Oltre che dal vivo, tutti noi aspettavamo che Cristiano de André uscisse con un nuovo disco… è passato troppo tempo dalle ultime pubblicazioni (per l’esattezza 8 anni dal suo capolavoro e ultimo disco di inediti, Scaramante e 6 da Un giorno nuovo, live in studio, una sorta di “Best of”) e noi fremevamo.
Ovviamente speravamo che la nuova uscita fosse un disco di inediti, ma ci vorrà ancora del tempo: intanto, però, Cristiano ci ha deliziato con “De André canta De André”, cd dal vivo, un estratto dei suoi concerti.
Undici brani, la metà di quelli che esegue dal vivo, quindi probabilmente ci sarà un secondo volume, se questo andrà bene (speriamo, speriamo, speriamooo!!!).
Cristiano ha rivestito le poesie del padre, ha dato loro una modernità musicale che le ha rinnovate senza snaturarle e… che dire? Complimenti, Cris! Il concerto è un’esperienza favolosa, ma su cd si apprezzano alcune sfumature che nell’emozione del momento si perdono un po’ e quindi da giorni ormai ascolto e riascolto questo disco… meraviglioso, grande lavoro.
“Ho visto Nina volare” è, a mio parere, la vera perla di questo disco: Cris supera anche il padre (sempre parere mio, logicamente)… ma in generale C (come lo chiamava il grande Faber) se la cava alla grande.
La confezione del cd è bellissima, con diverse foto e un dvd allegato, in cui attraverso interviste a Cris e ai musicisti, si spiega la genesi del tour e del cd.
Il mio cd, poi, è arricchito dal suo autografo, quindi è speciale specialissimo!!! 
Se vi capita, compratelo!
baci,
Claudia
Inizia con le note di Megu Megun, la tappa genovese del tour invernale “De André canta De André”. Cristiano entra salutando il suo pubblico, mentre il Vaillant Palace gli tributa un lungo applauso di bentornato nella sua città.
La sua Genova che lo aspettava qui, tra il respiro del mare e il soffio del maestrale.
Io sono in terza fila e il cuore batte forte, guardo le mie amiche vicino a me e sorridiamo tutte: siamo lì, a Genova, sul palco c’è Cristiano.
Ancora una canzone in genovese, c’è A cimma, poi Cris prende la parola.
Ciao, Zena, dice, prima di fermarsi perché l’emozione è di quelle che prendono direttamente alla gola, di quelle che bloccano le parole e Zena lo saluta, con applausi sempre più forti.
Parla e canta, Cristiano, canta e suona chitarre, tastiera, bouzouki, violino, accarezza le note, le parole, guarda il suo pubblico che lo segue incantato, il pubblico che sorride e si emoziona quando lui lascia a metà il discorso per riprendere il controllo, per calmare –forse- i battiti impazziti del suo cuore.

E siamo lì per lui, tra le corde di Nina che vola sull’altalena, a stringere le mani del nostro amico fragile, siamo lì e lui ci regala signora libertà, signorina anarchia e una Marinella irriconoscibile, ci porta lungo una creuza de ma, ci presenta la bellissima figlia Alice (di cui sbaglia la data di nascita). Va beh, noi lo perdoniamo, di sicuro lo fa anche lei.
Confonde i nomi dei musicisti, perde quelli dei tecnici del palco, fa sfumare le parole del Pescatore, ma gli perdoniamo tutto, anche perché ritorna fuori e ci regala Notti di Genova voce e chitarra, quella Notti di Genova che è tra le canzoni più belle degli ultimi anni, che ci strappa un po’ il cuore ma ci fa anche tanto bene.
E noi del forum siamo lì sotto il palco, a cantarne tutte le parole, a guardarlo fisso, a vivere fino in fondo queste emozioni.
E poi gli parliamo e lui ci parla, ci guardiamo negli occhi e sì, il cuore perde qualche battito ma ci piace anche così.
I complimenti, i grazie borbottati, i sorrisi… tutto sa di magia in questa bellissima notte genovese.
Genova lo ama e lo aspetta di nuovo, per stringerlo forte in un abbraccio che profuma di mare e di maestrale.

