venerdì, 30 maggio 2008, ore 18:19

La signorina Attima, dopo anni di zitellaggine, convolò a giuste nozze col prestante signor Attimo ed ebbero un bellissimo bambino: il caro, dolce Attimino.

Attimino era famoso per fare le cose velocemente, così come i suoi due cugini: quello che lavorava in carcere, Secondino e quello che amava l'osteria, Quartino.

(direttamente dalla multichat del Bar Delirio)

bacinini,

Claudia

sognatricenata
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categoria : deliri

mercoledì, 28 maggio 2008, ore 00:36

No, non posso dire che fossimo amici, perché non lo eravamo... al di là di qualche multi-chat in msn e di qualche commento su CastleRock non avevamo rapporti.

E' grande, CR, la gente è tanta...

Però tu un ruolo lo avevi e tutti ti conoscevano.

La vita ha deciso di prendersela con te e ora rimane il silenzio, lo sconcerto, il chiedersi perché, il prendersela con qualcuno o qualcosa.

Rimane il dolore per un giovane strappato a questa vita bastarda... rimane un contatto su msn, rimane una stupida speranza di vederlo riaccendersi e un piccolo grande vuoto dentro chi ti ha conosciuto, chi ha incrociato anche per una volta il suo cammino virtuale col tuo, chi ha commentato dr House con te, chi ha sperato che quel male non ti volesse veramente, che fosse solo di passaggio.

Rimane la consapevolezza della propria impotenza, dell'inutilità delle parole che il vento porterà via.

Ciao Francesco.

Claudia

sognatricenata
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categoria : addii

martedì, 27 maggio 2008, ore 17:44

Eccomi di nuovo tra voi!!! Vi sono mancataaaaa??? Che dirvi dei giorni bolognesi??? Alla fine sono volati via, tra conferenze, uno spettacolo teatrale, amici tirapacchi () e amiche che invece hanno mantenuto le promesse.

Giovedì la Monìììììì!!! L'emozione di incontrarsi al binario 1 (davanti al take away del mac) invaso da miliardi di studenti, lei che mi ha riempito di regalini, il viaggio in auto coi camionisti che suonavano, la piadina di Imola (mamma che buonaaaaaa), i murales di Dozza e poi le chiacchiere su Milo, Alessia, gli amici di Splinder, il Brigant tour () e il recente incontro di Monì con l'alieno ed è già ora di salutarsi, un abbraccio forte e a presto, pazzerella di una Monì!

Domenica invece pranzo con Rorina che incanta anche il cameriere bolognese che porta a lei la MIA macedonia!!! Qualche risata, una telefonata ad Antò e il tempo è volato via, anche con lei un forte abbraccio e la speranza di rivedersi prestissimo.

Grazie ragazze per avermi fatto compagnia, per essere due persone così belle e due amiche meravigliose.

Ma c'è anche un'altra cosa di cui vorrei parlarvi, ma magari non ora, tra un mesetto, quando ricorrerà il ventottesimo anniversario della strage di Ustica, perché sabato mattina ho visto i resti del DC9...

bacini,

Claudia

sognatricenata
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categoria : vita vissuta, stati danimo, un po di dolcezza

mercoledì, 21 maggio 2008, ore 18:51

Ciao amici belli,

domani me ne parto bel bella  per Bologna, per il Festival della Psicologia e per incontrare un po' di amici, tra cui la Monì.

Ci si ribecca lunedì al mio ritorno.

Buon fine settimana (in anticipo) e a prestino.

Bacissimi,

Claudia

sognatricenata
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categoria : saluti

lunedì, 19 maggio 2008, ore 12:54

AmiciInsieme-foto 21 anni 50 emigranti in Francia in b a sin Vincenzo Antrilli1884: Appennino Tosco-Emiliano. I poveri di queste parti emigravano in Francia. Spesso erano bambini, spesso erano fatti schiavi. Vendevano Madonne agli angoli delle strade. E i francesi ci odiavano.

CI CHIAMAVANO MACARONI'.

(Da "Macaronì", di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli)

francia

Claudia

sognatricenata
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categoria : riflessioni, foto

domenica, 18 maggio 2008, ore 01:33

Forza, tutti assieme!!!

Pappappapapa, papapappàààà... papppaapappappppaaa papappàààà.

Baci,

Claudia

sognatricenata
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categoria : video

mercoledì, 14 maggio 2008, ore 11:16

Salve a tutti.

Oggi sono seria, serissima: c'è l'amica di una mia cara amica che da anni sta lottando contro il linfoma di Hodkin.

La malattia resiste alla chemio e al trapianto di midollo.

