lunedì, 31 dicembre 2007, ore 13:55

Buon anno a tutti... che il 2008 vi porti quello che desiderate.

Brindate un po' anche a me, a mezzanotte.

Io vi penserò, promesso!

Non riesco a passare blog per blog, purtroppo....

AUGURI!!!!

Baci,

Claudia

sognatricenata
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categoria : saluti, auguri

domenica, 30 dicembre 2007, ore 18:54

Argomento forse poco adatto al periodo, ma l'ho scritto per il corso e mi piace, quindi lo faccio leggere anche a voi. Domani poi passo per gli auguri.

Buona lettura.

Bacini,

Claudia

sognatricenata
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categoria : racconti, scrittura creativa

venerdì, 28 dicembre 2007, ore 18:55

ma perché di tanti proprio questo stesso posto
dove ci trovammo tardi e ci lasciamo troppo presto
che facciamo abbiamo chiesto e solo il vento ci ha risposto
tanto la sua musica va avanti pure senza testo
e ammazziamo il tempo e ammazza noi quel tempo indietro
e il sole taglia il mare e il nostro amore in due come un aratro
e finiamo tutta questa strada metro dopo metro
perché dietro a un gran finale serve sempre un bel teatro

e la canzone degli amori infelici
l'ultima occasione per attori e attrici

io non lo so perché ma è un po' buffo
stare io e te su un crepaccio
quasi come ad aspettare il tuffo
e buttare lì a casaccio un che di diverso
uno scherzo sì
come fossi io il tuo pagliaccio

cercare qui
dentro ad un setaccio ciò che è perso
o almeno poi
tutto quello che sta in un abbraccio
fra di noi


e non ci resta
che dipingere la scena con l'ultimo sguardo
come mettersi di schiena a quel falsario del ricordo
quanto abbiamo corso insieme per tagliare già il traguardo
tanto vincitori o vinti ci stringiamo in un accordo

se non siamo più come ci siamo amati
e non sapremo mai quel che saremmo stati

io non lo so com'è ma è successo
mentre prendo te col tuo braccio
con lo stesso impaccio allora e adesso
non so dire no uno straccio in più di parola
una sola no
sulle labbra dure di ghiaccio
morire un po'
come avessi un laccio sulla gola
ma tanto poi

tutto il resto è tutto in un abbraccio
tra di noi

(Claudio Baglioni)

A buon intenditore, poche parole...

Baci,

Claudia

sognatricenata
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categoria : canzoni, stati danimo

mercoledì, 26 dicembre 2007, ore 23:40

come me, ha voglia di tenerezza e coccole.

baci,

Claudia

sognatricenata
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categoria : foto, stati danimo, un po di dolcezza

lunedì, 24 dicembre 2007, ore 14:34

 

Così questo è Natale e cosa hai fatto? Un altro anno che se ne va e uno nuovo appena cominciato E così questo è Natale Spero che avrete fortuna I vicini, i cari i vecchi e i giovani Un buon natale e felice anno nuovo Speriamo che sia un buon anno senza nessuna paura E così è Natale per il debole e per il forte Per i ricchi e per i poveri Il mondo è così sbagliato E quindi buon Natale Per i neri e per i bianchi Per i gialli e per i rossi Fermiamo tutti i combattimenti Un buon Natale e un felice anno nuovo Speriamo sia buono e senza nessuna paura E così è Natale e cosa abbiamo fatto? Un altro anno che se ne va e uno nuovo appena cominciato E quindi buon Natale Spero che avrete fortuna I vicini, i cari I vecchi e i giovani Un buon Natale e un felice anno nuovo Speriamo sia buono e senza nessuna paura La guerra è finita se lo vuoi La guerra è finita adesso.

(John Lennon)

Bacini,

Claudia

AUGURI A TUTTI!!!

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categoria : canzoni, auguri, video, natale

venerdì, 21 dicembre 2007, ore 16:59

Parole da usare: scarpe e rumore.

