Stamattina vorrei essere altrove, lontana...
Non so dove, come, perchè...ma vorrei essere in un altro posto.
O forse vorrei essere un'altra persona.
Insomma...stamattina non mi va bene nulla.
Sopportatemi così. 
Un bacio,
Claudia
Non scalerò montagne per te
e non attraverserò deserti:
e ci sono anche poche possibilità
che varchi gli oceani a nuoto, solo per vederti...
non t'illuminerò una piazza,
non scriverò il tuo nome nel cielo,
non ti andrò a prendere nessuna stella...
non combatterò per te né draghi,
né mulini a vento, né demoni dell'inferno...
no, per te non farò niente di tutto questo...
Per te mi venderò,
per te farò il buffone,
mi darò sempre torto
anche quando avrò ragione,
appenderò il violino
a una stella che tu sai,
perché soltanto tu,
soltanto tu lo suonerai.
Sarò la tua signora
vestita in raso rosa,
antica come un quadro,
bella, altera, un po' sdegnosa,
il passero che a sera
danza sui ginocchi tuoi,
sarò l'eroe dei sogni
che nessuno ha fatto mai.
Perché mi batterò per te
con un esercito di idraulici
condomini, dentisti, rompipalle, bottegai;
mi coprirò delle ferite della noia,
quelle che nessuno vede
e non sanguinano mai.
per te... per te... per te... per te...
per te... per te... per te... per te...
Per te io mentirò giurando su mia madre,
e laverò anche i vetri agli incroci delle strade;
mi toglierò le ali affittate a un baraccone,
perché volar da soli è solamente un'illusione.
Non mi confonderò mai più
con questa compagnia di geni
sempre soli, sempre con il "coso" in mano
a dirsi "quanto siamo bravi,
Dio, ma come siamo bravi!"
e che da piccoli era meglio
che giocassero al Meccano:
È più difficile spostare l'esistenza
un po' più giù del cielo
e diventare un uomo, per te.
(Roberto Vecchioni)
Non servono parole, questa canzone mi fa venire i brividi...
Dolce notte a tutti.
Claudia.
Piccola.
Così mi sentivo all'interno del tempio di Segesta.
Ma che dico piccola? Minuscola, quasi annullata da tale maestosità.
Eppure non era una brutta sensazione.
Ora mi sento minuscola di fronte al mondo intero e non è bello come allora.
Passerà anche questo.
Un bacione,
Claudia
Non ho voglia di andare a dormire...e vago per il web.
L'avvicinarsi delle feste accentua un po' la mia malinconia e la solitudine mi spaventa ogni giorno di più.
Avrei voglia, forse, d'innamorarmi...mentre aspetto leggo poesie.
Fa sempre bene all'anima, presumo.
Claudia
Giochi ogni giorno...
Giochi ogni giorno con la luce dell'universo.
Sottile visitstrice, giungi nel fiore e nell'acqua.
Sei più di questa bianca testina che stringo
come un grapolo tra le mie mani ogni giorno.
A nessuno rassomigli da che ti amo.
Lasciami stenderti tra le ghirlande gialle.
chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?
Ah lascia che ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi
Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.
Il cielo è una rete colma di pesci cupi.
Qui vengono a finire i venti, tutti.
La pioggia si denuda.
Passano fuggendo gli uccelli.
Il vento. Il vento.
Io posso lottare solamente contro la forza degli uomini.
Il temporale solleva in turbine foglie oscure
e scioglie tutte le barche che iersera s'ancorarono al cielo.
Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
Tu mi risponderai fino all'ulitmo grido.
Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura.
Tuttavia qualche volta corse un'ombra strana nei tuoi occhi
Ora, anche ora, piccola mi rechi caprifogli,
ed hai persino i seni profumati.
Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle
io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina.
Quanto ti sarà costato abituarti a me,
alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano.
Abbiamo visto ardere tante volte l'astro baciandoci gli occhi
e sulle nostre teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.
Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.
Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.
Ti credo persino padrona dell'universo.
Ti porterò dalle montagne fiori allegri,copihues,
nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
Voglio fare con te
ciò che la primavera fa con i ciliegi
(Pablo Neruda)
Buonasera, fedeli lettori! 
