Vi piace viaggiare? Pensate di visitare, in una sola sera, la Sicilia barocca, il Marocco scintillante di sabbia e di sole, Ginevra e Montevideo, per poi brindare col Tocai in qualche caffè di Budapest e passeggiare a Berlino.
Beh, io sabato sera l’ho fatto, comodamente seduta in una poltroncina del Teatro Archivolto di Genova. Con me c’erano altre persone, un’orchestra sinfonica (precisamente, quella del Conservatorio di Zurigo) e Pippo Pollina di cui ormai, se mi seguite un po’, dovreste sapere tutto, ma proprio tutto.
Questa nuova esperienza sta portando Pippo e questi straordinari musicisti in viaggio per l’Italia, da Nord a Sud isole comprese.
E’ strano, sentire le sue canzoni suonate da settanta, dicasi settanta musicisti, un trionfo di viole, violini, violoncelli… è strano perché Pippo è in grado, normalmente, di suscitare emozioni immense solo con un pianoforte o una chitarra ed è sempre così perfetto che sembra non ci sia bisogno di altro.
Il teatro lo accoglie con un grandissimo applauso, lui sorride ma è teso e si vede.
All’inizio si sente un po’, anche: sembra non essere al massimo della forma, inciampa sulle parole (ma ne ride per primo).
Ma, appunto, sembra: con l’avanzare dei minuti e delle canzoni eccolo, il Pippo che conosco e amo: sicuro, disinvolto, scherza col direttore d’orchestra, sorride al pubblico, e canta e suona come sa fare, cioè divinamente.
Sì, ok, io sono di parte, lo ammetto, ma non riesco a staccargli gli occhi di dosso e i miei vicini di fila sono entusiasti quanto me.
Si ferma, pausa, ricomincia e mi strappa il cuore con una delle mie canzoni preferite, ho il groppo in gola, è fantastico.
Conclude alla grande, ipnotizza teatro e orchestra (tutti lo guardano, tutti!) con voce e tamburello.
Purtroppo non c’era tanta gente e questo mi è dispiaciuto, ma io c’ero e questo mi basta!
Per chi fosse interessato, riporto il link con le date del tour e vi dico che ci sono ben due appuntamenti televisivi che lo riguardano.
Copio-incollo dal suo stato di Facebook
Bacini,
Claudia

L'uomo al centro nella foto (scusate la qualità non eccelsa, foto fatta col telefonino) è Max Manfredi, cantautore genovese che Fabrizio de André defininì "Il più bravo di tutti".
Le premesse per una serata bellissima c'erano tutte, conoscendo già le sue canzoni bellissime, da ascoltare e riascoltare a causa di testi non propriamente accessibili al primo ascolto.
Il luogo del concerto è quello che in tv definirebbero "splendida cornice": Bonassola ( qui il sito del comune), paesino ligure stretto tra la vegetazione dei colli e il respiro del mare, paesino di case colorate e carugi.
Un pubblico un po' partecipe, un po' distratto, gente che passa, qualcuno va via, qualcuno grida: bravi, bravi.
E bravi questi musicisti lo sono davvero: Marco Spiccio alle tastiere, Federico Bagnasco al contrababsso, Elisa Montaldo alle tastiere, ma bravo è soprattutto Max, che ci racconta le sue storie, la sua Genova con le creuze, le alture e il mare.
Dalle canzoni vecchie alle nuove, quelle tratte da "Luna persa", autentico capolavoro premiato col Lunezia due settimane fa.