Chiunque avesse informazioni, notizie, speranze, in Italia o all'estero, è pregato di contattarmi con urgenza e io girerò le vostre informazioni a chi di dovere.

Lasciate il vostro indirizzo qui o in privato, ma per favore aiutate questa ragazza a vincere la sua battaglia.

Chiedete in giro, spargete la voce tra amici, colleghi, conoscenti... è importante.

Grazie.

Claudia

sognatricenata
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categoria : appelli

lunedì, 12 maggio 2008, ore 00:09

Emma si alzò e uscì dallo studio: la segretaria la accolse con un gran sorriso, mormorandole:

“Sono 150 euro, signora.”

“150? Ma la pubblicità diceva offerta libera… io ne ho solo 70.”
”Ok, per stavolta va bene così. E’ offerta libera per chi viene solo per un consulto, ma Maga Lola l’ha fatta parlare con suo marito, quindi c’è la tariffa di 150 euro.”

Emma provò a ribattere, ma la segretaria non stava più ascoltando: pagò e uscì dallo studio delusa, ripetendo a se stessa che non sarebbe più tornata da quella ciarlatana.

 

Ma non fu così: le visite si ripetevano con cadenza settimanale e le richieste di denaro erano sempre più esose: ogni volta Maga Lola le diceva qualcosa di più: spesso le telefonava anche a casa per dirle che Vittorio le era apparso in sogno. Erano passati alcuni mesi: Emma si stava rovinando, ma non diceva a nessuno cosa stesse facendo.

 

“Emma, ma da quant’è che non vieni a trovare la tua amica Giacomina. Credo che tu ce l’hai con me, ma non so perché. Non credo che t’ho fatto qualcosa di male. Me sono vecchia e ignorante ma non sono cattiva.” quella mattina di fine estate Giacomina, in lacrime, si presentò dalla sua vecchia amica, che da settimane non la andava più a trovare, perché voleva risparmiare anche quei pochi euro che le due donne spendevano per i  pranzetti, il caffè buono, i cioccolatini che erano il loro unico vizio.

“No, non ce l’ho con te… è che ho da fare” rispose bruscamente Emma, sentendosi in colpa: Giacomina non c’entrava nulla con i suoi problemi.

“E via, cosa c’avrai mai tanto da fare? Me son vecchia, ma anche te… non è che c’hai qualche nuova amica? O un amico?”

“Un amico? Ma che stai dicendo?”

 

Giacomina alzò le spalle e disse che sarebbe tornata a casa, visto che lì non era gradita: Emma la chiamò, la fece entrare e le disse tutto della Maga Lola, compreso il fatto che stava andando in rovina: Giacomina le disse che quella era una che fregava i scemi come lei che credevano a quelle cavolate e che…. Non fece in tempo a finire la frase perché Emma la cacciò di casa.

La povera donna ricominciò a piangere disperata, poi prese una decisione: avrebbe salvato la sua amica, anche se ancora non sapeva come, poi l’abitudine di vedere la tv le fece venire l’idea giusta.

 

Grazie a lei, la sedicente maga venne arrestata pochi giorni dopo dalla polizia che ascoltava tramite auricolare, Lola che parlava con il fratello morto della stessa Giacomina. Tutti la sentirono giurare che il defunto era proprio davanti a lei e le stava raccontando di quando lui e la sorella erano andati a raccogliere mele e lui era caduto dall’albero: strano caso, era proprio l’episodio che Giacomina, con dovizia di particolari, aveva riferito alla signora che era seduta accanto a lei in sala d’attesa.

 

 Per Lola le accuse furono di truffa, circonvenzione di incapace e evasione fiscale: anche la segretaria finì in prigione e  le vittime furono in parte risarcite.

 

“Ma come hai fatto a capire che diceva il falso?” chiese Emma all’amica, mentre prendevano una cioccolata con panna nel bar più esclusivo della città, per festeggiare l’evento.

“E chi ce l’ha mai avuto un fratello?” rispose Giacomina, prima di venire presa da un attacco di ridarella: e questa volta la ridarella contagiò anche Emma: gli altri clienti e i camerieri le guardarono stupiti, ma più di uno si ritrovò a ridere senza motivo.

 

Le due amiche uscirono a braccetto dal bar: da quel giorno, se Emma aveva voglia di parlare con Vittorio, andava al cimitero o guardava la foto.

Baci,

Claudia

sognatricenata
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categoria : racconti a puntate, scrittura creativa

sabato, 10 maggio 2008, ore 00:43

“Ciao, Giacomina, hai sentito che temporale stanotte?”

“Ma che temporale, me la notte dormo e comunque mica c’ho paura dei tuoni. Ma figurati, me non c’ho paura di niente. Se sarei stata una fifona, in quel campo di concentrazione ci morivo. Te n’ho mai parlato?”

