venerdì, 31 luglio 2009, ore 19:24

Sono giorni un po' sospesi... dopo la grande emozione di sabato sera, c'è stata la domenica al premio Lunezia, con Max Manfredi e Ivano Fossati...

Certo non posso paragonare le due serate, però comunque ho avuto una bella botta di energia anche quel giorno; pooooiii, le mie amiche romane sono andate al concerto di Cristiano e ho rivissuto le mie emozioni, le canzoni, le parole.

Insomma, mi ci sono voluti diversi giorni per tornare un po' alla normalità, ma non del tutto, perché sto organizzando con le mie amiche per fare il bis a Genova al Porto Antico a settembre e quindi di nuovo mi emoziono.

Sì, è tutto molto adolescenziale, me ne rendo conto... ma ultimamente la musica è una delle poche cose che mi emozionano, forse quella che mi sconvolge di più e sto cercando di godermi a fondo questo periodo, di vivere fino in fondo queste sensazioni, senza cercare di nasconderle.

Bacioni,

Claudia

sognatricenata
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categoria : stati danimo

lunedì, 27 luglio 2009, ore 11:33

Cristiano canta Fabrizio... ed è magia.

Ci credo, non ci credo mica… Cristiano a Parma: non sono la sola a volersi muovere, i biglietti ci sono, la camera prenotata per la notte pure.

Cristiano è tornato!!!

Ed è in forma splendida, con una voce che sovrasta tutti i dubbi e le incertezze su questo progetto, questo “De André canta De André” che mi lasciava perplessa.

La voce di Cristiano arriva dritta al cuore, abbatte le barriere e ci lascia di fronte alle nostre emozioni, ci trascina in un altro posto, sospeso tra la realtà e il ricordo: Faber non solo artista, ma padre e Cristiano è il suo bambino.

Cristiano, che negli ultimi anni sembrava non volersi più occupare della musica, ora è lì,  su quel palco, tra le sue chitarre e il violino, tra il brivido di un ricordo e l’affetto della gente, con quegli applausi via via più forti.

E quegli applausi non vogliono solo dire “bravo”, vogliono dire grazie di essere qui stasera, grazie per la tua emozione che non ci nascondi, grazie, grazie, grazie.

Grazie per i sorrisi che ci strappi con l’ormai mitica storia dei peperoni, grazie per Amico fragile, grazie per averci fatto vivere quell’abbraccio tra i tuoi genitori, grazie per signora libertà, signorina anarchia…

No, non c’importa se sei emozionato, se hai inventato un nuovo “Pescatore”.

Importa solo che tu sia tornato! E nel migliore dei modi.

E speriamo che dietro la porta ci siano tanti “tutto esaurito”, tante persone che con la voce spezzata ti dicono grazie, senza specificare grazie per cosa.

Speriamo che ci sia ancora tanta gente capace di emozionarsi con la tua voce che ci racconta Faber e ci canta ancora che Marinella scivolò nel fiume a primavera, che ci porti ancora lungo una creuza de ma.

E, infine, speriamo che ci sia presto un “Cristiano canta Cristiano”.

baci,

Claudia

 

Ps: ci tengo a dire che la sottoscritta e la sua amica hanno avuto alcune ore di delirio dopo aver baciato cotanto ragazzone.

sognatricenata
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categoria : deliri, concerti, stati danimo

giovedì, 23 luglio 2009, ore 12:28

Quante volte capita, eh? Chiamiamo un amico, un dottore, un ufficio... e risponde quella malefica voce: la segreteria telefonica!!! Aaaargh!!!

Sì, sì, lo so che non è una tragedia e in fondo basta "lasciare un messaggio dopo il segnale acustico... BIIIP"... ma il problema per me è appunto quello: lasciare un messaggio dopo il segnale acustico biiip.

Già normalmente parlare con estranei mi crea qualche problema (mi devo mentalmente preparare il discorso prima), poi parlare a una segreteria telefonica è una cosa che non sopporto, non ho mai sopportato.

Devo dire chi sono, qual è il motivo della chiamata, magari anche lasciare un recapito... tutto nel giro di pochissimo, perché credo che le segreterie abbiano un tempo limite, giusto?

Insomma, è una cosa di cui faccio volentieri a meno.

Mi sento un po' stupida a parlare con un aggeggio elettronico, che ce volete fà??? Questo non m'impedisce di intavolare discussioni con il computer quando non funziona, ma questa presumo sia un'altra storia, e si dovrà raccontare un'altra volta. (cit., chi la riconosce non vince niente ma ha la soddisfazione)

Dite che il caldo mi dà un po' alla testa??? Sì, sì, è probabile.