Emozionato Max durante l'esecuzione della bellissima "La fiera della Maddalena", a suo tempo impreziosita dalla voce di Faber, divertente Spiccio mentre racconta come nascono le canzoni.
Il finale è in crescendo, con Il regno delle fate e Tabarca, una delle sue canzoni più belle.
Così sono andata, col cuore che batteva forte, a salutarlo (siamo amici su Facebook e si ricordava) e farmi firmare il cd e ovviamente fargli i complimenti, stra meritati.
Logicamente il consiglio che lascio a voi è quello di ascoltarlo, il ragazzo merita!
baci,
Claudia
Cristiano canta Fabrizio... ed è magia.
Ci credo, non ci credo mica… Cristiano a Parma: non sono la sola a volersi muovere, i biglietti ci sono, la camera prenotata per la notte pure.
Cristiano è tornato!!!
Ed è in forma splendida, con una voce che sovrasta tutti i dubbi e le incertezze su questo progetto, questo “De André canta De André” che mi lasciava perplessa.
La voce di Cristiano arriva dritta al cuore, abbatte le barriere e ci lascia di fronte alle nostre emozioni, ci trascina in un altro posto, sospeso tra la realtà e il ricordo: Faber non solo artista, ma padre e Cristiano è il suo bambino.
Cristiano, che negli ultimi anni sembrava non volersi più occupare della musica, ora è lì, su quel palco, tra le sue chitarre e il violino, tra il brivido di un ricordo e l’affetto della gente, con quegli applausi via via più forti.
E quegli applausi non vogliono solo dire “bravo”, vogliono dire grazie di essere qui stasera, grazie per la tua emozione che non ci nascondi, grazie, grazie, grazie.
Grazie per i sorrisi che ci strappi con l’ormai mitica storia dei peperoni, grazie per Amico fragile, grazie per averci fatto vivere quell’abbraccio tra i tuoi genitori, grazie per signora libertà, signorina anarchia…
No, non c’importa se sei emozionato, se hai inventato un nuovo “Pescatore”.
Importa solo che tu sia tornato! E nel migliore dei modi.
E speriamo che dietro la porta ci siano tanti “tutto esaurito”, tante persone che con la voce spezzata ti dicono grazie, senza specificare grazie per cosa.
Speriamo che ci sia ancora tanta gente capace di emozionarsi con la tua voce che ci racconta Faber e ci canta ancora che Marinella scivolò nel fiume a primavera, che ci porti ancora lungo una creuza de ma.
E, infine, speriamo che ci sia presto un “Cristiano canta Cristiano”.
baci,
Claudia
Ps: ci tengo a dire che la sottoscritta e la sua amica hanno avuto alcune ore di delirio dopo aver baciato cotanto ragazzone. 

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Chi lo dice che venerdì 17 porta male??? Io venerdì mi sono divertita moltissimo... mega concertone di Francesco Guccini alla Spezia!![]()
Guccio in formissima, tra battute sul governo (la più scontata, ma sempre attuale: Piove, governo ladro.
oh, pioveva sul serio eh) e riflessioni sulle orribili passerelle in Abruzzo...
Due ore volano così, tra narrazioni, scherzi, risate e e le canzoni, dalla mitica Canzone per un'amica alla struggentissima Incontro (rischio lacrimuccia), dalle Osterie di fuori porta alla sempre attuale Auswitz, per poi arrivare a Don Chisciotte, Cirano, Eskimo e all'inevitabile finale con Dio è morto e La locomotiva, con la folla del palazzetto in piedi a cantare.
Grazie Francesco!!!
Claudia



CREUZA DE MÄ (1)
Umbre de muri muri de mainé
dunde ne vegnì duve l'è ch'ané
da 'n scitu duve a l'ûn-a a se mustra nûa
e a neutte a n'à puntou u cutellu ä gua
e a muntä l'àse gh'é restou Diu
u Diàu l'é in çë e u s'è gh'è faetu u nìu
ne sciurtìmmu da u mä pe sciugà e osse da u Dria
e a funtan-a di cumbi 'nta cä de pria
E 'nt'a cä de pria chi ghe saià
int'à cä du Dria che u nu l'è mainà
gente de Lûgan facce da mandillä
qui che du luassu preferiscian l'ä
figge de famiggia udù de bun
che ti peu ammiàle senza u gundun

E a 'ste panse veue cose che daià
cose da beive, cose da mangiä
frittûa de pigneu giancu de Purtufin
çervelle de bae 'nt'u meximu vin
lasagne da fiddià ai quattru tucchi
paciûgu in aegruduse de lévre de cuppi (2)
E 'nt'a barca du vin ghe naveghiemu 'nsc'i scheuggi
emigranti du rìe cu'i cioi 'nt'i euggi
finché u matin crescià da puéilu rechéugge
frè di ganeuffeni e dè figge
bacan d'a corda marsa d'aegua e de sä
che a ne liga e a ne porta 'nte 'na creuza de mä
1) Creuza: qui impropriamente tradotto: mulattiera. In realtà la creuza è nel genovesato una strada suburbana che scorre fra due muri che solitamente determinano i confini di proprietà.
2) Lévre de cuppi: gatto