Anna

Anna sale le scale in punta di piedi: la banca è situata al primo piano di un palazzo imponente, che risale probabilmente all’epoca fascista. Lei non ne è sicura, perché non si interessa di storia e nemmeno di architettura, a dire il vero, ma le sembra che sia così. Si ferma un attimo, a guardare dalla finestra, ad osservare la città sotto di lei: in realtà però si è fermata per far passare una signora anziana, così malandata che Anna si chiede come faccia a stare in piedi e, addirittura, a salire le scale. Anna guarda la vecchietta: ha i capelli grigi, raccolti in un ciuffo che sembra uscito da una vecchia fotografia e un vestito nero, vecchio almeno quanto lei: ma quello che colpisce la ragazza sono le scarpe della signora: scarpe rosso fuoco, che fanno a pugni col resto dell’abbigliamento, costituito da spolverino scuro, borsa grigia, calze spesse e nere. Tutto sa di vecchio, in quegli abiti, ma poi ci sono quelle scarpe, che forse la signora ha trovato in una svendita o che magari le sono state regalate da una nipote: sono scarpe da giovane e, soprattutto, sono scarpe silenziose. Se non avesse sentito ansimare la signora, Anna non si sarebbe resa conto di averla dietro di sé: la vecchietta la guarda e le sorride con la sua bocca sdentata, coi piccoli occhi verde mare e la ringrazia per la gentilezza. Anna sorride a sua volta, continuando a guardare le scarpe della donna e poi le sue: nere, tacco basso; ora che le osserva bene, le sembrano scarpe da vecchia e poi fanno un rumore infernale: lei vorrebbe solo passare inosservata, ma così la notano tutti. A lungo ha sperato che nelle scale ci fosse un tappeto, per attutire il rumore, anzi il frastuono, dei tacchi sul marmo, ma le è andata male. La ragazza tira fuori dalla borsa lo specchietto e si aggiusta i capelli, che ha lasciato sciolti perché le danno, a detta di tutti, un’aria da ragazzina, così come il suo abbigliamento: jeans strappati a vita bassa, maglia fucsia con scritte glitterate, giubbotto di pelle, borsa all’ultima moda. Solo le scarpe stonano terribilmente: se solo fosse meno disordinata, quella mattina avrebbe trovato subito le scarpe da ginnastica multicolori che Paolo le ha appena regalato. Paolo: il suo migliore amico, confidente, talvolta amante, che ora la sta aspettando vicino all’ingresso della banca. Lei sa di essere in ritardo, ma indugia ancora, per passarsi un’ultima volta il lucidalabbra trasparente e per osservare, di nuovo, la vecchia che faticosamente arranca su per le scale, fermandosi ogni due gradini, stringendo convulsamente il bastone nella mano sinistra e il corrimano nella destra e si sorprende a pensare: ma quella non ha nessuno?

Poi la coglie un altro pensiero: che scarpe avrà Paolo? Di sicuro intonate al vestito, pensa: lui è sempre coordinato, dalla testa ai piedi: ha 30 anni e a volte ne dimostra 20, altre 40.

Uno squillo del cellulare fa riscuotere Anna: Paolo la sta chiamando.

Arrivo subito.”

Anna raggiunge l’amico e i due entrano in banca.

“Fermi tutti, questa è una rapina!”

Spero vi piaccia.

Baci,

Claudia

sognatricenata
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giovedì, 20 dicembre 2007, ore 13:54

 Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere».
Ma il Signore gli disse: «Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato.

L'Assemblea generale delle Nazioni Unite dice sì alla moratoria contro la pena di morte e l'Italia è stata tra i promotori: una bella notizia!!!

Nessuno tocchi Caino.

Io sono l'uomo che non volevi
Sono più di tutto quello che temevi
Domattina sai che ti porterò
Al di là dei tuoi stessi pensieri
È tutto pronto perché non sbaglio
Ho curato fino al minimo dettaglio
quando punterai gli occhi dentro ai miei
io saprò sostenere lo sguardo
iI mondo non passa da qui
E non mi importa più di me
Troppi giorni chiusa ad aspettare che
Si allargasse il cielo e scendesse su di noi
Una mano e un gesto di pietà
Una mano e un segno di pietà
Il corridoio si stringe ancora
Lo dovrai vedere solo per un'ora
È il lavoro mio, è la vita mia
A eseguire il destino s'impara
Ma non mi scordo del primo uomo
Ho bevuto per non chiedergli perdono
Non moriva mai, non finiva mai
Ma ti abitui a tutto, non lo sai?
Il mondo non passa da qui
E il mio pensiero è andato via
Oltre a queste sbarre, fino a casa mia
C'è lo stesso cielo che domani avrà
Una firma e un gesto di pietà
Una mano e un segno di pietà
Tutto è compiuto perfettamente
Oramai qui non si sbaglia quasi niente
Controllate voi, due minuti e poi
io potrò tornarmene dai miei
Perché anch'io ho moglie e figli miei
Il mondo non passa da qui
Ma la mia anima è già via
E dall'alto guarda fino a casa mia
C'è lo stesso cielo che domani avrà
Una croce e un gesto di pietà
lo sono qui e la mia anima non è
Solo un numero appoggiato su di me
È una luce bianca andata dove sa
Tra le stelle e un gesto di pietà
Oltre il cielo dove c'è pietà.

(Enrico Ruggeri)

 

 

Baci,

Claudia

sognatricenata
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mercoledì, 19 dicembre 2007, ore 19:47

Ci sono tre parole (che non sono sole, cuore e amore) che fa piacere dire e sentirsi dire e che io spesso non dico: ti voglio bene.

Ci sono le persone che lo dicono al papà, alla mamma, agli amici, ai conoscenti, al partner, al cane, al gatto, alle formiche  e così via, mi viene da chiamarli tivogliobenisti e poi ci sono quelli (come me) che non lo dicono quasi mai: in mezzo ci sono (spero) le persone che lo dicono quando lo sentono davvero e non a tutti.

Ma perché non lo dico? Una volta lo dicevo di più: sono state forse le delusioni subìte dalle persone che me lo ripetevano come un mantra? Non lo so... so solo che ora qualche volta qualcuno me lo dice ed io non rispondo...