“Sì, almeno mille volte: e comunque è campo di concentramento, non di concentrazione.”

“Ma è uguale…”
”Va beh, Giacomina. Volevo chiederti una cosa: che ne pensi di quelli che parlano coi morti?”
” Che? No, io penso che i morti vadino lasciati in pace, non ci dobbiamo rompere le scatole, ai morti.”

“Ma secondo te è possibile parlare con loro?”

“ E cosa te ne frega? Hai rotto tanto le scatole a tuo marito da vivo, vuoi rompercele anche da morto? E per dirci cosa? E come fai a parlarci, ci telefoni?”

Giacomina iniziò a ridere della sua battuta e rise così di gusto che quasi si strozzò: Emma dovette calmarla in fretta per evitare il peggio: l’amica, con le lacrime agli occhi dal gran ridere, le disse:
”Aaaah, volevi farmi morire per parlare con me. Bell’amica!” e riprese a sghignazzare.

Emma la lasciò sola nel suo delirio e andò in cucina a preparare il pranzo, che fu tempestato dalle risate di Giacomina, risate che la irritarono oltremodo: non riusciva a capire cosa l’amica ci trovasse di così divertente, in quella battuta stupida: ma quando a Giacomina prendeva la ridarella, non c’era niente da fare, solo aspettare che le passasse.

Dopo pranzo, Emma lasciò la casa dell’amica, che non riusciva più a tenere gli occhi aperti, anche a causa delle risate (ridere così esageratamente la riduceva a uno straccio), prese due autobus per attraversare la città e andare da Maga Lola.

La sala d’attesa era una stanza piccola, umida e buia, con comode sedie di legno, alluminio, plastica: alle pareti c’erano foto della maga con i suoi “miracolati”, crocifissi, immagini di Santi, collane d’aglio, ferri di cavallo, amuleti di ogni genere: sacro e profano convivevano allegramente. Un forte odore d’incenso mascherava la puzza dell’aglio: c’era uno stereo accese, dal quale uscivano, alternativamente, canzoni di chiesa, suoni della natura, nenie indiane e canzoni di Nilla Pizzi: chissà, forse era la cantante preferita di Lola.

Dovette aspettare a lungo: nel frattempo chiacchierò con le altre persone e accettò biscotti e the verde dal sapore indefinibile dalla segretaria della maga.

Finalmente giunse il suo turno: lo studio di Maga Lola era minuscolo: la parete di fronte alla porta era completamente coperta da un armadio che doveva avere, a occhio e croce, almeno cento anni. La maga, dando le spalle all’armadio, era seduta su una poltrona rossa: il tavolo era piccolo, scuro e ricoperto di ogni genere di cianfrusaglie. Lola fece accomodare Emma su una poltroncina viola e le disse di concentrarsi, di respirare a fondo e finalmente le chiese:

“Chi sei, caaaraaaa? Maga Lola ti aiutaaaa, qualunque sia il probleeeema.”

“Sono Emma, ho telefonato stanotte, mi hai detto che hai visto mio marito.”

“Caaaaraaaa, mi ricordo non bene ma beniiiissiiimoooo. Il tuo bel mariiito… Valerio, mi paaareee.”
”No, Vittorio.”
”Seeeei sicuuuraaaaa? Io ho davanti un bell’uomo di nome Vaaaleeeriiooo…”

“Si chiamava Vittorio… forse Valerio era un nome che gli piaceva, non saprei.”
”Saaarà cosìììì, cariiiissiiimaaaa… Maga Lola non sbaglia mai. Comunque Vittorio è qui. Dice che è triste perché tu sei triiiisteeee e che deve dirti una coooosaaaa, ma non ora, perché deve andaaaareeeee.”

“Ma come, deve andare? E io?”
”Tornaaa preeeesto, caaaaraaaa. Maga Lola è seeeempre qui.”

(continua)

Claudia

sognatricenata
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categoria : racconti a puntate, scrittura creativa

venerdì, 09 maggio 2008, ore 00:17

 

Trent'anni fa la mafia uccideva Peppino Impastato.

Non me lo posso ricordare, perché all'epoca avevo solo due anni, quindi ho conosciuto la figura di Peppino solo da grande.

Ma lo voglio ricordare con una frase tratta dal bellissimo film I cento passi: LA MAFIA E' UNA MONTAGNA DI MERDA.

GRAZIE, PEPPINO!

baci,

Claudia

ps: mi sembra doveroso ricordare che è anche l'anniversario (stesso giorno, stesso anno) della morte di Aldo Moro.

sognatricenata
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categoria : ricorrenze, video