Ho pensato di salutarvi con questi simpatici referrers, visto che la partenza è stata rimandata a domani causa ultimo colpo di jella dell’anno.
Frase innamorato pazzo (wow)
Mazzo rose rosse (sempre gradito, grazie
)
Studiare L’infinito di Leopardi in inglese (ma perché mai???)
Vorrei che tu ricordassi i nostri giorni felici (volentieri, se mi dici chi sei)
Vorrei piacerti (vediamo che si può fare…)
Claudia carducci (ancora lei?)
Claudia fedeli (altra omonima, ma ciao!!!)
Lettera di Natale al fidanzato (su questo non posso aiutarti, spiacente…
)
Presepe demoniaco (no va bhe…questo non lo commento…
)
Categoria sogni:
Sognare Massimo Troisi (annuciaziò, annunciaziò.
.)
Sognare sangue, sogni sangue, sogni siringa (ma che mangiate la sera???
)
Sogni ad occhi aperti (oh, una bella cosa)
Racconti chiaretta (va beh, spero ti piacciano anche i miei…chissà come scrive chiaretta
Flavio Insinna
Mamma di Flavio Insinna (siamo alle presentazioni ufficiali, a quanto pare
)
Tutte pazze per Flavio Insinna (eh già, pare di sì…)
Insinna sorrisi (nel senso di giornale o dei suoi sorrisi?
)
Flavio Insinna fidanzata (mmmm)
Flavio Insinna blog (non credo lo troverai facilmente ahahha)
Flavio+Insinna+foto (contattami quando ne trovi)
Su 66 chiavi di ricerca, ben 26 riguardano Insinna e 3 Affari tuoi...
A quanto pare devo ringraziare Flavio per la pubblicità che involontariamente e inconsciamente fa al mio blog!
Anche se forse chi si aspetta di trovare notizie succose o foto sue ci rimane un po' male...
Comunque sia, ancora tanti tanti auguri.
Un bacione,
Claudia
Buon anno, fedeli lettori.
Faccio gli auguri in anticipo perchè vado via per questo Capodanno, torno il 3 di gennaio.
La voglia di festeggiare non c'è ma pazienza...in qualche modo me la farò venire.
Non vedo l'ora che sia finito questo 2006 allucinante...
Beh, qualcosa salvo...e tra le poche cose c'è questo blogguccio e ci siete voi, fedeli lettori.
A farvi gli auguri uno per uno rischio di fare figuracce dimenticando qualche nome
...quindi mi limito a salutare tutti e tutte!!!
Consentitemi però un saluto speciale alle ultime arrivate nella mia cerchia di amicizie virtuali, e cioè le ragazze del sito di Insinna, in particolare (perchè sono le più assidue compagne di deliri su msn) Rita e la piccola Agnese (prima o poi guariremo dal tormentone Tu sei brava
).
A tutti voi: per questo 2007 vi auguro tanta serenità, tante sorprese, il realizzarsi di vostri sogni, vi auguro di avere accanto persone che vi vogliano bene...io ve ne voglio e vi farò ancora tanta tanta compagnia.
Bacioni,
Claudia
Stamattina sono andata in posta. Dovevo solo spedire alla mia agenzia tutto il materiale della promozione appena fatta, e pensavo fosse una cosa semplice. Errore. Tremendo errore. A parte i MIEI personali problemi nel ritrovare la suddetta busta, mi aspettava la coda surreale all’ufficio. Arrivo e primo problema, a quanto pare insormontabile. La macchinetta che distribuisce numerini. Io schiaccio il pulsante, prendo il numero e mi metto in coda. Ci sono due code diverse, con due numerazioni diverse: conti correnti e prodotti postali. Vicina allo zero la probabilità che la gente avesse azzeccato. La cassiera è una simpatica signora non più giovanissima con un maglioncino rosso allegramente impestato di pailettes…ma non è ancora Capodanno, vero???