Chiedo scusa per l'assenza, anche nelle risposte ai vostri sempre graditissimi commenti, ma il fine settimana è stato lavorativo e dopo aver affrontato un ipermercato urlante per due giorni di seguito non ero in grado di scrivere nulla. 
Vi starete chiedendo come sia un ipermercato urlante.
Beh, provate ad andare in un grande magazzino, centro commerciale et similia qualsiasi durante i fine settimana natalizi e lo saprete. 
Urlano i bambini, urlano i genitori, le musiche dei videogiochi sono sparate al massimo, squillano i cellulari dei clienti con musiche apocalittiche, una voce avverte delle offerte, prega Tizio di recarsi alla cassa 12, Caio di andare al box informazioni, Sempronio è desiderato al reparto giocattoli...
Ecco un ipermercato urlante.
E siamo appena agli inizi.
Buona serata e un grosso bacio.
Claudia.
Oggi tutti parlano (male) della televisione. E’ di moda. Spesso è giustificato, questo parlare male della tv, ci mancherebbe. Ma mi piacciono soprattutto coloro che ne parlano male ma poi dicono di non guardarla. Allora, onestamente, come fai a parlarne male? Va beh… non importa. Una cosa che mi colpisce della tv oggi è la quantità di lacrime che vengono versate quotidianamente. Piangono i concorrenti dei quiz che vincono o che perdono. Piangono i protagonisti dei reality show lontani da casa. Piangono coloro che non si vedono da anni, piangono quelli che incontrano il loro vip preferito…insomma, una valle di lacrime. Non c’è trasmissione che non abbia il suo bell’ospitino piangente. I conduttori, poi (almeno la maggior parte) sguazzano in questa valle di lacrime e stanno lì, con l’occhio fintamente lucido, a pensare quasi sicuramente allo share. Eh sì, perché le lacrime portano ascolti, a quanto pare. A me queste lacrime, vere, finte, esibite, danno un po’ fastidio ma nemmeno eccessivamente. Piangere in fondo è umano… non è obbligatorio farlo in televisione ma se l’emotività prende il sopravvento ok. Le lacrime più fastidiose sono quelle nei tg. No, non piangono i giornalisti. Ma avete presente quando succede una disgrazia? Arriva il giornalista fesco come una rosa nella casa della madre che ha avuto il bimbo massacrato dal pedofilo e le chiede: “come sta, signora?” Secondo te come sta? Tra poco va a ballare. Oppure: “Perdona l’assassino di suo figlio?” Ora, io non faccio testo perché non sono religiosa, ma non capisco come si faccia a perdonare certe cose. Ok, magari col tempo…ma il giorno dopo cosa perdoni? E la telecamera indugia sulla madre in lacrime, sul padre straziato…e il giornalista continua a far domande. Ma non c’è mai nessuno che lo manda al diavolo? Chiaramente questi sono casi, non sono tutti così i giornalisti, ma speculare sulle disgrazie altrui, ravanare nel torbido, raccontare particolari raccapriccianti all’ora di pranzo e di cena, spettacolarizzare il dolore della gente sembrano essere sport molto praticati. I telegiornali sono pieni di queste cose. A piaceranno davvero alla gente? A me danno un gran senso di fastidio, mi fanno venir voglia di cambiare canale (cosa che faccio spesso, a dire il vero). Bene, fedeli lettori, volevo sapere anche il vostro punto di vista. E’ veramente necessario il ricorso a queste sceneggiate? Non ci arriveremmo da soli a capire che quando muore qualcuno a noi caro si soffre? C’è bisogno che ce lo ricordino le facce contrite di certi signori? Ai posteri l’ardua sentenza (cit.).
Un bacione,
Claudia.
E' qualche giorno che non scrivo ma sinceramente non ho idee e non voglio riproporvi sempre i soliti discorsi triti e ritriti.
Ma avevo voglia di salutarvi, oggi splende il sole e un po' mi rasserena.
Se riesco farò una passeggiata lungo mare...e magari ci scapperà qualche foto...
Buona giornata a tutti.
Claudia
... al post precedente.
Non è la Chiesa ma sono i cattolici della rete a protestare contro la fiction.
Chiedo scusa.
Non so perchè ma non mi fa modificare, mi dà errore.
Ancora scusate.
Claudia.