e contenti. Chissà, molto probabilmente gli intellettualoidi storceranno il naso di fronte a queste letture, diranno: Orrore, orrore… Chi se ne frega? Vogliamo toglierci anche la possibilità di sognare? Vogliamo privarci di una lettura divertente e poco impegnativa? No, vero? Quindi, ben vengano! W i libri cazzata e chi li scrive! Qualche titolo? Beh, avevo già consigliato la saga di I love shopping, di Sophie Kinsella. Della stessa autrice segnalo La regina della casa. Poi, Colf per caso di Sheila Norton. Questi, per ora. Quando passa la Manu dirà la sua. Vero????

 

Baci e buon sabato,

Claudia.

 

 

sognatricenata
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categoria : libri

giovedì, 22 febbraio 2007, ore 17:34

Parlo poco di libri, in questo blog. Non perché non mi piaccia leggere, anzi è il contrario…ma perché non sono molto brava come critico letterario. Più di dire mi è piaciuto, non mi è piaciuto…non so fare. Non voglio annoiare… io a volte certe recensioni lunghissime le salto, non voglio mica che mi si dica tutto quello che c’è scritto nel libro… e poi divago, ormai lo sapete. Quando poi un libro mi ha emozionato un sacco, mi riesce ancora più difficile parlarne…forse dovrei scrivere un racconto su una che ha letto il tale libro…ehehehe…no, dai, troppo complicato. Comunque ora voglio provare a scrivere qualcosa su questo libro. Trattasi di “Voglio urlare” di Monica Marghetti (littlemonica nel mondo dei bloggers). Voglio urlare è il suo primo libro, autobiografico. Non è un romanzo, l’intero libro è scritto secondo le regole della posta elettronica, o del blog, con continui passaggi tra passato e presente, con un continuo riferirsi al lettore. La storia di Monica non ve la sto a raccontare (compratevi il libro, in vendita su Ibs) per cui mi concentro sulle sensazioni. Voglio urlare è un libro che fa male, tremendamente. Perché tocca i sentimenti di tutti noi, perché la sua storia di Monica bambina, adolescente, donna messa in un angolo, maltrattata, bisognosa d’amore ma nascosta dietro una facciata da dura noi non la leggiamo e basta. La tecnica narrativa ce la mostra, come in una fotografia. E per un attimo le sue sofferenze diventano le nostre. Quasi viene voglia di entrare nel libro per dirle una parola di conforto, per un abbraccio. Voglio urlare è il disperato urlo di Monica, che finalmente butta fuori il dolore, la rabbia, il risentimento. Lo consiglio veramente. Io l’ho letto senza riuscire a staccarmene, fermandomi per asciugare le lacrime, ma anche sorridendo, talvolta. Brava Monica e continua a scrivere.

baci,

Claudia

sognatricenata
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categoria : libri