Ho passato un bel fine settimana con gli amici del bar Delirio... non ci trovavamo tutti assieme da Capodanno e mi mancavano tantissimo le risate che mi faccio in loro compagnia, mi mancava la complicità, il capirsi con uno sguardo.
Siamo andati a casa di Marchino, a Perarolo (
) e a Treviso, dove ho visto anche la mia cuginetta. 
Quei giorni sono volati e ora loro mi mancano tantissimo... accidenti alla lontananza!
Spero che riusciremo a organizzarci per Capodanno.
Di solito quando torno dai raduni deliranti faccio post pieni di frasi assurde che abbiamo detto, ma stavolta sono malinconica... anche perché ho pure altri pensieri in testa, magari ve ne parlerò... vedremo.
Comunque sia... nonostante i cattivi pensieri (le cosiddette pippe mentali) cerco di andare avanti a testa alta e vi lascio questa canzone, che trovo splendida.
Gracias a la vida
Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me dió dos luceros, que cuando los abro
Perfecto distingo, lo negro del blanco
Y en el alto cielo, su fondo estrellado
Y en las multitudes, el hombre que yo amo
Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado el oído, que en todo su ancho
Graba noche y día, grillos y canarios
Martillos, turbinas, ladridos, chubascos
Y la voz tan tierna, de mi bien amado
Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado el sonido, y el abecedario
Con el las palabras, que pienso y declaro
Madre, amigo, hermano y luz alumbrando
La ruta del alma del que estoy amando
Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado la marcha, de mis pies cansados
Con ellos anduve, ciudades y charcos
Playas y desiertos, montañas y llanos
Y la casa tuya, tu calle y tu patio
Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me dió el corazón, que agita su marco
Cuando miro el fruto del cerebro humano
Cuando miro el bueno tan lejos del malo
Cuando miro el fondo de tus ojos claros
Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado la risa y me ha dado el llanto
Así yo distingo dicha de quebranto
Los dos materiales que forman mi canto
Y el canto de ustedes, que es el mismo canto
Y el canto de todos, que es mi propio canto
Y el canto de ustedes, que es mi propio canto.
Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato due occhi che quando li apro
chiaramente vedo il nero e il bianco
chiaramente vedo il cielo alto brillare al fondo
nella moltitudine l'uomo che amo
Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato l'udito così certo e chiaro
sento notti e giorni, grilli e canarini
turbini, martelli ed i lunghi pianti di cani
e la voce tenera del mio amato
Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato il passo dei miei piedi stanchi
con loro ho attraversato città e pozze di fango
lunghe spiagge vuote, valli e poi alte montagne
e la tua casa e la tua strada e il tuo cortile
Grazie alla vita che mi ha dato tanto
del mio cuore in petto il battito chiaro
quando guardo il frutto della mente umana
quando vedo la distanza tra il bene e il male
quando guardo il fondo dei tuoi occhi chiari
Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato il sorriso e mi ha dato il pianto
così io distinguo la buona o brutta sorte
così le sensazioni che fanno il mio canto
grazie alla vita che mi ha dato tanto.
Claudia
Che belli i colori autunnali!

Che senso di pace che mi dà questo laghetto (che è, per inciso, in una delle città più tristi che abbia mai visitato, con rispetto parlando... e cioè Varese).

Ma dove ve ne andate,
povere foglie gialle
come farfalle
spensierate?
Venite da lontano o da vicino
da un bosco o da un giardino?
E non sentite la malinconia
del vento stesso che vi porta via?
(Trilussa)

un bacione,
Claudia
Quando sono nata io (correva l'anno 1976) l'uomo era già stato sulla Luna (forse
), vivevamo già in una Repubblica democratica, avevamo la Costituzione, c'era la televisione, c'era il telefono etc etc.
Insomma, molti degli avvenimenti che hanno fatto la storia del '900 si erano già verificati... ma per fortuna abbiamo visto il muro di Berlino cadere!!!
Io avevo 13 anni e quindi sapevo solo che a Berlino c'era un muro che divideva la città in due, ma non sapevo perché... fu un avvenimento vederlo andare giù colpo dopo colpo e assistere alla riunificazione di una città.
E sono passati già 20 anni... auguri, Berlino!
Claudia
"Io non scrivo più niente, mi legano i polsi,
ora l'unico tempo è nel tempo che colsi:
qui dentro il dolore è un ospite usuale,
ma l'amore che manca è l'amore che fa male."
(Canzone per Alda Merini, Roberto Vecchioni)

Addio, Alda... che la morte ti porti quella pace che in vita non hai mai avuto...
Veleggio come un'ombra
(Alda Merini)
Claudia
Claudia