lunedì, 28 aprile 2008, ore 12:05

In Italia, in dodici mesi UN MILIONE di donne ha subito violenza, fisica o sessuale.

normal_donneviolenza060607

Come? Avete paura di aver letto male? No, no, è UN MILIONE...  Circa il 70% (qualcosina di meno) di queste violenze avviene in famiglia, ad opera di fidanzati, conviventi, mariti, padri, zii, cugini, vicini di casa, amici...

Ah, ps: e ad opera di ITALIANI.

Violenza_su_donne

Per cui... se la matematica non è un'opinione, il 30% avviene ad opera di sconosciuti... .

Chi vuole capire, capisca...

La violenza uccide più del cancro.

Circa sei milioni e mezzo di donne hanno subito almeno una volta nella vita un qualche tipo di violenza, fisica o sessuale.

SEI MILIONI E MEZZO!!!

I dati li ho trovati qui.

Non sempre le violenze vengono denunciate, anzi: perché?

Perché ancora oggi, la donna "la violenza se la cerca"... eh certo!

Perché la Cassazione stabilisce che non è stupro se la ragazza indossava i jeans, è meno grave se la donna non è vergine, non è mica del tutto violenza se lei all'inizio era consenziente e poi ha cambiato idea (eh, ormai la bestia era scatenata...).

E ci reputiamo davvero un paese civile?

Mah... e ripeto: mah!

Per finire, vi segnalo questo blog molto interessante: Universo femminile.

Poi, se posso, un appello alle donne vittime di qualsiasi tipo di violenza: DENUNCIATE, DENUNCIATE, DENUNCIATE!

1522: numero gratuito anti violenza sulla donna.

Crediamoci noi per prime, qualcosa possiamo fare.

Non molliamo mai, donne! MAI.

Claudia

ps: leggete anche qui, tanto per farvi un'ideuzza...

sognatricenata
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categoria : segnalazioni, riflessioni, senza parole

venerdì, 25 aprile 2008, ore 00:21

Una mattina mi son svegliato
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
questa mattina mi son svegliato
e ho trovato l'invasor.
Oh partigiano, portami via
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
oh partigiano, portami via,
che mi sento di morir.
E se io muoio lassù in montagna
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
e se io muoio lassù in montagna
tu mi devi seppellir.
Seppellire sulla montagna,
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
seppellire sulla montagna
sotto l'ombra di un bel fior.
E le genti che passeranno,
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
e le genti che passeranno
mi diranno: " Che bel fior ".
È questo il fiore del partigiano,
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
è questo il fiore del partigiano
morto per la libertà.

 

Claudia

sognatricenata
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categoria : canzoni, ricorrenze, video

lunedì, 21 aprile 2008, ore 16:10

PROSPERO: Mi pare, figlio mio, che voi siate in un tale stato di emozione come se foste sbigottito. State di buon animo, messere. I nostri svaghi sono finiti. Questi nostri attori, come già vi ho detto, erano tutti degli spiriti, e si sono dissolti in aria, in aria sottile. Così, come il non fondato edifizio di questa visione, si dissolveranno le torri, le cui cime toccano le nubi, i sontuosi palazzi, i solenni templi, lo stesso immenso globo e tutto ciò che esso contiene, e, al pari di questo incorporeo spettacolo svanito, non lasceranno dietro di sé la più piccola traccia. Noi siamo della stessa sostanza di cui son fatti i sogni, e la nostra breve vita è circondata da un sonno. Io sono agitato, signore - tollerate questa mia debolezza - il mio vecchio cervello è turbato. Non vi prendete pena di questa mia infermità. Se volete, ritiratevi nella mia grotta e quivi riposate. Io farò uno o due giri per acquietare il mio spirito commosso.

(W. Shakespeare)

Bellissimo!!!

Baci,

Claudia

sognatricenata
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categoria : citazioni

sabato, 19 aprile 2008, ore 19:19

Invitata dalla mia omonima Dreamland (no, è lei che si chiama Claudia, non io che mi chiamo Dreamland, ma vi devo dire proprio tutto tutto?), partecipo al giochino-catena "Sei cose che mi piace fare." Mmm... in realtà sono più di sei, ma immagino che ad esempio il prof  Marpione ne potrebbe dire una sola , no non ve lo dico quale, potete immaginarlo.... dicevo che sono più di sei: queste comunque quelle che mi son venute in mente.

Vado, in ordine sparso, ad elencarle:

1) Dormire

donna che dorme

Più dormo, più dormirei... è una dipendenza!!!

2) Leggere

donna_che_legge

Non necessariamente in quella posizione, ma quant'è bello questo disegno, eh?