Va beh…
Passano i minuti e siamo sempre lì…per spedire un pacco la signora ha impiegato non so quanto… La gente dei conti correnti sta dentro cinque minuti, noi mettiamo radici. Tutti sbagliano a prendere il numero, tornano indietro, si scambiano i numeri come fossero numeri di telefono… Ed io aspetto. Verrà mai il mio turno? C’è la signora prima di me. Va via la luce. Panico. E’ un nanosecondo, ma basta per scatenare il dramma. E’ il mio turno. La bilancia non funziona più… La cassiera è nel marasma più totale
(cit. Fantozzi). Continua a dire che le dà errore 11, cercando di coinvolgere un collega che però le chiede altre cose ed ignora la sua richiesta d’aiuto. La signora comincia ad armeggiare con le spine…poi mi dice che è 1,40, pago e vado via. Non voglio assistere al suo dramma.
No, non voglio aprire dibattiti sul caso Welby, è solo un ricordo...
Se ne parla già tanto, a volte anche a sproposito. Si parla soprattutto dell'atteggiamento della Chiesa...non lo condivido ma posso capirlo.
Comunque...a parte tutto...oggi ascoltavo il grande Faber...e questo testo mi sembra abbastanza adatto alla situazione.
Preghiera in gennaio
Lascia che sia fiorito
Signore, il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.
Quando attraverserà
l'ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch'io
perché non c'è l'inferno
nel mondo del buon Dio.
Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio.
Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all'odio e all'ignoranza
preferirono la morte.
Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l'inferno esiste solo
per chi ne ha paura.
Meglio di lui nessuno
mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti
che puoi e vuoi salvare.
Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.
Quindi...funerali religiosi o meno...se esiste un Paradiso, Piergiorgio ora è lì.
Un bacione,
Claudia.
“Hai la prepagata o l’abbonamento?”
“In che senso?”
“…..”
“Nel telefono?”
“Sì”
“Ah, ma io ho una scheda Tre”
”Ah, allora vuoi fare il passaggio a Tim?”
”No, no, ho anche una scheda Tim, ma non la uso…”
( E allora che vuoi???)
“Scusi, lei sa qual è la macchinetta buffa che fanno vedere in tv?”
(cheeeeee?????)
“Lei è del negozio?”
“No, signora”
Faccia scocciata: “Eh, ma l’ho vista vestita di nero…”
(appunto…i commessi son vestiti coi jeans e sopra di rosso e blu, col nome del grande magazzino scritto davanti e dietro, io sono in tailleur nero….fai te…)
“Come funziona?”
“Leggi la domanda e poi scrivi la risposta qui.”
“In che senso???”
(….)
“Lei si occupa di questi giochi?”
“No”
“Ah, vieni, cerchiamo qualcuno che abbia voglia di lavorare”
(Ma brutta biiiip, vieni te a lavorare la vigilia di Natale e poi me lo sai ridire….ma vaff…)
“Scusi, avete la plescion?”
Mmm…ho mandato la tipa dove c’era la Playstation…l’avrà trovata la plescion?
“Mi saprebbe dire una buona tariffa per telefonare?”
“Beh, dipende da quanto chiama e da chi chiama…comunque deve chiedere alla commessa, io non sono del negozio, sono qui solo per una promozione.”
Ah, lei è qui in promozione? Ahahahha.
(No, ma sei spiritoso…)
“Comunque c’è questa tariffa (spiego) oppure quell’altra, ma è abbinata all’acquisto del telefonino”
“No, ma a me non serve, ho questo, ce l’ho da (boh) anni e funziona benissimo.”
“Ok.”
“Ho la tariffa x, mi sa dire quanto spendo?”
“Ehm, non lo so…deve chiedere alla ragazza.”
“Mi sa dare informazioni su quel telefonino?”
(Cioè, t’ho detto che non sono del negozio, hai affermato che il telefonino non ti serve…ed ora vuoi informazioni sul cellulare????)
Per la cronaca: il tipo m’ha fatta parlare mezzora, per poi scoprire che con la sua tariffa (che lui sapeva quanto fosse) pagava di meno…no comment...
