mercoledì, 28 gennaio 2009, ore 11:28

Se questo è un uomo, Primo Levi

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

Perché l'Olocausto non è mai finito, perché la guerra non è solo qualcosa che è scritto sui libri di storia, perché il pregiudizio ferisce oggi come ieri, perché prima o poi tutti abbiamo avuto o avremo una stella gialla sul petto.

Claudia

sognatricenata
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categoria : poesie, ricorrenze

sabato, 10 gennaio 2009, ore 15:15

...e ancora non sembra vero, ancora speriamo che sia solo un sogno, un bruttissimo sogno...

E mentre la sua voce ci fa compagnia, mentre si attraversa Genova col suo ricordo nelle orecchie, il tempo scorre e sono già dieci anni...

Grazie, grazie, grazie di tutto, amico fragile...

AMICO FRAGILE

Amico fragile

Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d'attenzione e d'amore
troppo, "Se mi vuoi bene piangi"
per essere corrisposti, valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo , "Mi ricordo"
per osservarvi affittare un chilo d'erba
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità;
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi
ero molto più curioso di voi.

E poi sospeso tra i vostri "Come sta"
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci
tipo "Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
"Lo sa che io ho perduto due figli"
"Signora lei è una donna piuttosto distratta"

E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell'ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.

E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a vederle spalancarsi la bocca
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse perderemo
Potevo chiedervi come si chiama il vostro cane
il mio è un po' di tempo che si chiama Libero
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.

E mai che mi sia venuto in mente,
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi.

Un bacio,

Claudia

sognatricenata
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categoria : ricordi, canzoni, ricorrenze

venerdì, 02 gennaio 2009, ore 19:07

Eccoci nel 2009... com'è andato il vostro Capodanno???

Io mi sono divertita un sacco: ho mangiato, bevuto (non troppo), delirato (strano, eh?), riso fino alle lacrime giocando a Taboo (grazie allo S-concerto di Nicola)... insomma, ho passato il Capodanno proprio con le persone con cui avrei voluto passarlo (purtroppo non tutte, ma va beh) e facendo quello che avrei voluto fare.

Ora vedrò di affrontare al meglio questo 2009!

Ancora tanti auguri e una valanga di baci.

Claudia

sognatricenata
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categoria : vita vissuta, saluti, auguri