3) Scrivere (e questo lo avevate capito, scommetto)

donna che scrive

Anche a mano, lettere e cartoline, ad esempio...

4) Ridere.

claudiaefrancescadj1

Anche da sola per la strada se mi viene in mente qualcosa di buffo.

5) Sognare...

cenerentolae principe

E se devo sognare, lo faccio in grande... il Principe Azzurro mi sembra il minimo.

6) Chattare

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Con gli amici del bar Delirio, ma non solo, per divertirmi, passare del tempo in relax, confrontarmi, sfogare ansie e paranoie...

Passo parola? Non la passo? No, non c'ho voglia.  Però se il prof volesse smentirmi, sarebbe ben accetto.

un bacione.

Claudia

sognatricenata
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categoria : foto, giochini

giovedì, 17 aprile 2008, ore 23:51

In quel mondo e in quel tempo lontano quando le persone morivano, si trasformavano nuovamente in neonati e poi volavano su una nuvoletta, ad aspettare di rinascere ancora.

Clicca per continuare a leggere.

Buonanotte,

Claudia

sognatricenata
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categoria : racconti, blog ascolta linfinito

mercoledì, 16 aprile 2008, ore 13:42

Happy birthday, mr Chaplin!

 

Baci,

Claudia.

sognatricenata
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categoria : ricorrenze, video

martedì, 15 aprile 2008, ore 00:37

Come ha già detto Silvia: RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE.

Baci,

Claudia

sognatricenata
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categoria : video, stati danimo

lunedì, 14 aprile 2008, ore 11:26

 Roma in quattro non cedono il posto al quasi 99enne premio Nobel
Scatto d'orgoglio della senatrice: "Preferisco aspettare". Poi la rivincita:"Continui così"

Dispetto alla Montalcini al seggio
"Faccia la fila come gli altri"

di FRANCESCO BEI


<B>Dispetto alla Montalcini al seggio<br>"Faccia la fila come gli altri"</B>

Rita Levi Montalcini

ROMA - Qui non c'entrano le cinque lauree, il premio Nobel per la medicina, le mille pubblicazioni e nemmeno il laticlavio a vita. Forse è semplicemente un fatto di educazione, quando da bambino ti insegnano a cedere il posto a chi è più anziano. Se poi l'anziano ha quasi 99 anni (tra 9 giorni) e non ci vede nemmeno bene, il fatto che si chiami Rita Levi Montalcini diventa evidentemente secondario. Eppure tutto ciò non è bastato a evitare alla senatrice a vita di dover attendere in piedi mezz'ora prima di votare, per colpa della maleducazione di quattro elettori che si sono rifiutati di farla passare avanti.

La scena si è svolta ieri poco prima di mezzogiorno a via Reggio Calabria, al seggio istituito presso la scuola "Falcone e Borsellino", vicino a piazza Bologna, quartiere medio-borghese della Capitale. La Montalcini si è presentata a braccetto di un accompagnatore il quale, vista la lunga fila, ha chiesto alle persone in coda la cortesia di far votare prima la signora. Senza presentare credenziali, solo un gesto di educazione verso un'anziana ipovedente. La risposta poteva essere scontata e invece no.

"Faccia la fila come gli altri", ha risposto un cinquantenne. E così un'altra signora: "Non esiste, anch'io ho fretta di votare". E poi un altro e un'altra ancora: "Non vedo proprio il motivo". Allertato dagli scrutatori, a quel punto è intervenuto il presidente di seggio: "Senatrice, se vuole la facciamo passare avanti". Una gentilezza quasi scontata, che si concede normalmente alle donne in gravidanza, ai disabili, agli anziani. A quel punto però è stato il carattere della Montalcini a prendere il sopravvento: "Grazie presidente, preferisco restare in fila come gli altri. Pazienza". Una scrutatrice le ha quindi offerto una seggiola: "Almeno si sieda, prego". Ma la senatrice ha rifiutato anche quella: "No, grazie davvero. Preferisco restare in piedi".

La rivincita contro quei pochi maleducati Montalcini se l'è presa poco dopo, al momento di uscire dal seggio. Tutti i ragazzi della sezione elettorale le si sono fatti intorno, davanti agli elettori ancora in fila, per chiederle l'autografo. "Vada avanti così". "Coraggio".
L'episodio, in sé banale, potrebbe testimoniare al massimo dell'inciviltà dei tempi in cui viviamo, che ognuno può sperimentare salendo su un autobus o facendo una fila a uno sportello. Se non fosse che Rita Levi Montalcini è stato il bersaglio in questi due anni di una violenta campagna di discredito portata avanti con insistenza da alcuni esponenti politici del centrodestra e da alcuni quotidiani d'area.