Non lo dico ma lo penso e spero di riuscire a farlo capire lo stesso a chi mi sta intorno.

Forse non lo dico per non sentirmi debole e vulnerabile, perché anche se ho dentro tanto amore e tanto affetto ho paura ad ammetterlo...

Beh, comunque... stasera voglio fare uno strappo alla regola... non me ne vogliano tutti gli altri, ma stasera mi devo dedicare agli amici fissi del bar Delirio, quindi... melassa in arrivo, attenti attenti.

Vado a spargere miele, in rigoroso ordine alfabetico.

Alessandro, ti voglio bene.

Antonio, ti voglio bene.

Marco, ti voglio bene.

Rossana, ti voglio bene.

Valentina, ti voglio bene.

Ok, chiusa parentesi zuccherina.

Buona serata a tutti,

Claudia

ti_voglio_tanto_bene

 

 

sognatricenata
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martedì, 18 dicembre 2007, ore 18:31

Oggi vorrei parlarvi di questo capolavoro della musica italiana: l'ultimo album del professore Vecchioni, Di rabbia e di stelle... già trovavo bellissimo il titolo, anche prima di ascoltare le canzoni.

Vecchioni stesso ama molto questo lavoro e devo dire che non posso proprio dargli torto, perché davvero è un disco splendido: 14 canzoni, una più bella dell'altra, malinconiche e sofferte, ma bellissime... ho idea che il concerto sarebbe da pelle d'oca e da lacrimuccia bastardella che lotta per spuntare da un momento all'altro.

Chissà se ci saranno occasioni per sentire Roberto dal vivo... a breve non credo, avendo dato un'occhiata alle prime date del tour, ma non bisogna disperare!

Tornando al disco, c'è La ragazza dal filo d'argento che continua a convincermi poco, ma le altre canzoni sono bellissime, in particolare a me piacciono Non lasciamri andare via, Il violinista sul tetto e Il cielo di Austerlitz.

Il consiglio è di ascoltare il disco più di una volta, perché non per tutte le canzoni scatta il colpo di fulmine, e leggete i testi, che sono incredibili.

Inchino a Roberto.

Bacini,

Claudia

Il violinista sul tetto

Io da grande partirò soldato
con la giacca nuova e col fucile,
con la giacca che tu m’hai cucito
servirò la patria, a costo di morire.

Mamma, oppure no, farò il pompiere
che si getta impavido nel fuoco,
salverò la vita del mio amore,
brucerà il mio cuore di ben altro fuoco.

Mamma dammi centomila lire
che domani parto, vado a fà il pompiere
mamma dammi centomila lire
che domani voglio fare il bersagliere.

Ecco qua le centomila lire
per l’eroico piccolo pompiere,
ecco qua le centomila lire
per le piume al vento
del mio bersagliere,
ecco qua le centomila lire
te le darò quando ti vedrò partire.

Mamma, sento che sarò poeta,
già mi vedo scrivere “Alla luna”,
“L’infinito”, “A Silvia”, la vicina
che è la nipotina della sora Bruna,

o mi faccio frate confessore,
pè sentì i peccati della gente,
soprattutto quelle delle suore
che se fanno fare, ma non se sà niente.

Mamma dammi centomila lire
che mi fo poeta pè ccantà l’amore,
mamma dammi centomila lire
che sarò domani frate confessore.

Figlio figlio che tu sia poeta,
o soldato o frate confessore,
o il pompiere che non teme niente,
se ne accorgeranno tutta quella gente:
dormi adesso ninno, nella sera
tu sarai l’orgoglio d’ogni tuo parente.

Mi dicevo quando sarò grande
sceglierò tra vivere e capire,
se dovrò cambiare le mutande
se dovrò restare, se dovrò partire:
mamma sono diventato uomo,
e mi hai dato centomila lire,
ma non sò né frate, né pompiere
nianca sò poeta, nianca bersagliere.

Sai dov’è finito il tuo bambino?
solo sopra il tetto a sonà il violino,
a sonà il violino sopra il tetto
con un muro bianco proprio dirimpetto.

Figlio, figlio, se nessuno ascolta,
la tua mamma ti farà una torta,
sona sona figlio tutta notte,
non ti disperare, tanto che ce fotte?

Mamma, mamma, forse il mio destino
era lì sul tetto a sonà il violino,
che mme frega se nessuno sente,
tanto non lo suono mica per la gente.

Sona, sona, figlio, figlio bello
mamma tua ti porta il limoncello,
e ti porta pane e pecorino
se ti viene fame prima del mattino.

Mamma, mamma, questo è il mio destino
stare sopra il tetto a sonà il violino,
dillo a babbo, dillo alle sorelle
se nessuno sente, sòno per le stelle;
dillo a babbo, dillo alle sorelle
sòno per me solo, sòno per le stelle

 

sognatricenata
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lunedì, 17 dicembre 2007, ore 00:54

Sogni dolcissimi,

 Claudia

ps: questi erano tempi, quando almeno si capiva cosa stessero pubblicizzando!!!

sognatricenata
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