Buon pomeriggio,

bacini,

Claudia

sognatricenata
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categoria : riflessioni, deliri

domenica, 19 luglio 2009, ore 00:22

Chi ha paura muore tutti i giorni, chi non ha paura muore una volta sola. (Paolo Borsellino)

Borsellino

Paolo Borsellino era un uomo di destra. Se fosse vivo oggi lo chiamerebbero "toga rossa".(Marco Travaglio)

Oggi agito virtualmente un'agenda rossa, come la sua,con appunti, nomi e cognomi, (qui per saperne di più) sparita misteriosamente dopo quel maledetto 19 luglio: chissà a quanta gente dava fastidio, quell'agenda, chissà a chi dava fastidio.

 Oggi sono col cuore a Palermo.redpatent_diaryQuel tritolo ha ferito, umiliato, offeso un'intera nazione, ma non l'ha distrutta.

Ha ucciso Borsellino e i suoi agenti, ricordiamoli:

  Agostino Catalano, 43 anni, capo scorta del giudice Paolo Borsellino, morto nella strage di via D'Amelio. Era sposato e padre di tre figli. Raccolto agonizzante in via D'Amelio, per Catalano non c'è stato nulla da fare. L'agente lascia due figli orfani. Aveva infatti perso la moglie nei mesi scorsi.

Walter Eddie Cosina, 30 anni. Era nato in Australia. Morto durante il trasporto in ospedale. Lasciava la moglie Monica.

Vincenzo Li Muli, 22 anni. Il più giovane della pattuglia. Da tre anni nella Polizia di Stato, aveva ottenuto pochi mesi prima la nomina ad agente effettivo.

Claudio Traina 26 anni. Arruolato in Polizia giovanissimo, dopo essere stato a Milano e Alessandria, aveva ottenuto da poco il trasferimento nella sua città: Palermo. Sposato e padre di un bambino in tenera età.

Emanuela Loi aveva 24 anni quando morì in via D’Amelio. Emanuela stava per sposarsi. Fu la prima agente donna della Polizia di Stato a venire uccisa in servizio.

(qui la fonte)

Ha ucciso 6 persone, quindi,   ma non ha ucciso le  idee di Paolo, il suo coraggio, non ha cancellato quello che ha fatto, non ha eliminato il suo ricordo.

Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri”. (Paolo Borsellino)

Grazie di esserci stato, giudice!

Buona domenica,

Claudia

sognatricenata
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categoria : riflessioni, ricorrenze, foto

venerdì, 17 luglio 2009, ore 21:56

C'è una categoria di clienti che non ama perdersi in chiacchiere...

P: Buongiorno/buonasera signora/e

C: No.  (forse non è un buon giorno, magari è successa una disgrazia)

Variante educata= No, grazie.

Variante cafona= mutismo assoluto.

Variante cafonissima= gesto della mano, come a scacciare un insetto.

Variante non so come definirla= mormorio indistinto.

P: e l'offerta bla, bla, bla, l'omaggio bla, bla, bla. prodotto bla, bla, bla

C: scuotimento di testa- cenno della mano- mormorio indistinto (questo piace), allontanamento senza proferire verbo.

P: grazie, arrivederci/buona giornata/ buona serata.

C: .....

bacini bacini,

Claudia

sognatricenata
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categoria : vita da promoter

martedì, 14 luglio 2009, ore 12:52

Ve la ricordate la strage di Via dei Georgofili, a Firenze? Sono passati 16 anni, era il maggio del 1993. Me la ricordo bene, perché era passato poco più di un anno dai terribili attentati a Falcone e Borsellino, c'era stato Mani Pulite e le cose stavano cambiando lentamente e poi perché nell'attentato rimasero coinvolte persone di Spezia e Sarzana.001bd979

Ieri la mamma della fidanzata di una delle vittime ha scritto a Totò Riina.

Da Il sole24 ore

Ha scritto al capo dei capi della mafia, Salvatore Riina, per informarlo che la figlia Francesca si è laureata. «Una rivincita su quei 300 chili di tritolo usato sulla pelle di innocenti per nascondere ancora una volta le miserie di chi ha dato alla mafia la possibilità di andare in Parlamento».

Autrice della lettera è Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell’associazione dei familiari delle vittime della strage mafiosa di via dei Georgofili avvenuta a a Firenze, il 27 maggio 1993: sua figlia Francesca, che all’epoca aveva 22 anni, fu tra i feriti dell’attentato, il fidanzato della giovane Dario Capolicchio, di Sarzana, fu tra le cinque vittime.

Francesca Chelli, spezzina, oggi si è laureata in architettura a Firenze con 110 e lode. All’epoca dell’attentato abitava in via dei Georgofili con Dario. Da allora non è più stata la stessa.

«I suoi uomini - scrive la madre a Riina - le hanno rovinato la vita», ma aggiunge: «Il suo tritolo, il vostro tritolo e di quanti con voi lo hanno fortemente voluto per salvarsi dalla galera, ha spezzato mia figlia ma non l’ha piegata. Pur tra mille difficoltà e uno Stato spesso disattento, mia figlia ce l’ha fatta a raggiungere l’obiettivo che si era prefissata».