I ragazzi della Destra si distinsero in ferocia: "Diamole un incarico al Ghetto", "di profilo è pure più odiosa", erano le cose che si potevano leggere sul loro blog. Fino alla proposta di consegnarle un paio di stampelle, "tanto l'indirizzo lo conosciamo, vogliamo dargliele personalmente". Diceva il loro capo, Fabio Sabbatani Schiuma: "Loro, i senatori a vita, sono le stampelle di questo governo sì o no? E poi se son vecchi se ne stessero a casa".

La Lega del resto non fu da meno, fino ad arrivare alla proposta di eliminare gli stanziamenti per la fondazione scientifica della senatrice. Non ci si stupisca se poi qualcuno non dà la precedenza a una signora centenaria, è già tanto che non le abbiano fatto lo sgambetto.
Senza parole...
Claudia

sognatricenata
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categoria : senza parole

sabato, 12 aprile 2008, ore 22:45

noberlusca

La generazione che ha vissuto la propria prima giovinezza negli anni Ottanta, sotto il segno di Craxi - ascendente Goldrake - ha visto lo sfacelo di una classe politica senescente e vetusta, apparentemente spazzata via dal pool di Mani Pulite. Ancora ricorda le monetine lanciate su Craxi ed il filo di bava che pendeva dalla bocca tremante di Forlani durante gli interrogatori. Svezzata con tali orrori, era quasi naturale che sconfinasse nel più ovvio qualunquismo. Fortunamente, ma solo per il fatto di aver fatto rinascere in molti un attaccamento alla Cosa Pubblica sempre più vilipesa, è sceso in campo il Piazzista della Libertà che, volenti o nolenti, ha forgiato la Nuova Italia [come dimostrava Nanni Moretti ne Il caimano].

La classe operaia, sempre più disperatamente ancorata all'aspirazione verso uno status "borghese", va a braccetto con le siure impellicciate che distribuiscono tartine canticchiando "Silvio, Santo Subito…". I giovani sono attratti dai manganelli della Destra più reazionaria e dalle pistole ad acqua che Bossi cerca di svendere dal suo gerontocomio. Ora, amici, ci troviamo ad un bivio: qui non è più questione di "destra" e "sinistra". E' divenuto fondamentale impedire che l'anomalia Berlusconi governi nuovamente l'Italia, tenendo sotto il giogo Fini e imboccando Bossi all'ora del brodino. E' il Piazzista delle Libertà che ci ha portati non più a votare per un ideale, ma solo a scagliarci l'un contro l'altro armati. Tolta questa piaga dal Paese, forse, rimboccandoci TUTTI le maniche, potremo vedere di far qualcosa per questa Italia, sempre più simile all'Argentina. Giusto con qualche Reality Show in più. Per queste ragioni, e per altro ancora, il mio Blog non vota per Berlusconi.

Conte Nebbia

Alcuni altri Firmatari [con mille scuse a chi non è citato]:
rearwindow06, Aivlis77, Aldebaran, aleike, Alice64, Amalteo, Angi69, Antigone26, argeniogiuliana, Astridonline, Bellatrix74, Catpoet, Chiccama, Chirieleison, coaloalab, compagnidiviaggio, copperhead, Damiani, Darix73, deha, Dora Forino, DreamLady, EdoEleStorieAppese, FamChinaski, fenicesulmare, Fioco Tram, Giuba47, Gonzolettore, heyhonan, HistoriaVbc, ilcanedisatana, ilmurodipeppe, impbianco, Isa71, lapardaflora, losteyeways, LucFaccenda, Macca, madworlds, MagoSilvan, Mauro Piadi, meryem, molengai, muroalieno, Nuriape, palmarola, PattyBruce, PaulTemplar, pears, PF1, piccolaJo, Pickpocket83, Raindog78, Senzabussare, SimonaCWords, Sirablog, Smillapiffi, Sophie71, snakeandladders, stevemcqueen, tuile, vadoinbici, Watkin

Claudia

sognatricenata
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categoria : politica

giovedì, 10 aprile 2008, ore 19:41

Questo è un racconto che ho già messo sul blog Ascolta l'infinito (a proposito: se c'è qualcuno/a che vuole partecipare, è invitato/a!)

E' un po' diverso dai miei soliti racconti, spero lo apprezzerete ugualmente.

Adele

Non ha avuto una vita facile, Adele: ci pensa mentre, sballottata sullo scomodo sedile dell’autobus, sta andando all’appuntamento con Luigi.

