...come puo' uno scoglio arginare il mare
anche se non voglio torno gia' a volare
le distese azzurre e le verdi terre
le discese ardite e le risalite
su nel cielo aperto
e poi giu' il deserto
e poi ancora in alto
con un grande salto...
(Io vorrei....non vorrei...ma se vuoi..., Lucio Battisti)
Che strano scriverti...per di più su un blog pubblico, che chiunque può leggere.
Che strano scriverti ora, dirti le cose che non ti ho mai detto in 22 anni vissuti con te e 8 senza di te...
Che strano, poi, scriverti oggi...cioè, non è una ricorrenza, non è nemmeno il 2 novembre..sì che ci siamo vicini...ma insomma...
Facciamola breve, ok?
Non sarà una lettera sdolcinata.
Non sarà un dirti quanto mi manchi.
Perchè.....non è che non mi manchi...ma non è nemmeno che mi strugga ogni giorno pensando a te.
Parole tremende? Chissà cosa penserei io se un giorno avessi una figlia e scoprissi che non le manco...
Non lo so...
Perchè non mi manchi? Perchè sei comunque presente, con i tuoi insegnamenti, dici? Sì, ma non solo...
Sei nelle mie insicurezze, nella mia fragilità, nella paura del giudizio, nella paura di deludere qualcuno, di fare una brutta figura, di non essere all'altezza, di non essere abbastanza intelligente o abbastanza studiosa, di non avere i gusti musicali, letterari, televisivi che erano giusti per te...
Ecco, dove sei.....nei ricordi di un'adolescente sola che stava un mese senza parlare col padre perchè aveva lasciato la scuola sull'orlo di un esaurimento nervoso....nelle paure di arrivare a casa tardi e dover litigare a tavola, nel terrore di un esame andato male che avrebbe scatenato critiche...
Sei nella solitudine.
Sei nei sogni.
Nei ricordi, nei tuoi libri che non leggo perchè ho i miei...nei programmi che guardavi tu e che non guardo.
Nella spiaggia in cui non sono più andata.
In quella tomba sulla quale non porto i fiori.
In quella stanza d'ospedale che non ho mai visto.
Nella paura del domani, nell'angoscia, nelle tue parole sprezzanti che ricordo.
Nei regali di cui mi riempivi.
Nel ricordo, sempre...nella paura, ancora oggi, di un tuo giudizio.
Ecco perchè non mi manchi.
Ecco perchè continuo senza di te.
Ecco perchè vivo lo stesso.
Non senza paura.
Claudia
Eccolo, è arrivato....
Il primo raffreddore dell'autunno, cosa credevate? 
Ero quasi preoccupata ehehehe.
Va beh, archiviato un altro fine settimana non propriamente indimeticabile, inizia una nuova settimana...eh lo so, sono intelligente!!!
Spero che l'apatia mi abbandoni...oggi sono completamente rimbambita (più del solito) ma è per via del raffreddore....sì sì come no.....
Devo fare delle telefonate...ma con questa voce si spaventeranno dall'altra parte...
Va beh, fedeli lettori...oggi non sono in vena di post poetici o cose del genere, allora la faccio breve.
Buona settimana a tutti.
Claudia
In una spiaggia poco serena
camminavano un uomo e una donna
e su di loro la vasta ombra di un dilemma.
L'uomo era forse più audace
più stupido e conquistatore
la donna aveva perdonato, non senza dolore.
Il dilemma era quello di sempre
un dilemma elementare
se aveva o non aveva senso il loro amore.
In una casa a picco sul mare
vivevano un uomo e una donna
e su di loro la vasta ombra di un dilemma.
L'uomo è un animale quieto
se vive nella sua tana
la donna non si sa se ingannevole o divina.
Il dilemma rappresenta
l'equilibrio delle forze in campo
perché l'amore e il litigio sono le forme del nostro tempo.
Il loro amore moriva
come quello di tutti
come una cosa normale e ricorrente
perché morire e far morire
è un'antica usanza
che suole aver la gente.
Lui parlava quasi sempre
di speranza e di paura
come l'essenza della sua immagine futura.
E coltivava la sua smania
e cercava la verità
lei l'ascoltava in silenzio, lei forse ce l'aveva già.
Anche lui curiosamente
come tutti era nato da un ventre
ma purtroppo non se lo ricorda o non lo sa.
In un giorno di primavera
quando lei non lo guardava
lui rincorse lo sguardo di una fanciulla nuova.
E ancora oggi non si sa
se era innocente come un animale
o se era come instupidito dalla vanità.
Ma stranamente lei si chiese
se non fosse un'altra volta il caso
di amare e di restar fedele al proprio sposo.
Il loro amore moriva
come quello di tutti
con le parole che ognuno sa a memoria
sapevan piangere e soffrire
ma senza dar la colpa
all'epoca o alla Storia.
Questa voglia di non lasciarsi
è difficile da giudicare
non si sa se è cosa vecchia o se fa piacere.