Bacioni,
Claudia
Un biglietto di quarta classe / a livello del mare / si beccheggia col becco aperto / nei corridoi e sulle scale / Arriveremo dall'altra parte / arriveremo e sarà Natale / con le ragazze nelle sciarpe / dalle finestre a salutare / E nelle strade quella canzone / che sentivamo dalla nave / quella canzone che fino a ieri / non ci lasciavano cantare / nelle strade tante persone / con una faccia così normale / che ci ricordano le persone / che abbiam dovuto lasciare / E a mezzanotte mamma guarda la luna / a mezzanotte mamma la guarderò / e quella molta, quella poca fortuna / a casa mamma, a casa la porterò / E le luci sono stelle / e le stelle le puoi comprare / non ti chiedono il passaporto / le devi solo pagare / e per pagarle ci son le mani / ci son le mani a lavorare / a lavorare fino alla notte / sotto una luna occidentale / E a bestemmiare ci siamo in tanti / che non li puoi più contare / a bestemmiare ci siamo in tanti / che non li puoi più pagare / e sulla nave che prenderemo / che prenderemo per tornare / saremo nudi, saremo scalzi / saremo tutti da comprare / E a mezzanotte mamma guarda la luna / a mezzanotte mamma la guarderò / e quella molta, quella poca fortuna / a casa mamma, a casa la porterò / E a mezzanotte mamma guarda la luna / a mezzanotte mamma ti penserò / e quella molta, quella poca fortuna / a casa mamma, a casa la porterò
(Natale occidentale, Cristiano De Andrè)
Un bacione,
Claudia
Che bello! Sono in vacanza. E questa è la vacanza della mia vita. Quella che sognavo da sempre, ma mai ero riuscita a permettermi. Era il mio sogno da sempre, quello di passare un po’ d’inverno lontana dal freddo, al mare. Mare e sole. Un paradiso. Poche ore di volo e sono atterrata in quest’isoletta. Che pace. Oddio, è pieno di turisti, per lo più Italiani ma non c’è nessuno che conosco, lo so… Mi sono informata, prima di partire, su dove andavano amici, colleghi, conoscenti… Nessuno veniva qui. Bene, benissimo. Eh sì, perché ho un piccolo segreto da confessare. Sono qui con Paolo. Paolo è bello, atletico, ha trent’anni. Ed io…io ne ho cinquanta. E siamo sposati tutti e due. Io ho lasciato mio marito nella nebbia della nostra città, assieme alla famiglia. Lo so che è Natale, ma non potevo stare senza Paolo. Mi sono inventata un noiosissimo viaggio di lavoro negli Stati Uniti. Al ritorno giustificherò l’abbronzatura dicendo che ho fatto qualche lampada nelle pause. Che me ne frega…. Per Paolo è diverso. Lui è qui in viaggio di nozze. Eh già… Fa addormentare la moglie con del sonnifero e poi scappa da me. Ieri sera aveva addosso ancora il profumo di lei. Virginia. Così si chiama. Virginia è bella, è giovane, innamorata e ingenua. Mi sento in colpa verso di lei. L’altro giorno abbiamo fatto una piccola escursione in barca tutti assieme. Soffrivo il mal di mare e lei mi è stata vicina. È infermiera, Virginia. Mi sento in colpa…ma solo un po’. Io mi sono sposata con un uomo che non amavo e che non mi ha mai amata. Ho sofferto un sacco, ed ora ho diritto alla felicità. Paolo mi ama ed io lo amo. Questo conta. Siamo insieme, ora. Passeggiamo mano nella mano. Ci fermiamo in spiaggia e ridiamo come due ragazzini. Paolo mi bacia con passione. Che bel viaggio. Ricominciamo a camminare. La sabbia è bianca e finissima, il mare è bellissimo. Certo che questo posto è davvero bello…se solo non ci fossero quegli alberghi quasi