E’ stata una ragazza madre, Adele, che ha cresciuto Margherita, che oggi ha trent’anni, senza nemmeno l’aiuto dei genitori, che non hanno mai accettato quella gravidanza così scandalosa.

Ha lavorato duro, prima come sarta a casa, poi, quando la bimba è cresciuta, come donna delle pulizie, operaia, aiuto cuoca, badante e non ricorda più che altro.

Ora ha cinquant’anni e ne dimostra almeno dieci di più: le sue amiche hanno una linea da top model, girano su tacchi altissimi e fasciate in vestiti da ragazzine, si fanno le iniezioni per le rughe ogni sei mesi e spesso hanno fidanzati o amanti molto più giovani di loro. Cristina ha un figlio di cinque anni (l’età del nipote di Adele), Martina non si è mai sposata, ha fatto carriera e ogni mese cambia uomo, Sabrina è primario di neurologia all’ospedale locale, ha due figli perfetti e un marito che la adora…

Adele non ha più avuto relazioni e ha conosciuto solo dolori: due anni fa la figlia è rimasta vedova ed è tornata a vivere con lei, accompagnata dal piccolo Luca e da una depressione dalla quale sta uscendo solo ora, mentre lei da anni lotta contro una brutta malattia.

La vita è stata ingiusta con Adele e il suo fisico ne ha risentito: il viso è segnato dalle rughe, i capelli sono ingrigiti prematuramente, ma lei non s’è preoccupata di colorarli e il cortisone preso per curarsi l’ha fatta ingrassare: ora è quasi obesa.

Sei mesi fa ha conosciuto Luigi, volontario nell’ospedale dov’era ricoverata: lui ha due anni più di lei, è calvo e ha la pancetta. Le belle amiche di Adele inorridiscono alla sua vista, ma lei ne apprezza il sorriso dolce, gli occhi azzurri e la voce profonda: i due sono usciti qualche volta e un mese  prima si sono baciati, lei ricorda anche l’ora in cui è successo: è stato come avere quindici anni, Adele ha sentito le farfalline nello stomaco e ha desiderato che quell’attimo si prolungasse all’infinito. Oggi Luigi le ha chiesto di andare a casa sua: lei è quasi completamente inesperta in fatto di relazioni, ma sa benissimo cosa vuol dire quell’invito e ne è felice, anche se un po’ impaurita. Arriva a casa di Luigi, suona il campanello e lui le apre, un po’ emozionato: vive in un monolocale, pulito e profumato. Adele non sa come succede, ma nel giro di poco tempo si ritrova sdraiata sul letto: Luigi la spoglia con studiata lentezza, baciandole di tanto in tanto gli occhi, le labbra, il collo, giocando coi suoi capelli, stuzzicandola con la lingua, mentre le sue mani indugiano sul seno di Adele, per poi scendere piano piano: ma lei non riesce a rilassarsi completamente perché si vergogna del suo aspetto fisico, del grasso, delle cicatrici lasciate dagli interventi chirurgici, della trascuratezza generale che traspare dal suo corpo: cerca di coprirsi col lenzuolo e l’uomo capisce, quindi si alza per chiudere le persiane, dicendo che la luce del sole lo infastidisce.

 I due rimangono nella penombra e finalmente Adele si lascia trasportare: cerca le mani di Luigi per stringerle forte mentre lo bacia con dolcezza e passione, lo spoglia e lo accarezza, appoggia la testa sulla sua spalla mordicchiandolo dolcemente, assaporando quei momenti in cui ci si sente sospesi tra realtà e fantasia, in cui il mondo esterno non esiste: entrambi sospirano, chiudono gli occhi per prolungare le sensazioni, si sussurrano dolci parole, poi i respiri si fanno più affannati, le carezze più audaci, i baci più appassionati: i corpi sudati si muovono l’uno contro l’altro.

“Vuoi  fare l’amore?” le mormora Luigi, al culmine dell’eccitazione.

“No, ancora non me la sento di arrivare fino in fondo… scusami, ma è così tanto tempo che sono sola, e poi è tanto bello così, mi sembra di essere tornata ragazzina, voglio ma non voglio, ho paura … scusami, scusami ta…” lo travolge Adele con fiume di parole.

Luigi le tappa la bocca con un lungo bacio, poi riprendono le carezze, sempre più appassionate.

Il piacere esplode nello stesso momento per entrambi, che restano sdraiati l’uno accanto all’altra, gli occhi semichiusi e le mani intrecciate.

“Ti amo, Luigi.”

“Anch’io, Adele.”

Un bacione,

Claudia

botero

sognatricenata
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