Ombre di facce facce di marinai
da dove venite dov'è che andate
da un posto dove la luna si mostra nuda
e la notte ci ha puntato il coltello alla gola
e a montare l'asino c'è rimasto Dio
il Diavolo è in cielo e ci si è fatto il nido
usciamo dal mare per asciugare le ossa dell'Andrea
alla fontana dei colombi nella casa di pietra
E nella casa di pietra chi ci sarà
nella casa dell'Andrea che non è marinaio
gente di Lugano facce da tagliaborse
quelli che della spigola preferiscono l'ala
ragazze di famiglia, odore di buono
che puoi guardarle senza preservativo
E a queste pance vuote cosa gli darà
cose da bere, cose da mangiare
frittura di pesciolini, bianco di Portofino
cervelli di agnello nello stesso vino
lasagne da tagliare ai quattro sughi
pasticcio in agrodolce di lepre di tegole
E nella barca del vino ci navigheremo sugli scogli
emigranti della risata con i chiodi negli occhi
finché il mattino crescerà da poterlo raccogliere
fratello dei garofani e delle ragazze
padrone della corda marcia d'acqua e di sale
che ci lega e ci porta in una mulattiera di mare

Claudia
Il 20 gennaio sono stata al concerto del grande Pippo Pollina a Genova. E' stata una serata meravigliosa: sul palco lui con chitarra e tastiere (e tamburello, come si evince dalla foto) e un chitarrista bravissimo... beh bravissimi tutti e due, Pippo con la sua splendida voce che emoziona e scalda il cuore. L'adrenalina correva a mille e dopo il concerto il tempo di un autografo, qualche chiacchiera e poi di corsa in albergo, nella mia mini stanzetta a non dormire, perché l'emozione di averlo incontrato, di avergli parlato era troppo forte. Da Banneri a Versi per la libertà (a cappella e senza microfono) il concerto è stato davvero un susseguirsi di perle... e ora non mi resta che ri-invitarvi all'ascolto di Pippo. Ennesimo appello che temo rimarrà inascoltato ma tentar non nuoce.

Baci,
Claudia
A tratti arrivava l'odore del mare... e l'odore del mare mentre Mauro Pagani suona il suo violino è qualcosa d'incredibile.
Non ho parole per esprimere l'emozione che ho provato, quindi... grazie, grazie, grazie a tre ottimi musicisti e tre splendide persone.
(Alla chitarra Giorgio Cordini, alle percussioni Joe Damiani)
Impressioni di settembre, PFM
Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole, ma non c'è.
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l'odor di terra, odor di grano
sale adagio verso me,
e la vita nel mio petto batte piano,
respiro la nebbia, penso a te.
Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là
sembra quasi un mare d'erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda...
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me.
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito
respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.
e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà.
Baci
Claudia
Giovedì scorso, il 14, c'è stato il grande concerto di Gianna Nannini a Sarzana! 
Non avevo mai visto Gianna dal vivo: è stata un'emozione immensa, lei ha una forza e una vitalità incredibili, salta e corre sul palco senza fermarsi un attimo.
E' stato un vero e proprio viaggio nella memoria, da Avventuriera a I maschi, America e Ragazzo dell'Europa, Meravigliosa creatura e, naturalmente, Sei nell'anima (aaaaaaa)
... due ore di emozioni, due ore passate a cantare, urlare, ballare e saltare come non mi succedeva da un po'.
Non si può resistere al ritmo della Gianna!!!
Qui ci sono un po' di filmati del concerto.
Grazie Gianna!!!
baci,
Claudia
... starsene in silenzio, seduti su una poltroncina di teatro, a farsi cullare da rugiada di note e parole sussurrate col groppo in gola, sul filo di un'emozione che fa tremare il cuore dall'inizio alla fine.
Amore, morte, battute sulla dissociazione mentale di Mastella ci coccolano e ci fanno compagnia per una serata di magia, in compagnia di musicisti favolosi e del Professore.

Aggiungere altre parole sarebbe inutile... e lo sappiamo che pure questo è amore.

Menzione speciale per il chitarrista, un certo Michele Ascolese. 

GRAZIE, ROBERTO!!!
Bacini,
Claudia