Nella lettera Giovanna Maggiani Chelli ricorda di aver già scritto al superboss per chiedere un suo pentimento ma «Lei ritiene di non essere “un infame”, lei una coscienza non ce l’ha. Ma se può consolarla, tra i politici, nelle istituzioni, fra i dirigenti di aziende e finanziarie importanti, fra i direttori di banca come fra gli alti prelati sono in tanti a non avere una coscienza...come lei».

Poi Giovanna Maggiani Chelli conclude la sua missiva così: «Dica a sua figlia di trovarlo lei il coraggio di raccontare tutto quello che sa, di dirci con chi il padre andava a braccetto e anche sua figlia ce l’avrà fatta, alla faccia di chi, ogni giorno, dice fra sé e sé “tanto i Riina non parlano perche´ sono mafiosi con la coppola e loro non tradiscono, noi invece con i colletti bianchi li sappiamo tradire eccome”. I politici ci hanno traditi, diceva Leoluca Bagarella in aula a Firenze durante i processi per le stragi del 1993. Io c’ero».

Complimenti a Francesca, tanti auguri per la sua laurea e speriamo che la vita le sorrida, alla faccia di certa gentaglia.

Baci,

Claudia

ps: pur non essendo d'accordo con la legge "imbavaglia-blog" ritengo che la censura non si possa combattere autocensurandosi, quindi oggi ho voluto postare.

sognatricenata
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categoria : riflessioni, ricordi, foto, belle notizie

venerdì, 10 luglio 2009, ore 21:07

Ci sono artisti che appartengono alla tua vita, alla tua storia, che ci sono sempre stati anche se non li seguivi da quando eri adolescente.

E Micheal era uno di questi... ho ascoltato mille volte Bad, andai al cinema a vedere Moonwalker, poi i miei gusti musicali cambiarono e così lo abbandonai.

Ma lui comunque c'era...

Addio, Micheal...

Baci,

Claudia

  

sognatricenata
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categoria : ricordi, video, addii

lunedì, 06 luglio 2009, ore 12:54

 

Noo, non vi preoccupate, non sono impazzita!!! E nemmeno diventata analfabeta, non ancora almeno. E’ che navigando in Internet e frequentando forum, blog e soprattutto Facebook, mi sto rendendo conto di quanto la nostra bella lingua sia martoriata quotidianamente. Prima sono venute le abbreviazioni tipo ke, nn, xkè, cmq e così via… quelle da sms, per intenderci… E va beh, passino… anche a me capita di abbreviare quando scrivo messaggini, ovviamente senza esagerare. Insomma, non mi capita di mandare messaggi tipo: c vd dmn rsp btycvnajo va beh l’ultima parola me la sono inventata ma il senso è chiaro, no???

Queste persone risparmiano nello scrivere il loro messaggino, è vero, ma chi lo riceve perde il doppio del tempo a decifrarlo e perde minuti a pensare: “Cos’avrà voluto direeee??? Va beh, piccolezze.

Poi è giunta la moda della k a casaccio, per cui non si scrive più casa ma kasa e mi chiedo, qui, dove sia il risparmio temporale.

Ora la k sta soppiantando anche la q, per cui anziché quando si scrive kuando e non è dato sapere il motivo (ho chiesto, ma non mi è stata data risposta).

Ma questo è ancora il meno, tutto sommato… cioè, a me fa male al cuore (anzi, al kuore) vedere l’italiano così tormentato ma tanto tanto…

Però poi ci sono gli svarioni grammaticali, sintattici, ortografici: per cui tocca leggere frasi tipo: “cercavo tizio, lo chiamato hal cellulare ma non l’ho trovo”… maròòòòòòòòò!!!

Ora ditemi che sono fissata, che sono noiosa, che rompo le palle ma una frase così NON SI PUO’ LEGGERE!!!

Stendiamo un velo pietoso sui congiuntivi, è molto meglio.

Ma sugli accenti/apostrofi qualcosa (anzi, cualcosa) lo vorrei dire.

Sto, sta (sta studiando), fa (un anno fa, lui fa), me, te, qui, qua, va (la mamma va al mare), no, so e sa e al momento non mi viene in mente altro NON SI ACCENTANO/APOSTROFANO!!!

Qual è non vuole apostrofo, così come amico, albero, abito e tutti i nomi maschili.

Si scrive ce n’è e non c’è n’è, ce l’ho e non c’è l’ho, ce lo o altro…

Magari qualcuno sbufferà, qualcuno farà dell’ironia sulle mie manie da maestrina ma almeno mi son sfogata, oh!!!

 

 

Baci,

Claudia

 

Ps: se ho omesso qualche strafalcione e volete aggiungerne, fate pure!

sognatricenata
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categoria : sfoghi, maestrina rompiballe

giovedì, 02 luglio 2009, ore 15:57

... non si può sapere cosa prova l'altra persona se non abbiamo mai vissuto la sua stessa situazione, posto che ci possano essere situazioni uguali nella vita.

La verità è che non si è soli non si può capire cosa significhi esserlo.

E' triste da dire ma è così.

un bacio

Claudia

sognatricenata
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categoria : stati danimo