Ai momenti di abbandono
alternavano le fatiche
con la gran tenacia che è propria delle cose antiche.
E questo è il sunto di questa storia
per altro senza importanza
che si potrebbe chiamare appunto resistenza.
Forse il ricordo di quel Maggio
gli insegnò anche nel fallire
il senso del rigore, il culto del coraggio.
E rifiutarono decisamente
le nostre idee di libertà in amore
a questa scelta non si seppero adattare.
Non so se dire a questa nostra scelta
o a questa nostra nuova sorte
so soltanto che loro si diedero la morte.
Il loro amore moriva
come quello di tutti
non per una cosa astratta
come la famiglia
loro scelsero la morte
per una cosa vera
come la famiglia.
Io ci vorrei vedere più chiaro
rivisitare il loro percorso
le coraggiose battaglie che avevano vinto e perso.
Vorrei riuscire a penetrare
nel mistero di un uomo e una donna
nell'immenso labirinto di quel dilemma.
Forse quel gesto disperato
potrebbe anche rivelare
come il segno di qualcosa che stiamo per capire.
Il loro amore moriva
come quello di tutti
come una cosa normale e ricorrente
perché morire e far morire
è un'antica usanza
che suole avere la gente.
(Giorgio Gaber)
buona notte, fedeli lettori
Claudia
Ti avrei voluto accanto, amore che non ci sei ancora.
Ti avrei voluto vicino a me, oggi, mentre passeggiavo lungo il mare e mi perdevo nell’orizzonte, ripensando a quand’ero bambina e credevo che alla fine il mare e il cielo s’incontrassero e si abbracciassero.
Ti avrei voluto mentre cercavo gli angoli più belli da fotografare.
Avrei voluto ridere con te.
Avrei voluto stringermi a te quando l’altezza del sentiero sul mare m’ha fatto un po’ paura.
Insomma, avrei voluto essere con te.
Ed invece?
Sola, ancora…come sempre.
Dappertutto sola….
Sempre sola.
In mezzo alle famigliole, alle coppie, ai gruppi di amici.
E’ insopportabile, a volte…
Forse ci sei…
Forse no…
Claudia
PREMESSA: non è un post letterario, non sono capace di scriverne…
Ciò detto, iniziamo….
Luigi Pirandello nasce ad Agrigento nel 1867 e muore a Roma nel 1936.
Questo recitano le biografie.
Pirandello è uno degli autori che amo di più.
E’ stato il mio argomento a scelta all’esame di maturità.
Rimasi sveglia fino a tardi, nella lontana estate del 1995, per leggere le ultime pagine di Il fu Mattia Pascal.
E non lo facevo mai….
Sì, mi piaceva leggere ma ad una certa ora spegnevo, rimandavo al giorno dopo.
Invece quel romanzo mi ipnotizzò…
Ed era pure consigliato dal professore….strano ma vero…
Va bhe…non divago.
Luigi Pirandello nasce a Villaseta, Contrada Caos…a pochi km da Porto Empedocle e a pochi km dalla magia della Valle dei Templi.
Il posto è in mezzo al verde, e c’è una vista….mah….il mare, altro verde, le brutture della civiltà…ma la Sicilia è così…
Passeggiamo.
La strada è piccola, piena di alberi….si cammina e si cammina, si ha l’impressione di non arrivare mai.
Mi batte il cuore un po’ più forte e la voce istintivamente si abbassa….qui ci camminava lui!!!
Ok, è passato tanto tempo e certo non ci sono le sue tracce, ma lui passava di qua!!!
Su, ancora due passi….c’è uno spiazzo.
E qui veramente ormai la voce è un sussurro.
Dei pezzi di tronco messi lì ed una pietra…
Cos’è?
I pezzi di tronco sono quelli del “suo” albero, quello che lo ispirava e chissà, magari lo rinfrescava nelle torride giornate siciliane.
La pietra è la sua tomba, semplicemente.
Lì riposano le ceneri del genio del teatro, le ceneri del premio Nobel…
Ho guardato, fotografato, toccato….sotto lo sguardo un po’ perplesso, un po’ impaziente di mia madre…
Mi porterò sempre nel cuore questa giornata.
Claudia
La gente attorno a me grida, ma io sono tranquilla.
Bla, bla, dice il comandante, giubbotto salvagente, stare tranquilli….
Eh già, perché sono su un aereo…che sta rapidamente perdendo quota.
Non arriveremo sulla terraferma, cadremo in mare, ma dolcemente, dice il pilota….
Dolcemente…
Chiudo gli occhi, come per fare in modo che tutto sia più dolce.
Eccolo, l’impatto con l’acqua.
Urlano, urlano tutti…
Qualcuno prega.
I bimbi piangono.
Qualcuno bestemmia.