sulla spiaggia…se solo ci fosse meno turismo…se solo… Un altro bacio di Paolo interrompe il flusso dei miei pensieri. E’ quasi ora di tornare all’albergo. Anzi, agli alberghi. Non siamo nello stesso…ne abbiamo scelti due vicini. Non vogliamo dare troppo nell’occhio. Chiedo al mio bellissimo amore di stare altri cinque minuti assieme. Ho come un brivido, penso a Marco, mio marito e ai miei figli. E’ un attimo. Sento un rumore, delle urla. Mi giro verso il mare. Un muro d’acqua si abbatte su di me. La sabbia diventa fango e mi serra la gola, mi chiude gli occhi. Cerco di non lasciare la mano di Paolo. Mi sento trascinare via, cerco di resistere alla forza del mare ma non ci riesco. E’ buio. E’ silenzio. Riesco ad aprire gli occhi ma non vedo Paolo. Mi passa accanto un bambino. Non è un turista, è uno del posto. I suoi occhi sono sbarrati in un’espressione mista di stupore e paura. Tiene stretta al petto una paletta per giocare, un giocattolo perso da un bambino suo coetaneo, magari, ma talmente ricco (così avrà pensato il povero bimbo del posto) da potersi permettere di lasciare in giro i suoi giocattoli. Qualcosa mi colpisce alla testa. Il sangue mi annebbia la vista. Non vedo più nulla. Non sento più nulla. Non so se ho paura. Penso a mio marito, alla faccia che farà quando gli diranno che sua moglie è morta (perché morirò, ne sono sicura) in un posto in cui nemmeno doveva essere. Penso che i miei guarderanno la tv e sentiranno forse che è successo qualcosa in questo angolo di paradiso, ma non ascolteranno nemmeno la notizia. Un po’ mi viene da ridere, un po’ da piangere. Ho smesso di lottare, non sento più nemmeno il dolore. Qualcosa mi trascina sempre più verso il basso e l’ultimo pensiero è per Paolo.
Claudia.
ps: Grazie a Max che mi ha ispirato con la sua poesia.
Salve, fedeli lettori.
Natale si avvicina e la mia malinconia aumenta, soprattutto in previsione del Capodanno...zero programmi, quest'anno, e zero voglia di festeggiare.
Gli anni scorsi dicevo sempre che volevo festeggiare per la speranza che ci fosse un nuovo anno migliore, ma quest'anno non ho nemmeno quella speranza.
La fine dell'anno è tempo di bilanci e va bhe...non è che il mio sia in attivo...
Ma bando alle malinconie...ora me ne vado a letto, o almeno ci provo...
Sogni d'oro e tanti baci.
Claudia.
Quella sera a Milano era caldo
ma che caldo, che caldo faceva,
"Brigadiere, apri un po' la finestra!",
una spinta ... e Pinelli va giú.
"Sor questore, io gliel'ho giá detto,
le ripeto che sono innocente,
anarchia non vuol dire bombe,
ma uguaglianza nella libertá".
"Poche storie, confessa, Pinelli,
il tuo amico Valpreda ha parlato,
é l'autore di questo attentato
ed il complice certo sei tu".
"Impossibile!", grida Pinelli,
"Un compagno non puó averlo fatto
e l'autore di questo delitto
fra i padroni bisogna cercar".
"Stai attento, indiziato Pinelli,
questa stanza é giá piena di fumo,
se tu insisti, apriam la finestra,
quattro piani son duri da far".
C'e' una bara e tremila compagni,
stringevamo le nostre bandiere,
quella sera l'abbiamo giurato,
non finisce di certo cosí.
E tu Guida, e tu Calabresi,
se un compagno é stato ammazzato,
per coprire una strage di Stato,
questa lotta piú dura sará.
Quella sera a Milano era caldo
ma che caldo, che caldo faceva,
"Brigadiere, apri un po' la finestra!",
una spinta ... e Pinelli va giú.
Piccolino, ma a me piace.
Baci,
Claudia