Io sono tranquilla….all’improvviso sono nell’acqua, mi lascio cullare…come nel liquido amniotico (che poi questa cosa, penso, mica l’ho mai capita…cos’è questa storia? E chi se lo ricorda come stavo nella pancia della mamma? Magari non vedevo l’ora di uscire perchè m’ero rotta di stare immersa a non fare nulla….ma che ne sanno gli psicanalisti, in fondo….)…sono sott’acqua e sto bene, riemergo, respiro…il sapore salato un po’ mi urta…
Ancora la gente urla e piange, tengo gli occhi chiusi e immagino di essere da tutt’altra parte, ma qualcuno mi scuote violentemente.
Lo ignoro e mi immergo di nuovo ma il salvagente mi tira prepotentemente su…che palle!
Voglio stare sotto, non sentire nulla….questa gente dove trova la forza di urlare, di fare rumore?
Siamo in balia delle onde, violentemente ci sbattono qua e là….accidenti, pure il mare mosso doveva capitare.
Mamma mia come è agitato…
E come urlano tutti….e chi è che continua a toccarmi?
Apro gli occhi….la hostess???
Cammina sulle acque?
Ah, caspita…siamo ancora in volo e stiamo precipitando.
Meccanicamente mi metto il giubbotto….
Guardo dal finestrino…..mare!!!
Tutti urlano, piangono, pregano, bestemmiano, gridano, imprecano, telefonano….
Qualcuno ride, ma è una risata isterica.
Stiamo precipitando.
Sorrido.
La hostess mi guarda..prima stupita…poi un lampo nei miei occhi la spaventa.
Mmmmmmmmmmmmmmmmmm….
…………………….
Accidenti, che mi abbia vista trafficare con le sofisticatissime apparecchiature di bordo????????
Claudia
Ps: l’idea di questo post deriva dal mio sogno di stamattina. La conclusione dalla chattata di mezzanotte con Tommy, nel corso della quale è emerso che io sarei una serial killer. 
Buongiorno a tutti.
Ho l'abitudine di andare a spulciare nei blog delle persone che mi lasciano i messaggi.
Non prendo mai l'iniziativa di andare in giro per il web, tra i vari blog, ma ricambio le visite
Oggi sono capitata sul blog di qwe e da quel blog copio l'ispirazione per il blog di oggi (devo pagare i diritti d'autore?
)
Ok, il post era sul guardare negli occhi la persona con cui si sta parlando.
Perchè si sfugge lo sguardo?
Lo chiedevo sempre al mio ex, che spesso mi parlava ma guardava da un'altra parte.
La cosa mi faceva arrabbiare da morire....cavoli, guardami! Non sono la persona che ti fissa e non ti molla più lo sguardo, no....ma nemmeno sfuggire lo sguardo continuamente...
Forse lo faccio anch'io per timidezza, per paura che la persona di fronte a me mi rubi i segreti dell'anima
o lo faccio se non sto dicendo la verità....
Però cerco di guardare più che posso la persona con cui sto parlando, anche se a volte mi costa fatica reggere certi sguardi indagatori.
Guardare la persona con cui si parla, oltre che educato, è importante per cogliere interesse o disinteresse, poi a volte uno sguardo vale più di mille parole....
E non parlo solo di sguardi amorosi, no no....
In amicizia, tra conoscenti...lo sguardo parla, a volte più delle parole...e voi che ne pensate?
Dite, dite...
Un bacione.
Claudia
Ci sarai, da qualche parte, amore della mia vita....vero?
Ok, allora mi rivolgo a te..
Un giorno i nostri sguardi si incroceranno, in mezzo al traffico, o al di sopra di un traballante carrello della spesa, o in uno scompartimento del treno...
Riconoscimi tu, però
, perchè il mio sguardo ti sfiorerà appena...non oso soffermarmi più di tanto sui visi della gente.
Ho poche cose da chiederti...
Non trattarmi male, non ferirmi, l'hanno già fatto....
Non mi illudere con belle parole per poi farmi risvegliare di colpo.
Perdona i miei sbalzi d'umore, le mie insicurezze e accetta le mie paure.
Prendimi per mano e trattami con dolcezza, accarrezzami i capelli e sussurrami che mi vuoi bene.
Non voglio gesti eclatanti, regali costosi e cene di lusso...
Non ti chiedo di rinunciare agli amici, alla carriera, ai sogni...
Lasciami i miei spazi, io ti lascerò i tuoi.
Ma non farmi del male, ti prego, non lo fare.
Io perdono, aspetto, ascolto...fallo anche tu.
Ti darò tutto l'amore che ho, ti farò ridere (sono comica, quando voglio), ti starò vicino senza soffocarti, non ti dirò grandi parole, non farò nemmeno io gesti eclatanti, ma ci sarò...sempre.
Ti amerò e ti rispetterò...sbaglierò, mille volte, ma mille volte ti chiederò perdono....
Fallo anche tu con me...
Ma arriva....dove cavolo sei?????


Claudia
Da mi basìa mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum
deinde usque altera mille, deinde centum.
Dein, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut nequis malus invidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum.
(Catullo)